Roma. Incendio gassificatore e Tmb2 a Malagrotta. Rogo circoscritto ma ancora attivo. Chiusi asili nido e scuole dell’infanzia nel raggio di 6 chilometri per due giorni

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ROMA – Nel pomeriggio di ieri, 15 Giugno, alle 17:38, è arrivata la segnalazione al 115 dei Vigili del Fuoco dello scoppio di un grosso incendio presso la discarica di Malagrotta situata nella zona ad ovest della Capitale.

Secondo una prima ricostruzione non confermata – ma nemmeno smentita – il principio di incendio si sarebbe avviato a partire dal gassificatore – peraltro mai entrato in funzione – per poi estendersi all’impianto Tmb2.

Sul luogo dell’incendio sono subito intervenute 10 squadre dei Vigili del Fuoco, ben presto rinforzate anche dai mezzi antincendio del vicino aeroporto “Leonardo Da Vinci” oltreché da uomini e mezzi provenienti da altri comandi del Lazio, della Campania, dell’Abruzzo, della Toscana, dell’Umbria e delle Marche.
Complessivamente sono impiegati 70 uomini ed oltre 20 mezzi antincendio.

L’incendio dal gassificatore si sarebbe poi spostato attingendo la seconda linea del trattamento meccanico biologico, e la relativa vasca di contenimento dei rifiuti.

Nella tarda serata di ieri i Vigili del Fuoco spiegavano che la difficoltà a spegnere l’incendio è riconducibile al fatto che «sta bruciando materiale combustibile (carta e plastiche-ndr) e che anche “abbassando” le fiamme queste non si esauriscono».
Nell’immediato l’intervento è stato teso a circoscrivere le fiamme ai capannoni del gassificatore e della seconda linea del trattamento meccanico-biologico.

Nel frattempo una densa ed inquietante colonna di fumo, visibile a chilometri di distanza, si è levata al cielo oscurando il tramonto di quel quadrante della Capitale in cui l’aria è irrespirabile.

Gli stessi Vigili del Fuoco ed anche Arpa Lazio – che in zona ha già una stazione di rete fissa per il monitoraggio della qualità dell’aria, e che sta installando anche un ulteriore campionatore – hanno invitato la popolazione, residente a ridosso della discarica, a chiudere porte e finestre.
La Asl ha ufficializzato tale disponendo il divieto di attività all’aperto nel raggio di 6 km.
La Regione Lazio, il cui Consiglio Regionale de “La Pisana” ha sede in un’area praticamente adiacente alla discarica, ha firmato un atto con cui si dispone la chiusura degli uffici.
È stata disposta la chiusura di asili nido e scuole dell’infanzia nel raggio di 6 chilometri per due giorni.
Sul luogo dell’incidente, oltre ai volontari della Protezione Civile, ed alla Polizia Locale di Roma Capitale intervenuta per agevolare la viabilità, sono intervenute anche le Forze dell’Ordine – Polizia di Stato e Carabinieri – la cui informativa sull’accaduto è attesa dai Pm del Tribunale di Roma i quali, forse già da oggi, formalizzeranno l’apertura di un fascicolo di indagine: obiettivo è capire se si sia trattato di un evento doloso o colposo.

La colonna di fumo nero, complice l’assenza di vento e la serata particolarmente afosa, si è estesa per chilometri intorno alla zona del rogo, e nell’intera periferia ovest della Capitale, ma anche oltre, i cittadini hanno segnalato cattivo odore, proveniente dalle carte e le plastiche combuste.

Nella notte il rogo è stato circoscritto ma non del tutto spento, mentre c’è chi ipotizza che per neutralizzare completamente l’incendio ci vorranno giorni.

«Le prime analisi – ha affermato stamane il Direttore Generale di Arpa Lazio, Marco Lupo – saranno disponibili nella giornata di domani. Nei casi di questo tipo, cioè di combustione di rifiuti, si possono sprigionare diossine e idrocarburi policiclici aromatici e i PCB. Questi sono gli elementi che ricerchiamo e stiamo ricercando nell’aria con due campionatori uno in direzione di Fiumicino, dove tirava ieri il vento, e l’altro all’interno del sito. Domani avremo i risultati delle analisi dai filtri estratti stamattina. Qui venivano lavorate tra le novecento e le mille tonnellate di rifiuti indifferenziati».

Oltre ai danni ambientali direttamente connessi all’incendio (non si esclude affatto la possibilità che siriano sprigionate diossine nell’aria) va sottolineato che l’impianto di Tmb che sta ancora bruciando, era in funzione a pieno regime trattando circa 900 tonnellate al giorno di rifiuti.

Prontamente infatti arriva la dichiarazione del Sindaco di Roma Roberto Gualtieri.
«L’incendio del Tmb – ha dichiarato il Sindaco di Roma Roberto Gualtieri – non è solo un grave incidente, ma costituisce un danno significativo per il sistema di raccolta e smaltimento dei rifiuti a Roma, su cui avrà inevitabili conseguenze immediate.
Siamo già al lavoro per ricollocare quanto prima le quantità trattate dall’impianto danneggiato e indirizzarle su altri impianti di trattamento e sui successivi sbocchi.
Già domani mattina si riunirà la cabina di regia con Ama e gli operatori che hanno contratti in essere diretti e indiretti con l’azienda di Roma. Metteremo tutto il nostro impegno per affrontare questa grave emergenza. Ringrazio le squadre dei Vigili del Fuoco, le forze dell’ordine, la polizia locale e i volontari della protezione civile per il loro prezioso lavoro».

Sempre dal Comune di Roma giungono alcune raccomandazioni.
Si raccomanda, a titolo precauzionale, alla popolazione presente nel raggio di un chilometro dalla zona dell’incendio di:

  • non sostare nei pressi dell’area interessata dall’incendio;
  • mantenere chiuse le finestre in caso di fumi persistenti e maleodoranti;
  • non utilizzare al momento i condizionatori d’aria;
  • in caso di emergenza contattare il Numero Unico Emergenze 112 o la Sala Operativa h24 della Protezione Civile di Roma Capitale al numero verde 800 854 854 o al numero 06 67109200.

Nella zona interessata dal rogo sono possibili, a scopo precauzionale, interruzioni di luce, gas e acqua.