Ospedale di Colleferro. Pronto Soccorso. «Sindaci protestate! Noi possiamo solo “urlare” dalle pagine dei giornali, ma la realtà è che la sanità pubblica non esiste più…»

Nola FerramentaNola Ferramenta

COLLEFERRO – La signora Daniela che, con la sua lettera da noi pubblicata qui •>, ha “aperto” la discussione sulle condizioni in cui opera il Pronto Soccorso di Colleferro, torna sull’argomento raccontando cosa è accaduto dopo…

«Buongiorno Direttore,

ho seguito sul vostro giornale le tristi testimonianze di altri cittadini come me che, in seguito al mio articolo, si sono fatti coraggio e hanno pubblicato le loro esperienze.
Proprio in virtù di questo e con lo spirito di continuare a lottare con loro affinché la realtà del “nostro” Pronto Soccorso cambi e ai piani alti della Regione Lazio e della Asl Roma5 si sveglino, sono costretta ad aggiornare quanto è accaduto in seguito alla scellerata decisione del medico, che avevo citato nella mia precedente lettera, di dimettere mio figlio perché secondo il suo parere non aveva niente.

Dopo tre giorni, trascorsi ad effettuare privatamente e urgentemente visite da Otorino, Neurologo, Holter cardiaco ecc. mio figlio nel pomeriggio del 17 accusa di nuovo vertigini e nausea stavolta accompagnati da fortissimi dolori all’addome e al costato con irrigidimento completo degli arti superiori.
Siamo costretti nel panico più assoluto a chiamare il 118 che ci invia l’ambulanza in breve tempo e con mio grande disappunto siamo costretti di nuovo a varcare le soglie dello stesso Pronto Soccorso. Mi sono sempre ritenuta una persona civile, rispettosa delle regole e con un discreto autocontrollo ma la mamma che è entrata come una furia scatenata al Pronto Soccorso quel giovedì non mi era nemmeno lontana parente ma solo il frutto di quello che una angoscia totale mista ad una rabbia incontrollabile mi aveva trasformato. Fortunatamente ho trovato a fronteggiarmi una gentile Dottoressa straniera che non conoscendo affatto tutto ciò che era successo pochi giorni prima ha tentato di calmarmi e soprattutto si è immediatamente attivata per aiutare mio figlio. Per cui sono iniziate flebo di antibiotici bomba, gastroprotettori sparati un pò a caso per, intanto, far rientrare l’emergenza.

Ho vegliato mio figlio con mio marito per 25 ore filate in attesa di risposte ma ciò che il Pronto Soccorso può fare sono di nuovo analisi (stavolta emerge un’alterazione dei globuli bianchi ) di nuovo Tac (in 4 giorni due) e me lo parcheggiano di nuovo su una lettiga in corridoio (“fortunato” perché sono finite anche le sedie a rotelle).
Ho modo di constatare di nuovo come il personale sia scarso (due medici e due infermieri) per far fronte ad una richiesta immane di interventi da parte di persone che vengono da tutti i paesi limitrofi Artena, Segni, Valmontone, Palestrina, Genazzano, Genzano. Mio figlio stavolta viene monitorato costantemente (merito dell’articolo sul giornale? Credo di si, sanno chi sono, mio figlio li ha sentiti parlare tra loro). Mi dicono che è stato disposto il ricovero di mio figlio in medicina (stavolta è necessario) ma non ci sono posti. Una volta quando questo accadeva era l’Ospedale che mandava mail agli altri Ospedali per trovare la disponibilità di posti… ora no se tu vuoi portarti via il malato, se non vuoi che stazioni in Pronto Soccorso, ti spiegano che devi firmare e prenderti tutte le responsabilità di quanto può accadergli, pagare un’ambulanza privata completa di medico e infermiere e poi pregare che ci sia posto dove decidi di portarlo. Motivo per cui un preoccupatissimo ragazzo di 25 anni a cui i dolori si andavano attenuando ha pregato i genitori di lasciarlo dov’era.

La terapia è proseguita in Pronto Soccorso, stavolta viene accolto un nuovo consulto con Otorino e pure una Gastroscopia ma soltanto perché il famigerato posto in Medicina non si liberava.
Epilogo… fermo restando che rimarco che i medici ed infermieri con cui ho avuto a che fare si sono dimostrati competenti e comprensivi nei confronti miei e cortesi nei confronti del mio ragazzo, stoico e sempre gentile nonostante il suo malessere, quello che devo purtroppo sottolineare è che tali medici si trovano ad affrontare non solo emergenze che andrebbero tamponate con un pronto soccorso, appunto, ma tutto ciò che ne segue perché i reparti preposti non hanno posti!
A mio figlio è stata terminata una terapia di sei giorni in Pronto Soccorso perché il posto in Medicina per lui non c’era!!!
È rimasto su una scomoda lettiga per sei giorni quando dal primo era stato richiesto il ricovero!! Ho richiesto dimissioni di comune accordo col medico perché il posto continuava a non esserci ed ho proseguito gli ulteriori accertamenti, che andavano fatti in reparto medicina, privatamente come avevo iniziato e con notevoli costi.

Naturalmente è la salute di mio figlio la cosa che mi interessa di più al mondo… ma faccio un appello al Sindaco Sanna ma anche a tutti i Sindaci dei paesi limitrofi… per favore unitevi e andate a protestare alla Regione, alla Asl, fatevi portavoce dei cittadini che hanno avuto fiducia in voi e che dovete rappresentare… noi possiamo solo “urlare” dalle pagine dei giornali ma la realtà è questa la sanità pubblica non esiste più… chi ha i soldi, o raschia il barile per trovarli, si cura e cura i suoi cari… gli altri sono abbandonati a se stessi e a volte muoiono!!!

Grazie dell’attenzione.

P.S. Un plauso, se possibile, però voglio farlo perché esistono ancora MEDICI che fanno il loro lavoro con trasporto ed immensa umanità. Un grazie di cuore al Dott. Alfonso De Angelis Primario del Reparto di Otorino che si è preso a cuore la situazione di mio figlio, si è interessato sempre al decorso della sua malattia anche quando era in ferie ed ha continuato a fornirmi la sua consulenza anche dopo il ricovero. Persone come lui ti danno ancora speranza.»

F.to Daniela Antonelli

 

Potrebbero interessarti anche...

Top