Colleferro. Grande pubblico alla presentazione di “Via Bolzano, 36” di Gisa Messina nella Biblioteca comunale “Riccardo Morandi”

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COLLEFERRO (Eledina Lorenzon) – Gisa Messina torna in libreria con una nuova fatica letteraria – dopo il successo di “Le Onde della Vita” silloge poetica illustrata da Domenico Narducci, edita da Pioda Imaging nel 2015 – dal titolo “Via Bolzano, 36”, una raccolta di versi, pensieri e racconti che hanno, quale filo conduttore, il lockdown e la pandemia da Covid 19 che ha colpito il mondo intero, facendoci vivere una realtà inaspettata che ha messo a dura prova le nostre più salde sicurezze.

Il libro è stato presentato Lunedì 13 Giugno nella stupenda Biblioteca “Riccardo Morandi“ di Colleferro – in collaborazione con l’Unitre e con la Libreria Catena – di fronte ad un pubblico numerosissimo, che ha riempito tutti gli spazi possibili, a dimostrazione del profondo affetto e stima per l’autrice, insegnante presso la locale Scuola Media “Leonardo Da Vinci”, poetessa e giornalista, donna poliedrica con un grande cuore e tanta energia vitale.

Con l’autrice erano presenti il Sindaco Pierluigi Sanna, il Consigliere Delegato alla Biblioteca ed al Museo Archeologico Luigi Moratti ed il relatore Domenico Narducci, autore tra l’altro della bellissima copertina del libro.

Un incontro emozionante che ha saputo affascinare e coinvolgere gli intervenuti affrontando le diverse tematiche che dal volume emergono, evidenziando alcuni collegamenti ad eventi storici che hanno visto protagonista l’epidemia nella letteratura, opere nelle quali sono evidenti elementi ricorrenti e similitudini con le realtà che il mondo oggi sta vivendo, cercando di indagare sul possibile atteggiamento dell’uomo nei confronti delle pandemie che nei secoli hanno colpito l’umanità.
Paura del contagio e della morte, l’isolamento, le incertezze sul futuro, le diverse reazioni dell’animo umano di fronte all’imprevisto.

Un libro che offre una lettura avvincente, capace di donare pace e serenità alle nostre anime in tumulto e dove, sempre e comunque, la speranza esce vincitrice, speranza che è possibilità di non darsi per vinti e non cedere alla disperazione ed al timore di non sapersi rialzare dopo la caduta.

La speranza, è ciò che ci riporta a trovare un senso al vivere, che ci permette di rialzarci più e più volte nel corso della vita, mantenendo vivo il desiderio e la ricerca del piacere a vivere, portandoci fuori dalla sensazione di paura e semplice sopravvivenza che a volte ci coglie.

«In questo libro – ha dichiarato l’autrice – non ci sono solo io, ci siete voi tutti e tante altre persone. Parlare con voi al telefono, fare le video chiamate, condividere interessi, paure, timori, ansie, faceva nascere nella fantasia creatrice che mi contraddistingue dei pensieri e delle riflessioni. Dietro ogni pensiero, ogni poesia ci siete anche voi.
Protagonista è senza dubbio il senso di rinascita, perché la speranza deve contraddistinguere, essere il vero valore, il leitmotiv di quello stato d’animo costante che dobbiamo avere sempre e continuamente.
Questo periodo di forte sbigottimento ci ha messo tutti davanti una presa di coscienza, abbiamo fatto i conti con la nostra vita e con quello che stavamo facendo, siamo abituati tutti a correre ed è stato come se ci fossimo fermati tutti e guardato dentro di noi e le nostre vite per fare il punto sulla nostra famiglia, sui nostri amici, sugli affetti importanti, quelli veri e le cose che ci sono mancate».

Il caffè al bar, le risate spensierate, gli incontri strappati al tempo sempre tiranno, un invito quello di Gisa Messina a ripensare insomma alle piccole cose, quelle quotidiane che in tempo di pandemia ci sono mancate…

“Via Bolzano, 36”, un titolo inconsueto, ma che rappresenta un simbolico abbraccio che partendo dalla Sicilia, luogo di nascita dell’autrice, attraversa tutta l’Italia per giungere al Nord, dove a Cologno Monzese esiste un condominio proprio nella via indicata dal titolo, dove insistono le “case di ringhiera”, edilizia popolare tipicamente meneghina, nata nel 900, che prevede come tratto distintivo la condivisione dello stesso balcone tra le abitazioni presenti in ciascun piano dell’edificio.
Il nome “ringhiera” deriva proprio dal parapetto in ferro del lungo ballatoio comune dal quale si accede alle singole abitazioni.
Un microcosmo dove le persone vivevano, nonostante le difficoltà, una vita di comunità e di solidarietà oggi purtroppo perse.

L’opera, suddivisa in cinque sezioni magicamente legate tra loro, sa unire liriche struggenti, racconti e pensieri che arrivano immediati alla mente e all’anima, brevi spaccati di vita, ricordi, affetti familiari, sensazioni ed emozioni in cui il lettore può ritrovarsi.

In “Pandemiche poesie” è il lento trascorrere del tempo protagonista di versi liberi sul tema della pandemia in quel “silenzio assordante” che ci ha avvolti.

In “Fotografie di vita vissuta”, sono invece “i sentimenti, le realtà personali ed il vivere quotidiano che si intrecciano con le immagini devastanti che la televisione ci rimandava.

Nella sezione “Via Bolzano, 36” sono riassunti frammenti di vita tratti dallo spaccato immaginario delle case di ringhiera.

“Pandemici pensieri” raccoglie invece riflessioni, legate per lo più al passato, che riaffiorano nelle lunghe giornate di solitudine.

Ed infine, a chiusura, “Poesie” sono versi liberi a sigillare momenti di vita pieni di nostalgia o di sorpresa, ricordi d’infanzia, sogni mai sopiti che un isolamento forzato riportano alla mente, sentimenti che si rafforzano, amore che si scopre sempre più forte e capace di superare ogni difficoltà.

Scrive Luigi Chiavarone nella “postfazione”: «Se per i bambini la pandemia si è trasformata in una sfida dai colori oscuri con loro stessi protagonisti, per i più giovani in un brusco impatto del proprio vivere la stagione più libera e dell’attesa di un avvenire tutto da inventare, per quelli con qualche anno in più, come chi scrive queste poche righe, si è manifestata con un inatteso precipitare nei passaggi più bui della storia».
E conclude: «Un viaggio profondo ed in qualche modo comune in questo tempo in cui la pandemia ci ha chiuso e schiuso, ancora non compiuto e magari da continuare e fronteggiare, anche con momenti d lettura attenta e partecipata di Via Bolzano, 36».

Nel corso della presentazione sono state molto apprezzate le letture di alcuni brani e poesie a cura di Antonietta Nunnari e gli interventi musicali di Pino Favale.