Paliano. In migliaia presenti all’ultimo saluto per Willy Monteiro Duarte. «Ciao Willy. Ciao piccolo eroe…»

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PALIANO | COLLEFERRO | ARTENA – Si sono svolti nella mattinata di oggi, 12 Settembre, al campo sportivo di Paliano i funerali di Willy Monteiro Duarte, il 21enne del luogo ucciso a calci e pugni nella notte tra Sabato 5 e Domenica 6.

Alle esequie hanno partecipato migliaia di persone: oltre le 1300 che potevano essere contenute all’interno dello stadio, almeno altrettante sono rimaste fuori per l’ultimo saluto a Willy.

Erano lì di primo mattino. Non volevano mancare per testimoniare la propria vicinanza a Willy, alla mamma Lucia, al papà Armando, alla sorella Milena.
Quelli che sono riusciti ad entrare hanno preso sulle sedie di plastica disposte sul manto erboso nel rispetto delle norme covid.
Tutti avevano una camicia od una maglietta bianca, tantissimi con su la scritta “Ciao Willy”.

Il feretro è partito dalla camera ardente allestita al Policlinico Tor Vergata, poco dopo le 9, ed è giunto puntuale al campo sportivo.

Al rito funebre, officiato dal Vescovo della Diocesi di Palestrina S. E. Mons. Mauro Parmeggiani, e concelebrato dal Vescovo della Diocesi di Velletri-Segni S.E. Rev. Mons. Vincenzo Apicella, sono intervenuti anche il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, il Ministro dell’Interno Luciana Lamorgese ed il Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti.

Questi alcuni passi dell’omelia del Vescovo: «Perché la morte barbara e ingiusta di Willy non cada nell’oblio, impegniamoci tutti, istituzioni, forze dell’ordine, uomini e donne della politica, della scuola, dello sport e del tempo libero, Chiesa, famiglie e quanti detengono le chiavi di un potere enorme, quello dei media, a comprometterci insieme, al di là di ogni interesse personale e senza volgere lo sguardo altrove fingendo di non vedere, a riallacciare un patto educativo a 360 gradi.
Chiediamo a Dio anche la forza per saper un giorno perdonare chi ha compiuto l’irreparabile. Perdonare ma anche chiedendo che essi percorrano un cammino di rieducazione secondo quanto la giustizia vorrà disporre e in luoghi, come ad esempio le carceri, che devono essere sempre più ambienti di autentica riabilitazione dell’umano.
Willy è intervenuto a favore di un amico per sedare una lite, e perdere la vita in quella forma grande che Gesù ci ha insegnato nel Vangelo: “Non c’è amore più grande di questo, dare la vita per gli amici”».

Le dichiarazioni delle autorità le lasciamo ai media nazionali.
Qui ci piace rimanere con lo sguardo verso il cielo dov’è volato Willy, raggiunto da centinaia di palloncini bianchi…

 

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