Diocesi Velletri-Segni. La lettera del Vescovo S.E.Rev.ma Mons. Vincenzo Apicella ai fedeli in occasione della Santa Pasqua

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DIOCESI VELLETRI SEGNI – Riceviamo e pubblichiamo la lettera che il Vescovo mons. Vincenzo Apicella ha inviato alla Diocesi di Velletri-Segni in occasione della Pasqua.

Fratelli carissimi,

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mai come quest’anno abbiamo sentito il bisogno di stringerci gli uni agli altri e di far giungere un saluto, un augurio, un qualunque segno di presenza a tutti coloro che ci stanno a cuore e ci sono vicini in questi giorni di paura e di isolamento forzato.

È anche la prima volta, nella storia della nostra Chiesa, che non possiamo ritrovarci insieme nell’assemblea liturgica per celebrare l’evento su cui è fondata la nostra fede: la Passione, la Morte in croce, la Sepoltura e la Resurrezione del Signore Nostro Gesù Cristo.

È un grande vuoto, causa di profonda sofferenza, che abbiamo accettato perché la vita e la salute, soprattutto dei più deboli, sono il bene più prezioso che il Signore ci ha donato e ci chiede di tutelare: si può andare incontro alla morte per testimoniare la propria fede, ma non quando questo può procurare la morte a innumerevoli e inconsapevoli altri, restando intatta ugualmente la possibilità di vivere, forse ancora più profondamente, il Mistero della nostra Redenzione.

La lontananza fisica deve proprio accrescere la vicinanza spirituale, che ritroviamo soprattutto nella preghiera e nella comunione dello Spirito, che è sempre capace di valicare il tempo e lo spazio, anche se il tempo e lo spazio restano i luoghi per noi uomini indispensabili per poterlo incontrare ed accogliere.

Le tecnologie moderne, per fortuna, ci stanno offrendo in questi giorni gli strumenti necessari per mantenere un contatto, almeno virtuale, tra di noi: molte parrocchie della diocesi offrono momenti di preghiera e di celebrazione, oltre a quelli programmati sulle reti televisive e guidati dallo stesso Papa Francesco.

Dal 9 marzo ogni sera alle ore 20, dalla Cattedrale di S. Clemente, viene l’invito a pregare il Santo Rosario dinanzi alla nostra veneratissima immagine di Santa Maria delle Grazie (su Youtube e Facebook: santuario madonna delle grazie velletri) e , in questa Settimana Santa, sulla piattaforma ZOOM pregheremo insieme le Lodi alle 8 ed i Vespri alle 19, mentre per le altre celebrazioni del Triduo pasquale ci uniremo alle liturgie del Santo Padre, su TV2000 e Rai1, per non creare sovrapposizioni e alternative.

Resta il compito più importante, quello di saper trarre dalla triste e dolorosa vicenda che stiamo attraversando, che non sappiamo ancora quanto potrà durare, i frutti positivi, che pure debbono esserci se è vero quello che afferma San Paolo nella Scrittura: “Noi sappiamo che tutto concorre al bene di coloro che amano Dio, che sono stati chiamati secondo il suo disegno” (Rom.8,28).

La Pasqua di Cristo viene a ricordarci proprio che la nostra vita e tutta la storia degli uomini sono guidate da una Misericordia ed una Provvidenza che sa trarre il bene anche dal male e trasformare il più atroce dei delitti nel definitivo segno di vittoria sul male e di speranza.

Certo, l’epidemia ci ha ricordato bruscamente che non siamo onnipotenti, che basta un microscopico virus per mettere fuori combattimento tutto il nostro formidabile sapere scientifico e tecnologico, che sono in gioco forze molto più grandi di quelle che riusciamo a controllare, che la natura sfruttata e violentata non può non produrre per noi spine e triboli, che non possiamo perdere tempo a farci la guerra l’uno con l’altro, quando abbiamo nemici comuni così subdoli e terribili.

Ma proprio in circostanze come questa ci viene data l’occasione di comprendere quello che veramente conta nella nostra vita: l’importanza di fermarsi a fare i conti con se stessi, a verificare le motivazioni ed i fini del nostro agire, la ricchezza dei legami familiari e di amicizia spesso trascurati, il bisogno radicale di essere accolti e di accogliere l’altro, la connessione e l’interdipendenza che uniscono le nostre esistenze con un legame inscindibile, per cui, come ha detto Papa Francesco, dobbiamo riconoscere di essere tutti sulla stessa barca e non possiamo remare ognuno per conto proprio, se non vogliamo finire sugli scogli.

Anche il nostro rapporto col Signore può uscire purificato e rafforzato da questo periodo di prova, poiché diventa più intimo e personale, ritrova la sua dimensione familiare e domestica, ci fa percepire che ciascuno di noi è protagonista e corresponsabile dell’Evangelo, riscoprendo la centralità della Parola di Dio, come avvenne ad Israele nella diaspora.

Risuonano in questi giorni slogan che vogliono essere rassicuranti: “andrà tutto bene” e “tutto dovrà cambiare ed essere migliore”, permettetemi di dire che non ne sono così convinto; tutto dipenderà da come la sofferenza potrà indurci a maturare, per riscoprire ciò che veramente conta ed è essenziale, ciò che può costituire la solida roccia della nostra esistenza, poiché anche se i cieli e la terra passeranno, “Ecco, Io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo” (Mt.28,20): è l’ultima parola che ci consegna il Risorto.

BUONA PASQUA DI RESURREZIONE!

 

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