Il suicidio non è una notizia, anche i giornalisti hanno una responsabilità oggettiva morale ed etica

Nola Estate 2019Nola Estate 2019

Suicidio
FORSE
sbagliamo, ma per noi il suicidio non è una notizia. Non lo è mai stata.

Almeno non come fatto specifico, non come mera manifestazione di morbosa curiosità nei confronti di un dramma che, dopo il fatto in sé, va a “girare il coltello nella piaga” dei familiari e di tutte quelle persone che ruotavano intorno al “de cuius”. E soprattutto va ad incidere significativamente, e a volte definitivamente, nell’immaginario di chi – e non sono pochi – considera il suicidio un atto di coraggio.

Notizie sì: è il nostro mestiere. Ma non a tutti i costi.

Volantino Marmorato Expert Colleferro – Un regalo a tutto volume - 11-24 Luglio 2019

In altri tempi, forse nemmeno troppo lontani, una delle prime cose che insegnavano a chi si accingeva a fare questo mestiere, era che un fatto, uno qualsiasi, per diventare notizia deve avere un interesse “pubblico”.

La seconda cosa era che, quando c’è un suicidio, la notizia c’è se il personaggio è pubblico (vedi il caso di Mario Cal testimone, da vicepresicente, del crac finanziario del San Raffaele), se il fatto in sé ha prodotto conseguenze a catena (esempio classico è chi per uccidersi col gas fa saltare in aria un intero palazzo), oppure quando il riportare la notizia, con i dovuti approfondimenti, può aiutare altri a non compiere l’insano gesto (un giovane che si uccide per un brutto voto a scuola).

In tutti gli altri casi – non ce ne vogliano i colleghi che hanno fatto scelte diverse – il suicidio non fa notizia.

NON FA notizia, non la PUÓ fare, ed in alcuni casi non la DEVE fare.

Numerosi studi scientifici hanno dimostrato la forza catastrofica dell’effetto emulazione nel caso dei suicidi pubblicizzati dai media.
In quei casi le persone più fragili possono arrivare ad inquadrare il suicida come una sorta di “eroe”: colui che «è riuscito a fare ciò che io vorrei ma… non ho il coraggio di fare».
Quelle persone troverebbero così una giustificazione ad un gesto che avevano pensato ma non attuato, e una notizia trasmessa con superficialità può fare la differenza nell’equilibrio instabile di queste persone, già per conto loro, tra la vita e la morte.
Si rischia di proporre il suicidio come legittimato dalla società, addirittura come un modo per godere, da morti, della considerazione di cui ci si sentiva privati in vita.
Bisogna rendersi conto che l’“effetto collaterale” di pubblicare con enfasi la notizia di un suicidio può essere devastante; i particolari del fatto di cronaca diventano pericolosissime “istruzioni”.
Oggi poi si tende ad etichettare il suicida. Si tende a caratterizzarlo: omosessuale incompreso, disoccupato disperato, innamorato respinto, studente bocciato… e così via.

La stragrande maggioranza degli omosessuali incompresi, dei disoccupati disperati, dei delusi sentimentali, o degli studenti bocciati, non tentano il suicidio… E non ci pensano nemmeno! Evitiamo di dar loro l’impressione che, per la società, non sono abbastanza incompresi, né sufficientemente disperati, né irrimediabilmente delusi, se non lo fanno!
Lungi da noi l’idea di pensare di essere assolutamente nel giusto, o peggio, di ergerci a paladini dell’etica professionale. Abbiamo semplicemente fatto una scelta e la vogliamo partecipare ai nostri lettori… I quali spesso mostrano molta più sensibilità di noi, almeno a giudicare da certi commenti alla notizia apparsi su facebook…

Dietro il lavoro dei media c’è la figura professionale del giornalista. Non uno che vende prodotti, bensì idee e informazione. A volte, questo fatto diventa un alibi grazie al quale molti di noi si sentono in diritto di fare a meno di una oggettiva responsabilità morale ed etica.
E non possiamo essere proprio noi gli unici lavoratori al mondo che non si debbano sentire responsabili delle conseguenze sociali del proprio lavoro…

In effetti di notizie interessanti da pubblicare ce ne sono a bizzeffe, di quelle di questo tipo riteniamo che se ne possa fare a meno. E noi lo facciamo volentieri.
R.I.P.

Giulio Iannone

 

Potrebbero interessarti anche...

Top