15 Maggio 2026
Città Metropolitana di Roma

Roma. Bimba di un anno morta chiusa in auto. Al padre la Procura ora contesta l’omicidio colposo perché…

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ROMA – È accaduto ieri l’altro, il 7 Giugno, nella Cittadella militare “La Cecchignola” di Roma.
Il papà, un carabiniere che presta servizio alla divisione generale per il personale militare del Ministero della Difesa, avrebbe dovuto lasciare la piccola di 14 mesi al nido che ha sede a pochi metri dal suo posto di lavoro.
Se ne dimentica, e la figlia viene trovata morta dalla madre che era andata a riprenderla circa sette ore dopo…

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In un primo momento, per atto dovuto, la Procura aveva aperto un fascicolo per abbandono di minore, ma ora l’accusa si è fatta più pesante: omicidio colposo.

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La modifica dell’ipotesi di reato è legata al fatto che il seggiolino sul quale è morta la piccola non era munito di dispositivi antiabbandono, interni od abbinati.
Proprio come spiegavamo nel nostro articolo di ieri, i seggiolini antiabbandono sono obbligatori già da qualche anno se ospitano bambini al di sotto dei 4 anni di età.

Il procuratore aggiunto Paolo Ielo, che coordina le indagini dei Carabinieri sulla vicenda, ha disposto l’esame autoptico sul corpo della piccola, ma l’ipotesi più accreditata è quella che ricondurrebbe la morte all’effetto delle alte temperature raggiunte all’interno dell’abitacolo dell’auto lasciata sotto il sole.
Tra l’altro i vetri oscurati dell’auto avranno certamente inibito la possibilità che la bimba venisse notata con maggiore facilità dall’esterno.

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Nel corso dell’interrogatorio il carabiniere 45enne ha ricostruito quanto accaduto quella tragica mattina quando chiuse l’auto e si recò a lavoro convinto di aver lasciato la figlia all’asilo.
Era la routine quotidiana con un’unica eccezione: il borsone riposto sul sedile del passeggero anteriore anziché, come le altre volte, sul divanetto posteriore dell’auto, accanto al seggiolino…

(immagine di repertorio)