Frascati. “Breve Storia delle Epidemie” della Dottoressa Valeria Dandini (2). Dal primo vaccino ad oggi…

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FRASCATI (Luciana Vinci) – “Breve Storia delle Vaccinazioni” – “Il Vaccino” segue all’articolo “Breve Storia delle Epidemie”, sempre della Dottoressa Valeria Dandini, e da noi pubblicato, poco tempo fa, su Cronache Cittadine [qui •>].

Ed è, ormai da più di un anno, che le persone, quando s’incontrano con parenti ed amici, fanno la domanda di attualità: “Ti sei vaccinato? Vi siete vaccinati? Avete fatto il primo vaccino o il secondo?”.

E la Dottoressa Valeria Dandini, proprio per questo motivo, ha ritenuto opportuno fare anche una “Breve Storia delle Vaccinazioni”, per rendere più comprensibile quanto sia accaduto, e stia accadendo con l’arrivo del Covid 19, e che noi riteniamo di pubblicare per i nostri lettori, molti dei quali si trovano anche all’estero.

Riportiamo la “Breve Storia delle Vaccinazioni” della Dottoressa Dandini, particolarmente necessaria per capire e comprendere quanto tutti stiamo vivendo in questo lunghissimo arco di tempo, e la costante necessità di attuare tutte le precauzioni e le cure necessarie per poter conservare la salute, ricordando attentamente le “Regole che Medici e Governo ripetono continuamente per mantenersi in salute”.

La Dottoressa Valeria Dandini

«Nel passato le malattie infettive hanno mietuto centinaia di migliaia di vittime durante le epidemie.
Esse venivano considerate un flagello maggiore delle guerre.
Tra queste troviamo l’epidemia di vaiolo le cui tracce risalgono alla preistoria.

La malattia che aveva fatto milioni di morti nel mondo e deturpato per sempre nel corpo e nel viso i superstiti si presentava con pustole che ricoprivano l’intero corpo.

Alla fine del 1700 un medico, Edward Jenner (1749-1825) che svolgeva la sua attività nelle campagne inglesi, durante un’epidemia aveva notato che anche le mucche si ammalavano di vaiolo, e che i contadini che le accudivano si ammalavano in modo meno grave e poi guarivano.
Egli pensò di trovarsi di fronte a due varianti della stessa malattia, quella umana e quella animale meno severa.
Egli ipotizzò che inoculando in qualche modo il pus preso da queste vacche in persone sane queste avrebbero potuto sviluppare una malattia poco aggressiva e guarire.

Edward Jenner

Jenner impiegò anni per dimostrare la bontà della sua teoria, deriso anche dai medici che lo consideravano un impostore.
Le vignette satiriche del tempo illustravano bambini ai quali dopo aver somministrato il vaccino, spuntavano le corna delle vacche sulla testa.
Di fronte ad una scoperta specialmente in campo medico c’è sempre qualcuno, spesso privo di conoscenze in campo medico che fa proseliti, si oppone e cerca di dimostrare l’inutilità o la pericolosità della tecnica. Nonostante la pratica delle vaccinazioni sia riconosciuta come una vittoria per l’intera umanità ed abbia segnato l’inizio di una concezione nuova della medicina come unica difesa preventiva delle malattie infettive.
Jenner per dimostrare quanto credesse nella sua teoria vaccinò pubblicamente un suo figlio. Ci vollero anni affinché questa tecnica venisse accettata e si diffondesse in tutto il mondo.

Jenner che vaccina il figlio

Siamo nel 1779 data della prima vaccinazione nella storia della Medicina.
Nel 1840 è diventata obbligatoria in Inghilterra.
Nel 1888 in Italia e nel 1980 grazie a questa vaccinazione è stata decretata dall’OMS la eliminazione definitiva del virus del vaiolo dalla faccia della Terra.
L’eliminazione di una malattia così grave e diffusa è considerata uno dei più grandi successi della medicina di tutti i tempi.
Sostenitore di questa vaccinazione fu Napoleone che nei primi anni del 1800 fece vaccinare tutta la sua armata.
Si racconta che nel 1813, in piena guerra tra Francia ed Inghilterra, Napoleone abbia ricevuto un messaggio da Jenner che gli chiedeva di liberare il capitano Milnan, forse suo parente, prigioniero a Verdun.
Napoleone rispose che non avrebbe potuto negare nulla ad un tale benefattore dell’Umanità. Non si sa se questo episodio sia vero, esprime comunque la grande riconoscenza dell’Imperatore di fronte al genio e all’inestimabile beneficio reso all’umanità.

