Cronoscalata Colleferro-Segni. Buona anche la seconda! Una tre giorni ricca di una serie di eventi collaterali [FotoeVideo]

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COLLEFERRO | SEGNI (RM) – Buona anche la seconda! Ed un meritassimo plauso al lavoro svolto dal Motoclub Colleferro “Tommaso Piccirilli” (Presidente Paolo Pelacci) e dal Motoclub Segni “Centauri Saraceni” (Presidente Gino Tedeschi).

La Cronoscalata Colleferro-Segni – articolata in tre giorni e con una interessante e partecipata serie di eventi collaterali – si è svolta nel weekend 30 Giugno, 1 e 2 Luglio ed ha visto giungere in città, direttamente interessati o semplicemente appassionati, centinaia di motociclisti da ogni dove.

Dopo la conferenza stampa di presentazione – che ha avuto luogo a Segni Venerdì 30 alle 18, presso la Sala Blonk-Steiner, dove è stata allestita anche un’interessante mostra fotografica (vedi foto qui sotto) –

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la manifestazione ha iniziato ad entrare nel vivo il giorno successivo, già alle 8 del mattino, con la Colleferro-Segni in mountain bike organizzata dall’Asd Devilbike Team Colleferro in collaborazione con il Moto Club Colleferro T. Piccirilli e Moto Club Centauri Saraceni Segni, con il patrocinio dei Comuni di Colleferro e di Segni e con la sponsorizzazione della Banca di Credito Cooperativo di Roma; un’escursione non competitiva in mountain bike, allo scopo di promuovere il cicloturismo e scoprire il nostro territorio sotto altre prospettive (foto qui sotto).

(fotoservizio a cura di Eledina Lorenzon)

Dalle 10 in poi, in Piazzale Europa, è stato aperto anche il mercatino scambio/esposizione di ricambi per moto, ben più ampio, più fornito e più frequentato dello scorso anno.

La domenica è iniziata ben presto, alle 7 del mattino – sempre in Piazzale Europa -, con l’apertura del paddock, della Segreteria di gara e delle verifiche tecnico/amministrative delle moto e dei piloti partecipanti alla Cronoscalata. Quest’anno gli iscritti sono stati 53, compreso i sidecars.

A seguire, è stato celebrato il 4° Memorial “Tommaso Piccirilli”, presso l’omonima rotatoria, occasione per menzionare quanti hanno fatto sì che, in memoria del campione nostrano, gli venisse intitolata la rotatoria e tornasse a rivivere la cronoscalata, prima “memorial”, oggi anche “rievocazione storica” inserita nel calendario della Federazione Motoclismo Italiano (Fmi), e domani – forse – vera e propria gara, come ai vecchi tempi…
Tra questi sicuramente Giacinta Piccirilli, sorella di Tommaso, che gestisce una pagina facebook dedicata al campione •>; il figlio Paolo Caschera, nipote del campione, che nel 2013 riuscì ad ottenere l’intitolazione della rotatoria; e la figlia Elisabetta Caschera, che ha proseguito il progetto e che in questi anni ha portato a Colleferro centinaia di motociclisti, amatori e motoclub.

Nel corso del Memorial è stata data lettura ad una sintetica biografia di Tommaso Piccirilli (disponibile qui •>), ma è stata anche l’occasione per invitare il Sindaco di Colleferro Pierluigi Sanna, e l’Assessore allo Sport Sara Zangrilli, a salutare i partecipanti ed i numerosi curiosi assiepati, oltre le transenne, a ridosso della linea di partenza (qui sotto il video).

 

A titolo di cronaca, anche il Sindaco è giunto sul posto con un vecchio motociclo (poco più su a destra), un Moto Guzzi Cardellino del 1960 con motore da 73cc, con il quale la giovane moglie Nicol ha partecipato alla terza manche (vedi tra le foto in apertura).

Poco dopo le 10 il rombo delle moto ha iniziato a levarsi sempre più alto. Oltre agli iscritti alla gara – ancora in trasferimento da Piazzale Europa alla linea di partenza su Via Traiana – i “motori urlanti” erano anche quelli degli appassionati giunti sul posto a bordo della propria due ruote, pronti alla manche “0”, quella che ha visto centinaia di due ruote percorrere il tratto viario che, di lì a poco, avrebbe visto sfrecciare le moto iscritte ufficialmente alla cronoscalata.

 

Mentre i centauri “turisti” percorrevano la salita verso Segni – per poi ridiscendere lungo Via Montelanico (SP 22/c) sulla Via Carpinetana -, a ridosso della linea di partenza venivano effettuati gli ultimi preparativi.
L’autoambulanza della Croce Rossa, i volontari della Protezione Civile “Ippogrifo” di Segni, l’ordine di partenza… E poi il “giro di ricognizione” con gli iscritti che hanno potuto vedere il percorso allestito per la gara, con tutti gli accorgimenti e le protezioni del caso.

(fotoservizio a cura di Eledina Lorenzon)

Poi di nuovo giù a Colleferro per la gara vera e propria… ma di qui in poi, lasciamo la “parola” al rombo dei motori.

 

(ai servizi fotografici ha collaborato Eledina Lorenzon)

Tommaso (Giorgio) Piccirilli

Il “Re di serie”, il “Pilota che non sapeva perdere”, erano questi i titoli della stampa sulle gare di Piccirilli.
Tommaso nacque nel 1948 dal padre Riziero e Lavinia, unico maschio tra due sorelle Giacinta ed Elvira.
A Colleferro c’era una gara in salita chiamata appunto la Colleferro-Segni, che partiva proprio in prossimità della casa di Tommaso, detto “Giorgio”. Era un avvenimento davvero importante per la cittadina e per l’intero circondario.
Ad una ad una le moto dei partecipanti alla cronoscalata partivano in un fragore tanto assordante quanto stimolante, e lo stimolo che solleticò Tommaso fu quello di togliere la leva dal serbatoio e trasformare il cambio a pedale, proprio come le moto da corsa.
La sua prima moto fu una Itom 50 che modifico a 75cc, le dette una sistemata e partecipò alla cronoscalata. Si piazzò terzo, dietro a delle moto ben più aggiornate della sua.
La scalata al successo iniziò con la scuderia Cappelletti di Roma che gli mise a disposizione un’Aletta 125, grazie alla quale Piccirilli ottenne la prestigiosa vittoria della Colleferro Segni.
A quella seguirono numerose altre vittorie per moto di serie tanto che la Samoto di Roma, dopo averlo visto vincitore con la Kawasaky Mach III, contro tutte le Honda che la Samoto preparava per le gare, decise di ingaggiarlo con un vero e proprio contratto.
In questo contesto ebbe l’occasione di conoscere Carlo Murelli preparatore e mago dei motori che lo accompagnò fino alla fine.
Piccirilli divenne il “Re di serie”, fino al giorno della gara disgraziata di quel 27 Aprile 1975, nel corso della quale fu vittima di un incidente provocato. Morì pochi giorni dopo, il 4 Maggio.

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