Piedimonte San Germano. Né auto pirata, né investimento accidentale. Antonio Gabriel Faroleto di 30 mesi è stato strangolato dalla madre, la 29enne Donatella Di Bona

PIEDIMONTE SAN GERMANO – Intorno alle ore 16,30 del pomeriggio di ieri, 17 Aprile, dalla Località Volla, nelle campagne di Piedimonte San Germano, qualcuno chiama il 118: un bimbo di soli 30 mesi è in fin di vita.

«È stato investito da un’auto che è fuggita» afferma nell’immediato la mamma, Donatella Di Bona di 29 anni, separata dal marito ed originaria di San Donato Valcomino.
I sanitari del 118 tentano in tutti modi di rianimare il piccolo. Viene chiamata anche un’eliambulanza… senza successo.
Sul luogo dell’“incidente” giungono anche i militari della locale Stazione Carabinieri.
Sul corpo del bimbo non ci sono tracce di investimento.
Né sull’asfalto ci sono elementi che possano far ricondurre l’accaduto ad un investimento.

L’attenzione degli investigatori si concentra allora sulla mamma del piccolo.
La interrogano in caserma. Tornano sul luogo dell’incidente.
La mamma cambia versione: non è stata un’auto pirata, ma lei stessa, accidentalmente, ad investire il bambino con la sua auto.
Sull’auto della donna però nessun segno dell’investimento…

Quello che nella mente degli inquirenti era stato fin dall’inizio il peggiore dei dubbi, andava via via materializzandosi.

I Carabinieri della Compagnia di Cassino agli ordini del Comandante Cap. Ivan Mastromanno, ed i colleghi del Reparto Operativo del Comando Provinciale di Frosinone coordinati dal Colonnello Fabio Cagnazzo hanno sempre meno dubbi.

Le domande diventano incalzanti. L’interrogatorio è stressante. Le affermazioni della giovane madre sempre più incerte. E poi come spiegare i graffi che aveva sul collo e sul volto?
Al termine di un lunghissimo interrogatorio – conclusosi intorno alle 4:30 di questa mattina – i Carabinieri ed il Sostituto Procuratore Valentina Maisto sono giunti alla più agghiacciante delle verità: Antonio Gabriel Faroleto – questo il nome del piccolo – è stato ucciso dalla madre.
Lo avrebbe fatto con le sue stesse mani, stringendogli il collo e tappandogli la bocca fino a soffocarlo.

La 28enne, viveva in condizioni di notevoli difficoltà, soffriva di attacchi di panico e crisi di ansia. Lo sapevano bene anche al Pronto soccorso dell’Ospedale “Santa Scolastica”, dove è stata condotta in queste ore e dove era già stata per gli stessi motivi nei giorni scorsi.
Probabilmente davanti al pianto insistente del figlio che voleva tornare a casa dalla nonna, ha perso il controllo e… poi la tragedia.

Al termine di questa prima fase delle indagini, la Procura ha disposto l’arresto per Donatella Di Bona, rinchiusa nel carcere romano femminile di Rebibbia, e l’esame autoptico sul corpo del piccolo.

 

Potrebbero interessarti anche...

Top