Sabato 18 Novembre a Colleferro sarà ancora mobilitazione totale. Rifiutiamoli! Partenza del corteo ore 15 al Murillo

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COLLEFERRO (RM) – Domani, Sabato 18 Novembre, sarà ancora “Rifiutiamoli!”.

All’indomani – e per effetto – della partecipatissima manifestazione dello scorso 8 Luglio, la Regione Lazio e l’Amministrazione Capitolina (Ama col 40% del capitale di Ep.Sistemi gestisce uno dei due inceneritori di Colleferro) hanno vagamente mostrato la volontà di cambiare strategia a proposito dei rifiuti.

Gli incontri che si sono susseguiti – dopo la manifestazione dell’8 Luglio (•>) – hanno in qualche modo delineato le posizioni di Regione Lazio e Comune di Roma: da un lato la Regione, che per bocca del suo Assessore all’Ambiente Mauro Buschini, nei mesi di luglio ed agosto, ha annunciato la volontà di cambiare strategia sullo smaltimento dei rifiuti rinunciando all’incenerimento senza peraltro produrre alcun atto in tal senso;
dall’altro l’Assessore alla Sostenibilità ambientale del Comune di Roma, Giuseppina Montanari, ha promozionato il “Piano per la riduzione e la gestione dei Materiali Post-consumo di Roma capitale 2017-2021” che non prevede l’utilizzo di discariche ed inceneritori, senza arrestare però il “revamping” degli inceneritori…

Si aggiunga che in una recente (Settembre) audizione alla Commissione Ambiente della Regione l’Ad di Lazio Ambiente, Gregorio Narda, ha dichiarato che da Gennaio 2018 la sua società eserciterà la sola attività di gestione degli inceneritori, che quindi, per quanto lo riguarda, dovranno riavviarsi ad inizio anno…
Anche perché il Comune di Colleferro, insieme ad una decina di altri comuni del circondario, ha deliberato la costituzione di un consorzio che avvierà la gestione dei servizi di raccolta e spazzamento, con l’intenzione di dotarsi di una propria rete di impianti…

Di fronte ad una situazione del genere, che manifesta l’assenza totale di una garanzia che conduca alla soluzione auspicata della chiusura degli inceneritori, la manifestazione di domani risulta essere indispensabile per evidenziare il malcontento di una collettività e necessaria per riaffermare un principio oltreché una volontà locale.
Sarà anche sufficiente?

Nel frattempo continua il presidio allo Scalo per evitare il passaggio di camion con elementi necessari per effettuare il revamping (•>).

Ed intanto giunge in redazione un comunicato del Comitato residenti Colleferro – uno dei tanti comitati ed associazioni aderenti a “Rifiutiamoli!” – che pubblichiamo in fondo all’articolo •>.

Quanto alla manifestazione di domani, Sabato 18 Novembre, l’appuntamento è al Quartiere Murillo alle ore 15.

Il percorso prevede di attraversare Corso Turati, Viale XXV Aprile, Viale Europa, Via Consolare Latina, Corso Garibaldi fino al Comune di Colleferro (in foto il percorso, compreso quello alternativo in caso di pioggia – click sulla foto per ingrandire).
In occasione della manifestazione il Sindaco ha emanato un’apposita ordinanza riguardante la viabilità (•>).

 


Torna la protesta nella Valle del Sacco

“Nessun camion passerà!” non è solo lo slogan della campagna Rifiutiamoli! ma è quello che cittadini, associazioni e comitati stanno mettendo in pratica da ieri nel presidio installato in via Romana, a Colleferro, strada obbligata per i tir che devono raggiungere gli inceneritori di Colle Sughero.

Contro la decisione di ristrutturare gli impianti è stata organizzata per sabato 18 novembre 2017, ore 15, a Colleferro, una grande manifestazione che partirà dal Murillo, percorrerà corso Filippo Turati e si concluderà a piazza Italia.