Nel 1857 gli inglesi hanno eretto una statua a Trafalgar Square per ricordare il padre delle vaccinazioni.

Un monumento che ricorda Edward Jenner si trova anche a Kensinton Gardens a Londra.

Monumento di Edward Jenner a Kensinton Gardens

In Italia Luigi Sacco, medico, nato a Varese nel 1769 fu allievo di Lazzaro Spallanzani convinto sostenitore e divulgatore della vaccinazione antivaiolosa scoperta da Jenner tanto che fu definito lo “Jenner italiano”.

Luigi Sacco

Si dice che mentre viaggiava per l’Italia a propagandare il benefici della vaccinazione, da un lato veniva accolto dalle Accademie e premiato con onorificenze, dall’altro veniva considerato un impostore e ingiuriato dal popolo quando teneva conferenze sulla vaccinazione nelle pubbliche piazze.

Monumento che rappresenta Luigi Sacco mentre vaccina una bambina estraendo il pus direttamente dalle pustole della vacca malata

La sua fama nel tempo divenne mondiale e meritò l’incondizionata gratitudine di tutta l’Umanità.
Nel 1974 a Milano gli è stato dedicato l’ospedale attualmente Polo Universitario dell’Università degli Studi di Milano.
Nel tempo abbiamo avuto molti vaccini per combattere una buona percentuale delle malattie contagiose.
Fra le maggiori figure di medici spiccò nella lotta contro le malattie infettive, Louis Pasteur per la vaccinazione antirabbica e Robert Kock per la tubercolosi. Jonas Salk e Albert Sabin per i due vaccini antipolio, il primo con virus uccisi, il secondo con virus attenuati cioè privati della componente patogena.

Il vaccino di Sabin data la facile somministrazione (due gocce spesso su una zolletta di zucchero) ha consentito una grandissima diffusione e quindi di salvare la vita a milioni di bambini con meno di 5 anni.
Sabin non brevettò il vaccino per cui non guadagnò nulla per la sua scoperta perché volle fare un regalo a tutti i bambini del mondo.
La pratica di queste vaccinazioni ha consentito di dichiarare prima l’Europa e quindi l’Italia, poi il continente africano polio-free; rimangono alcuni focolai in Afghanistan e in Pakistan. Possiamo quindi asserire che siamo ad un passo dalla eradicazione.

 

Il vaccino

È intuitivo che il nome derivi dalle vacche della prima vaccinazione della Storia. È un preparato biologico con elevato potere antigenico, cioè una sostanza in grado di essere riconosciuta dal sistema immunitario come estranea, tale da determinare una risposta specifica per quella molecola antigenica senza causare malattia ma prevenendone l’insorgenza naturale.
Agisce come meccanismi naturali e per questo nel maggior numero dei casi è efficace e sicuro.
È possibile però che si verifichino reazioni avverse e controindicazioni; il rischio è decisamente inferiore rispetto al beneficio delle vaccinazioni effettuate che vanno a buon fine.

Papiro Egizio che raffigura un caso di poliomielite

I vaccini tradizionali sono costituiti da agenti infettivi uccisi o da agenti attenuati che stimolano la produzione di anticorpi (immunoglobuline Iga-Igm-Igg) con l’obbiettivo di bloccare l’azione dei micro organismi patogeni.
La protezione assicurata dal vaccino è variabile nel corso del tempo, per garantire un nuovo elevato livello anticorpale è possibile con una dose di richiamo (effetto booster) attivare le cellule della memoria (linfociti B e T) che produrranno nuovi anticorpi contro gli agenti patogeni.
Spesso i vaccini vengono chiamati impropriamente sieri che sono tutt’altra cosa. I sieri come l’antitetanica o l’antidifterico, sono dei preparati che contengono anticorpi prodotti da persone che hanno contratto e superato la malattia. Questi vengono impiegati nei casi in cui è necessario conferire una immunità immediata senza aspettare quella prodotta dalla vaccinazione che ha bisogno di un tempo maggiore per instaurarsi.
Gli anticorpi monoclonali sono proteine create in laboratorio con le stesse caratteristiche di quelle prodotte dal corpo umano e che si legano ad un solo antigene dell’agente infettante.
L’immunità di gregge si raggiunge quando la grande maggioranza delle persone è stata vaccinata per cui l’agente patogeno non trova più soggetti da infettare, questa condizione protegge coloro che non possono essere sottoposti a vaccinazione.
I virus (parola latina che vuol dire veleno) sono micro organismi visibili con il microscopio elettronico diffusi su tutta la Terra in grado di infettare piante, animali ed esseri umani. Hanno strutture diverse ma tutti hanno in comune alcuni elementi fondamentali.

