Colleferro. Commovente incontro con Sami Modiano degli studenti dell’I.C. “Margherita Hack” e del Liceo “G. Marconi”
COLLEFERRO (Eledina Lorenzon) – È stata una giornata straordinaria per gli studenti dell’I.C. Margherita Hack e del Liceo G. Marconi di Colleferro che, Giovedi 6 Febbraio hanno potuto incontrare Sami Modiano, uno degli ultimi sopravvissuti della Shoah.
L’evento, organizzato dall’Istituto Comprensivo con il Patrocinio del Comune di Colleferro, è la sintesi di un progetto di orientamento condotto con gli studenti del Liceo G. Marconi che ha previsto la lettura congiunta del libro di Sami Modiano dal titolo “Per questo ho vissuto – La mia vita a Auschwitz-Birkenau e altri esili” edito da Rizzoli.
L’incontro è iniziato in mattinata nel plesso Leonardo da Vinci, dove Sami Modiano, accolto dalla Dirigente Scolastica Prof.sa Maria Giuffrè ha visitato, insieme agli studenti e le docenti, l’interessante mostra documentaria “Konzentrationslager Auschwitz”, realizzata dal Museo di Auschwitz-Birkenau (Polonia), suddivisa in sezioni tematiche cronologiche, dove si ripercorre la storia e l’evoluzione del sistema della vita e dell’organizzazione dei campi di concentramento nonché della persecuzione degli ebrei dal 1933 fino al giorno dell’abbattimento dei cancelli, avvenuto il 27 Gennaio 1945.
La mostra resterà allestita per diversi giorni ed aperta alle scuole del territorio in orario scolastico.
In seguito le classi interessate si sono ritrovate presso il Teatro Comunale Vittorio Veneto dove l’illustre ospite, alla presenza del Sindaco Pierluigi Sanna, della Dirigente Scolastica Prof.ssa Maria Giuffrè e del Dirigente Scolastico del Liceo G. Marconi Prof. Antonio Sapone, ha tenuto il suo intervento.
Con lui sul palco la Prof.ssa Gisa Messina che, dopo un breve intervento, ha lasciato spazio alla musica con l’esecuzione di brani di benvenuto a cura degli studenti della Scuola Secondaria di Primo Grado ad indirizzo musicale.
Sami Modiano con la sua voce calma, ma decisa ha quindi iniziato a raccontare la sua tragica esperienza, nel silenzio assoluto del teatro.
Samuel Modiano, conosciuto come Sami, è nato nel 1930 nell’isola di Rodi, all’epoca possedimento italiano dal 1912. La sua infanzia scorreva serena e felice, fino a quel tragico 1938, anno della promulgazione delle leggi razziali, che escludevano gli ebrei dalle scuole, dal lavoro, dalla vita pubblica, dalle arti e dai mestieri, per poi portare alla successiva persecuzione di tutti gli ebrei. Nel luglio del 1944, gli ebrei presenti a Rodi erano circa 2.000, furono tutti arrestati dal comando tedesco, che aveva assunto il controllo dell’isola, fatti salire in navi bestiame prima e successivamente su treni militari e fatti arrivare direttamene alle fabbriche della morte di Auschwitz-Bierkenau in Polonia, un viaggio terribile della durata di un mese, sfiancati dal caldo, in pessime condizioni igienico-sanitarie e poca acqua a disposizione per dissetarsi.
È rotta dall’emozione la voce di Sami, mentre racconta le atrocità di quel viaggio lunghissimo, dove persone ignare del loro destino, venivano private di dignità ed intimità. Poi l’arrivo, l’orrore della selezione, il distacco dall’amata sorella Lucia, la vita tremenda del campo con il padre Giacobbe, i lavori forzati e quel numero impresso sulla pelle “B7456 che segnò la perdita di ogni speranza.
Modiano si è poi soffermato sull’incontro con la sorella, divisi da un filo spinato, morirà dopo un mese dall’arrivo al campo e l’addio di suo padre che decide di lasciarsi morire vinto dalla stanchezza e dalla sofferenza, non prima di lasciargli un messaggio: ”Tieni duro Sami. Tu ce la devi fare!”.
Questa incitazione e la promessa fatta a non lasciarsi andare, sono state la spinta che lo ha aiutato a superare le infinite privazioni, affettive e fisiche, la marcia della morte imposta dalle autorità militari tedesche per cancellare le tracce dell’orrore commesso a guerra ormai persa.
Una marcia estenuante per il freddo intenso che portò Sami, ormai sfinito, a lasciarsi andare, a mimetizzarsi tra mucchio di cadaveri, poi ricordando le parole di suo padre, riuscì ad alzarsi e trovare riparo in una casa diroccata dove fu soccorso da soldati russi e portato in salvo.
Il ritorno alla vita, la rinascita ma anche il senso di smarrimento dell’essere sopravvissuto a tanta crudeltà ed una domanda che martella in testa: «perché sono sopravvissuto» e nel guardare i ragazzi dichiara: «per anni ha taciuto nella certezza che nessuno avrebbe creduto alle atrocità subite, poi ha prevalso il dovere di trasmettere ai giovani la testimonianza di quello che è stata la Shoah, per onorare e ricordare coloro che furono annientati dall’odio razziale degli aguzzini nazisti».
Questa è infatti la missione che da più di un decennio porta avanti, incontri nelle scuole e viaggi della memoria con gli studenti a Auschwitz: ogni viaggio è come una ferita che si riapre ed inizia a sanguinare, perché si rinnovano scene vissute, «che non si possono dimenticare», ma continuerà a farlo per trasmettere alle giovani generazioni il valore e la necessità della memoria perché quanto accaduto non si ripeta.
I ragazzi hanno ascoltato in un silenzio quasi religioso le parole di Sami Modiano, emozionati e commossi, poi tutti in fila, per donare gli elaborati fatti in classe, per stringergli la mano e farsi autografare il libro letto, a ricordo di una giornata che resterà indelebile nella mente e nel cuore.
Sul palco a conclusione dell’intensa manifestazione si sono susseguiti alcuni brevi interventi.
La Prof.ssa Giuffrè, particolarmente commossa, ha sottolineato come questo incontro rappresenti un arricchimento nel percorso umano e didattico dei ragazzi che hanno avuto la possibilità di ascoltare direttamente da chi ha vissuto atrocità inimmaginabili solo perché “diverso”.
Anche il D.S. Prof. Antonio Sapone, che con Sami Modiano ha effettuato un indimenticabile viaggio della memoria, ha espresso la sua emozione nell’incontrarlo ed ascoltarlo nuovamente.
Un abbraccio affettuoso tra il nostro Sindaco e Sami Modiano, ha chiuso questo che è il terzo emozionante incontro nella nostra città.






























































