Inaugurato e reso fruibile il Centro di Documentazione del Comune di Colleferro: documenti, foto, rassegne stampa, progetti e tanto altro… [Foto]

COLLEFERRO (RM) – La grande ricchezza di un paese va ricercata nelle sue radici: le tradizioni, il centro storico, gli edifici con gli stili architettonici che si sono susseguiti dalla sua fondazione ad oggi, i ricordi tramandati oralmente, i documenti conservati negli archivi o centri di documentazione che fanno riferimento alla municipalità ed alla comunità.

 

Anche la città di Colleferro dal 5 Dicembre possiede un Centro di Documentazione dove è conservata la sua memoria storica: documenti, foto, rassegne stampa, progetti e tanto altro.

L’archivio si trova al piano terra della Scuola Media “G. Mazzini” dove giovani volontari hanno iniziato ad approntare, ordinare e catalogare il tanto materiale esistente, pazientemente raccolto da Renzo Rossi nel corso di decenni, espressione di un amore appassionato per la città e la sua storia.

Presenti all’inaugurazione il Sindaco Pierluigi Sanna, il Presidente del Consiglio Comunale Vincenzo Stendardo, il Gen. Francesco Cremona, proprietario dell’omonima collezione, il Vice Presidente dell’Unitre – Università delle Tre Età di Colleferro Leonello Bianchi, Sandro Magnosi autore del libro “Sembravamo tanti quel giorno… L’occupazione operaia della Bpd nel Marzo 1950”, cittadini ed alcuni studenti della classe IV di Informatica dell’Istituto Falcone accompagnati dal Prof. Silvio Giovaruscio che inizieranno proprio nel Centro una collaborazione nell’ottica del Progetto Alternanza-Lavoro.

Il Sindaco nel suo breve intervento ha voluto sottolineare «come Colleferro, dal punto di vista culturale, stia vivendo una nuova rinascita: dal trasferimento della Biblioteca in centro e quindi più fruibile per la cittadinanza alla valorizzazione dei Rifugi, dal Museo Marconiano, dove si trova la Collezione Cremona al Museo Archeologico con la nuova ala preistorica dove è possibile ammirare il restauro dei reperti dell’Elefante Antico, ritrovato a Colle Pantanaccio.
Si sentiva la mancanza di un Centro di documentazione che potesse essere aperto al pubblico e a quanti fossero interessati alla storia ed allo sviluppo della città. Era tanto il materiale che aveva bisogno di una casa e l’Amministrazione Comunale ha ritenuto che proprio all’interno delle mura pubbliche dovesse trovare dimora la conservazione della memoria, ben consapevoli dell’importanza di sapere chi siamo, ma anche di quello che siamo stati.
Un ulteriore passo sarà concordare il reperimento dell’Archivio Bpd, prima che vada disperso…».
Il Sindaco ha poi concluso: «Il Patrono oggi è motivo sicuramente religioso e di fede, ma anche un motivo laico di festeggiamenti, di riflessione su quello che si è fatto durante l’anno.
Noi abbiamo la fortuna di avere la festività della Santa Patrona che cade a dicembre e quindi possiamo fare un bilancio delle cose fatte e di quelle da fare e sicuramente nel settore della cultura abbiamo fatto tanto, e tanto ancora possiamo fare ed è giusto che, all’interno dei festeggiamenti, questo nuovo luogo venga consegnato alla città».

Eledina Lorenzon

 

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