Colleferro. In attesa della grande manifestazione di domani, un presidio di “Rifiutiamoli!” allo Scalo per fermare i camion

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COLLEFERRO (RM) – Mentre su, a Colle Sughero, è tutto pronto per il “revamping” degli inceneritori di Colleferro, giù, davanti alla Chiesa di San Gioacchino, le associazioni, i comitati ambientalisti ed i cittadini – riuniti nel “movimento” Rifiutiamoli – hanno organizzato un “picchetto” permanente per evitare che i pezzi necessari alle operazioni di ripristino delle caldaie giungano a destinazione.

 

Dopo il passaggio “indisturbato” di una grandissima gru, avvenuto qualche settimana fa, “Rifiutiamoli” è corso ai ripari, e così non appena giunta la notizia che un trasporto eccezionale era in procinto di giungere agli inceneritori, è stato allestito un presidio permanente – all’insegno dello slogan “Colleferro non dorme più” – con l’intento di «fermare l’arrivo di qualsiasi camion che porti materiale per la manutenzione degli inceneritori…»
Quel trasporto eccezionale – atteso per la notte tra Mercoledì 15 e Giovedì 16 Novembre – avrebbe dovuto far giungere a Colle Sughero pezzi della caldaia destinati al revamping di uno dei due inceneritori.
Ma fino a questo momento, del trasporto eccezionale, non se ne è vista traccia.

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Il presidio è posto sotto un gazebo, proprio davanti alla Chiesa di San Gioacchino e pochissimi metri da dove, nella canonica della chiesa, anche il Sindaco Pierluigi Sanna ha simbolicamente spostato il suo ufficio con il medesimo scopo: ottenere per iscritto da Regione Lazio e Comune di Roma il cambio di rotta sul “revamping”.

Sul piano degli interventi ufficiali registriamo il fatto che Lazio Ambiente avrebbe inviato alla Procura della Repubblica di Velletri e alla Corte dei Conti una diffida al sindaco contro la seconda ordinanza sindacale (•>) emanata l’8 Novembre – con scadenza 31 Dicembre – con la quale si dispone una limitazione, in alcune zone della città, del transito dei mezzi pesanti superiori a 3,5 tonnellate per ridurre i valori di Pm10: secondo Lazio Ambiente che detiene quote degli impianti di incenerimento, sarebbe stata utilizzata in maniera strumentale e politica per impedire il revamping in corso.
Qualcosa del genere era già accaduto nel mese di Luglio, quando una analoga ordinanza del Sindaco venne annullata dal Tar, a seguito del ricorso di Lazio Ambiente.
Ed ancora le organizzazioni sindacali dei lavoratori di Lazio Ambiente hanno inviato un appello al Sindaco Sanna nel quale manifestano tutta la loro preoccupazione per un futuro quantomai incerto (•>).
Nel frattempo gli abitanti del Quartiere Scalo hanno consegnato al Comune una petizione firmata contro il transito dei mezzi pesanti che causano forti vibrazioni degli edifici.

Mentre giù, allo Scalo, i presidianti vigilavano; su, a Colle Sughero, gli operai degli inceneritori provvedevano ad erigere una transenna all’ingresso del parcheggio antistante gli impianti.

Intanto sale l’attesa e la concitazione per la manifestazione di domani (•>), 18 Novembre, replica di quella che si è svolta l’8 Luglio scorso nella quale lo slogan era proprio: «No agli inceneritori! Fermeremo i camion…».

 


L’appello dei lavoratori

Inviato al Sindaco di Colleferro Pierluigi Sanna e, p.c., al Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti e l’Assessore all’Ambiente e Rifiuti Mauro Buschini

«La presente per “rappresentarle” ciò che la sua azione politica sta causando alle maestranze dei Termovalorizzatori e relative famiglie.

Ad oggi tutte le proposte alternative ai Termovalorizzatori fatte in Regione Lazio sono rimaste tali, non ci risulta che siano stati presentati progetti di nuovi impianti, non ci risultano le relative autorizzazioni, non ci risultano finanziamenti, non c’è una data presunta di entrata in servizio dei tanto decantati nuovi impianti.

In modo analogo sono rimaste solo chiacchiere la tutela delle retribuzioni e di eventuali e temporanei collocamenti del personale in altre attività.

Alla data odierna ciò che è evidente è che le sue ordinanze, le sue azioni politiche stanno bloccando i lavori di manutenzione.

Ciò che è insindacabile è che i ritardi nei pagamenti da parte dei comuni, ivi compreso il Comune che ha l’onore e l’onere di amministrare, hanno causato e causeranno la mancata erogazione degli stipendi già dal prossimo 27 di novembre.

Ciò che è inevitabile è che se i lavori di manutenzione verranno bloccati o ritardati ulteriormente,questo si tradurrà nella messa in libertà del personale, con le ricadute sociali su cui la invitiamo a riflettere provando per una volta a “calarsi” nelle nostre vite.

Se ad oggi quello che lei persegue come soluzione al problema dei rifiuti fosse una realtà già esistente e pronta a funzionare sarebbe la cura dei problemi di tutti, ma ad oggi di concreto c’è il nulla e chiediamo a lei come può credere che i dipendenti e le loro famiglie possano ancora sopportare un periodo con un ammortizzatore sociale da fame e affrontare la certezza dei licenziamenti collettivi come preannunciato dalla lettera di Lazio ambiente datata 13 novembre u.s. che alleghiamo alla presente».

F.to I rappresentanti sindacali dei Termovalorizzatori: Alberto Talone (Filctem Cgil), Alessandro Caporossi (Uiltec), Carla Lucci (Ugl)

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