Il guscio si chiama capside, all’interno c’è il genoma cioè un filamento elicoidale doppio se Dna (Acidodesossiribonucleico) singolo se Rna (Acido ribonucleico) che trasporta le informazioni ereditarie.

Sulla superficie esterna del capside tutto intorno ci sono le punte “spike” a forma di martello che fungono da arpioni o ganci che danno al virus la forma di corona (coronavirus).

Sezione Virus Covid-19

I virus, che ricordiamo, sono parassiti possono infettare gli esseri umani per via aerea, alimentare, attraverso rapporti sessuali o attraverso vettori, specialmente insetti come le zanzare.
Possono causare patologie sia a livello locale che colpire i vari organi.
Il virus SARS-2 (Sindrome Respiratoria Acuta Severa) Covid-19 aggredisce l’uomo attraverso la proteina “spike” della corona, agendo come una chiave, entra nella cellula umana, si appropria delle sue sostanze per replicarsi e quindi si diffonde nell’organismo.
I vaccini attuali agiscono proprio su questo punto: bloccare la proteina “spike” e quindi impedire l’infezione delle cellule.
Il vaccino non contiene virus, quindi non può provocare la malattia, usa una tecnica del tutto innovativa già sperimentata in altre occasioni.
Il vaccino Covid-19 mRNA è costituito di molecole di acido ribonucleico messaggero che contengono le istruzioni per stimolare il sistema immunitario e produrre gli anticorpi specifici.
L’mRNA del vaccino si degrada naturalmente dopo pochi giorni dalla vaccinazione.
Per la necessità di sopravvivere il genoma del virus muta frequentemente. Più frequenti sono le variazioni che avvengono nel virus RNA perché costituito da un solo filamento e non da due come nei virus a DNA.
Le mutazioni possono presentarsi con maggiore o minore aggressività.
La proteina “spike” è composta da oltre 1000 aminoacidi, il nostro sistema immunitario non produce un solo anticorpo ma ne produce molti, diretti contro le varie parti di questa proteina.
È di fondamentale importanza però accelerare i tempi dell’estensione della vaccinazione alla popolazione per evitare che le continue mutazioni determinino la inefficacia del vaccino unica arma attualmente disponibile a combattere il virus.

Per concludere possiamo sottolineare ancora una volta l’importanza che hanno avuto nel tempo e che hanno tutt’ora le vaccinazioni. La riduzione della mortalità infantile e l’aumento dell’aspettativa di vita anche per aver sconfitto tante malattie, giustifica ampiamente la considerazione che a tutt’oggi è riconosciuta alle vaccinazioni.

L’invenzione del Microscopio ha determinato una rivoluzione nella Storia della Medicina. Ha consentito di conoscere e di studiare un meraviglioso mondo invisibile alla vista umana.

Questa “Breve Storia delle Vaccinazioni” è in corso di pubblicazione presso la Libreria Cavour Editrice (06/9426478) – Via Cairoli 32 – Frascati»

Dott.ssa Valeria Dandini

 

SCHEMA RIASSUNTIVO DEGLI ARGOMENTI TRATTATI

  • Edward Jenner, medico inglese, è considerato il padre delle vaccinazioni per aver messo a punto e consegnato al mondo la vaccinazione contro il vaiolo.
  • A Jenner infatti, si deve la prima vaccinazione della storia della medicina. (1779)
  • Nel 1840 la vaccinazione antivaiolosa diventa obbligatoria in Inghilterra.
  • Nel 1888 la vaccinazione antivaiolosa diventa obbligatoria in Italia.
  • Nel 1980 l’OMS decreta l’eliminazione del virus del vaiolo dalla faccia della terra.
  • Luigi Sacco, medico italiano, (1769) grande sostenitore e divulgatore in Italia della vaccinazione.
  • Louise Pasteur, (1885) e la vaccinazione antirabbica.
  • Robert Cook, (1882), individuò e descrisse il batterio della tubercolosi.
  • Jonas Salk (1953),Albert Sabin (1962) le vaccinazioni antipoliomielite
  • Notizie sulle modalità di azione dei vaccini più recenti

 

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