Segni. «Era pienamente in grado di intendere e di volere». Confermati i 22 anni di carcere per Eraldo Marchetti che nel 2014 uccise la moglie Maria Manciocco a martellate

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SEGNI – Il verdetto è venuto fuori Venerdì 7 Febbraio: la Corte d’Assise d’Appello di Roma ha condannato a 22 anni l’ex sottufficiale dell’Aeronautica, Eraldo Marchetti, per aver ucciso a martellate la moglie, Maria Manciocco, dalla quale si stava separando.
La vicenda giudiziaria successiva a quei tragici eventi di Domenica 16 Marzo 2014 è molto lunga.

La Cassazione aveva annullato, in ordine alla capacità di intendere e di volere, la sentenza di secondo grado che condannava l’uomo a 22 anni di reclusione rinviando per la decisione a nuovi giudici.
Ieri l’altro è giunto il verdetto del processo d’appello bis che ha ritenuto invece sussistente pienamente la capacità di intendere e di volere e confermato i 22 anni.

Prima della Camera di Consiglio, nel corso dell’udienza, l’uomo, Eraldo Marchetti, ha fatto dichiarazioni spontanee, chiedendo anche scusa ai figli.
Secondo l’avvocato Irma Conti, che difende la famiglia della vittima insieme al collega Alessandro Cassiani, «le sue parole confermano il movente della separazione che lo stesso imputato non aveva accettato e riportano alla luce una inaccettabile concezione della donna».

Anejo - Agostino BalziAnejo - Agostino Balzi

La sentenza d’appello, infatti, riferisce l’avvocato Conti, parla di «personalità anacronistica» dell’imputato quanto al concetto della donna e della famiglia.
Nella precedente udienza la mamma di Maria Manciocco, l’insegnante uccisa dal militare, è stata colpita da malore e portata in ospedale.

Eraldo Marchetti in primo grado era stato condannato a 27 anni di carcere, sentenza che nel gennaio 2018 fu ritoccata in appello infliggendo una pena di 22 anni.
Alla fine il giudizio della Cassazione con la disposizione di un nuovo processo d’appello.

L’omicidio si consumò Domenica 16 Marzo 2014 nell’abitazione della coppia: tra moglie e marito era in corso una separazione.
Al termine di un violento litigio, cui assistettero i figli, due gemelli che all’epoca avevano 9 anni.
Secondo l’accusa, Marchetti prese una mazza utilizzata per rompere i sassi in giardino e colpì in testa l’ex moglie fino a sfondarle il cranio; poi, lasciando il corpo in un lago di sangue, uscì e andò a costituirsi.

A questo link tutta la storia trattata dal nostro giornale •>

 

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