La volontà della Regione Lazio è di rilasciare alla società di gestione Lazio Ambiente una nuova autorizzazione, per una durata stimata di 20 venti, per continuare a bruciare 220 mila tonnellate di rifiuti l’anno.

Per riattivare gli inceneritori, fermi da alcuni mesi, la società deve essere autorizzata ad eseguire il revamping e adeguare gli impianti per bruciare sia CRD (combustile da rifiuto) sia CSS (combustile solido secondario).

Già con la manifestazione dello scorso 8 luglio, organizzata dal “basso”, il vasto territorio della valle del Sacco ha risposto compatto nella difesa del diritto a vivere in un ambiente sano e per dismettere i 2 impianti.

Per mobilitare la valle del Sacco gli attivisti hanno tenuto banchetti informativi, incontrato gli studenti nelle scuole e partecipato ad incontri nei vari paesi, lasciando ad una Assemblea permanente di decidere come ostacolare questo disegno e di monitorare l’evolversi della situazione.

Gli inceneritori – autorizzati nel 2009 e prorogati fino a maggio 2019 – bruciano combustibile da rifiuto (CDR) con attività di recupero energetico e sono l’ultimo anello di chiusura del ciclo di smaltimento dei rifiuti regionali; l’energia elettrica prodotta viene utilizzata per l’alimentazione delle utenze degli impianti oltre che immessa in rete per servire utenze industriali e domestiche.

Né questo né altri benefici, che peraltro non sono arrivati ai cittadini, possono compensare il rischio di accettare impianti industriali che potrebbero procurare danni alla salute, su cui da tempo i medici per l’ambiente ci mettono in guardia.

Le origini della protesta si sono unite alle ragioni del presente. Su questa attività di incenerimento e sulla dirigenza della società regionale pende un procedimento penale e il fatto che siano ubicati nel centro storico della città ha creato forti problemi alla vivibilità.

Ma le ragioni della protesta sono soprattutto altre. La Regione Lazio vuole vendere la società con gli impianti corredati della nuova autorizzazione, con ciò decidendo – contrariamente ai tanti proclami – di non voler cambiare politica in materia di rifiuti e di confermare il sistema basato su discarica, inceneritori, Tmb.

Oggi tutte le persone di buon senso – non solo gli ambientalisti – rifiutano un sistema di smaltimento che invece di riutilizzare le materie recuperate e differenziate con il porta a porta le brucia (ci sono inoltre i costi di smaltimento della cenere residua).

Questo ciclo di rifiuti è stato “drogato” dagli incentivi governativi, che prima o poi finiranno, e si è rivelato non solo antieconomico, ma in controtendenza rispetto ai principi europei dell’economia circolare e soprattutto dannoso per l’ambiente e la salute degli uomini come dell’ecosistema.

Ancora oggi resta da capire e da accertare i motivi all’origine della loro ubicazione in “Zona Industriale di Completamento”, contigua al centro urbano, che da oltre cento anni subisce la presenza ingombrante del cementificio.

“Stiamo combattendo contro questo disastro ambientale, commenta Ina Camilli, rappresentante del Comitato residenti Colleferro, e non ci possiamo arrendere al fatto che la Regione Lazio non voglia cambiare strategia quando le alternative ci sono. L’unico vero bene da tutelare è la vita e l’ambiente in cui viviamo e questo oggi più che mai non solo è possibile ma è conveniente anche per l’economia e per la sanità pubblica.

Percorreremo tutte le strade per impedire il revamping e faremo in modo che le Autorità chiedano intanto la sospensione delle operazioni di ammodernamento, fino alla conclusione degli interventi di bonifica dei terreni sottostanti gli inceneritori. Vorrei fare un appello chiedendo a tutti di partecipare sabato pomeriggio e sostenere la battaglia per la salute e l’ambiente, che è stata promossa da Rifiutiamoli, ma che riguarda l’intera comunità nella quale vogliamo vivere”.

F.to Ina Camilli Rappresentante Comitato residenti Colleferro

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