Roma. È di Nicoletta Diotallevi il corpo della donna fatto a pezzi e distribuito nei cassonetti del Flaminio dal fratello Maurizio

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ROMA (Giulio Iannone) – Si chiamava Nicoletta Diotallevi ed aveva 59 anni la donna uccisa, fatta a pezzi e distribuita in diversi cassonetti del Flaminio dal fratello, Maurizio di 62 anni. (qui gli articoli precedenti 1•> e 2•>)

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La mattanza sarebbe avvenuta proprio tra le mura domestiche – in Via Guido Reni 22b – che i fratelli condividevano da qualche anno dopo la morte della madre. Lo stabile si trova tra la Caserma dell’Esercito “A. Ciarpaglini” (al civico 22, dove ha sede il Centro Sistemi Informatici dell’Esercito) e la Caserma della Polizia di Stato “Maurizio Giglio” (al civico 24).

«Sì, sono stato io a uccidere mia sorella», avrebbe ammesso Maurizio dopo 10 ore di interrogatorio in Questura.

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Secondo le prime informazioni trapelate i due fratelli avevano problemi economici e proprio per questo vivevano insieme l’abitazione lasciata in eredità dai genitori, affittando a studenti una stanza dell’appartamento.

  • Viale Maresciallo Pilsudski (altezza civico 92)

L’unica a produrre reddito era la sorella, Nicoletta, alla quale sembra che il fratello facesse spesso richiesta di denaro e non si esclude che a far scattare il raptus omicida dell’uomo possa essere stata proprio l’ennesima richiesta di denaro disattesa dalla sorella.

Sconcertati i condomini dei fratelli pronti a definirli come persone “perbene”, figli di un alto ufficiale dell’Esercito.

Al momento Maurizio Diotallevi è agli arresti indagato per omicidio ed occultamento di cadavere.

 

I Fatti

La sera di Ferragosto, intorno alle ore 20, una ragazza rom, mentre stava rovistando in un cassonetto situato in Via Maresciallo Pilsudsky (altezza civico 92), rinveniva, legati tra loro con un nastro adesivo da pacchi, ed a loro volta stipati in una cassa di ferro, gli arti inferiori di una donna.
Le gambe erano state tranciate di netto, probabilmente con una sega, all’altezza dell’inguine.

Mentre gli agenti della Polizia Scientifica effettuavano i rilievi del caso ed analizzavano i dati a disposizione, gli investigatori procedevano al controllo di altri cassonetti disseminati nell’area nonché al sequestro dei file delle numerose videocamere di sorveglianza ubicate nella zona (la più importante delle quali è visibile nella seconda foto dello slider in alto).

Dall’esame dei video a disposizione infatti gli investigatori hanno “isolato” un uomo che, nella notte di Lunedì 14 Agosto, è stato visto allontanarsi dal cassonetto a bordo di un’auto la cui targa è risultata leggibile almeno in parte.

(click per ingrandire)

Ben presto l’attenzione degli inquirenti della Squadra Mobile di Roma, diretta da Luigi Silipo – coadiuvati dai colleghi del Commissariato Villa Glori e della Polizia Scientifica – si è concentrata sul fratello della vittima: Maurizio Diotallevi di 62 anni.
Lo hanno prelevato e condotto presso la Questura dove è stato sottoposto ad un interrogatorio che è durato ben 10 ore.

Nel corso dell’interrogatorio il carnefice forniva indicazioni utili al recupero delle altre parti del corpo della donna, raccolte in una busta dell’immondizia e gettate in un cassonetto sotto la loro abitazione in Via Guido Reni (all’altezza del civico 24).
Gli effetti personali di Nicoletta ed i suoi abiti sarebbero stati rinvenuti in un terzo cassonetto situato in Via Pannini, dietro l’angolo…

L’uomo finiva per confessare l’omicidio, anche se non è stato ancora reso noto il movente, al momento ipotizzato in dissapori per questioni economiche.
Il fratello avrebbe prima strangolato la sorella e poi l’avrebbe sezionata distribuendone i pezzi nei cassonetti…
Sul corpo della povera donna, benché a pezzi, è stato richiesto l’esame autoptico. Il fratello è stato ristretto presso il carcere di Rebibbia con le accuse di omicidio volontario ed occultamento di cadavere.

 

Il comunicato ufficiale della Questura di Roma

Risolto in poche ore dalla Polizia di Stato
il giallo del ritrovamento della donna mutilata

ROMASi è appena concluso con il fermo da parte del P.M. del fratello della vittima, il mistero delle due gambe ritrovate ieri sera all’interno di un cassonetto in Via Maresciallo Pilsudsky.

Ieri, intorno alle 20, una ragazza che rovistava nei cassonetti, ha trovato due gambe apparentemente di donna legate con del nastro da pacchi.

La ragazza si è rivolta immediatamente alla Polizia di Stato. Gli investigatori della Squadra Mobile, coadiuvati dai colleghi del commissariato Villa Glori e della Polizia Scientifica, hanno subito acquisito alcune immagini di telecamere installate nei pressi del luogo ove sono stati rinvenuti gli arti, dalle quali emergeva che un uomo nella notte tra il 14 e il 15, gettava un oggetto voluminoso nel cassonetto.

Simultaneamente, sono state passate al setaccio le più recenti denunce di scomparsa, tra le quali emergeva quella di una donna di 59 anni di cui non si avevano notizie dal 14.

La donna, Nicoletta Diotallevi, abitava con un fratello poco più grande di lei, in un appartamento del quartiere Flaminio dove i poliziotti hanno rintracciato l’uomo, che fin da subito forniva dichiarazioni contrastanti.

L’uomo, Maurizio Diotallevi di 62 anni, è stato condotto in questura dove è stato sottoposto ad interrogatorio dal P.M. titolare dell’indagine. Dinanzi al magistrato, il Diotallevi ha ammesso di essere l’autore dell’omicidio e del tentativo di occultamento del cadavere, il delitto sarebbe avvenuto per motivi familiari.

Nella tarda mattinata, in un cassonetto di Via Guido Reni avvolti in un sacco è stato rinvenuto il resto del cadavere.

Al termine dell’interrogatorio, il P.M. ha emesso un decreto di fermo che è stato notificato all’indagato e che dovrà essere convalidato nei prossimi giorni da parte del G.I.P. del Tribunale di Roma.