Colleferro. Si spacca il consorzio dei Piani Artigianali, «inerzia dell’interlocutore pubblico…»

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Piani Artigianali di Colleferro

COLLEFERRO (RM) – Dopo oltre vent’anni il consorzio che riunisce gli artigiani e le piccole imprese dislocate nell’area Pip di Valle Settedue è sul punto di sciogliersi come neve al sole

Oltre la metà dei consorziati dell’area Pip di Colleferro avrebbero infatti comunicato di uscire dal sodalizio, decisi ad attivarsi attraverso altre vie «affinché non venga svilita la loro volontà di realizzare una più consona gestione dell’ordinario e per dare sfogo ad idee ed iniziative che sarebbero in grado di dare nuovo slancio all’attività produttiva dell’area ed all’economia del comprensorio».

La “Società consortile mista Consorzio Area Pip Colleferro a responsabilità limitata”, costituitasi dieci anni fa (il 26/01/2004) dalle “ceneri” del vecchio sodalizio di Valle Settedue, era nata con tanti buoni propositi, ben esplicitati nello statuto, ma che, evidentemente, nel tempo, sono stati disattesi deludendo le aspettative della maggior parte di coloro che nell’area sono possessori di lotti nei quali hanno impiantato le rispettive attività, proprio nel convincimento che la concentrazione in un’unica location di un determinato tipo di attività, avrebbe in qualche modo potuto rappresentare un valore aggiunto.

«L’inerzia manifestata dall’interlocutore pubblico ed il disinteresse di alcuni colleghi – afferma il dott. Valentino Sozzi (della Risen), e sono con lui molti altri operatori dell’area – ci ha convinti a fare scelte diverse. Per quanto riguarda la gestione ordinaria dell’area, più che di un “consorzio”, si dovrà parlare di un “condominio” per azzerare le spese… Ma per quanto riguarda le iniziative tese a sostenere e rilanciare le nostre attività è diventato indispensabile “fare da soli”. Al di là della bontà delle nostre idee e dei nostri progetti operativi non è possibile continuare a cercare di avanzare con una zavorra insopportabile…»

Da qualche settimana, tra l’altro, nonostante le segnalazioni effettuate, diverse aree dei Piani artigianali sono senza illuminazione, ma questo non sembra certo essere il problema principale…

«Quando si ha a che fare con interlocutori che fanno solo finta di starti ad ascoltare – conclude Sozzi – è meglio smettere di parlare ed iniziare a scrivere…».