Colleferro. Molto seguito il convegno su “Disabilità e Territorio. Ipotesi per un nuovo welfare” (VIDEOeFOTO)

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COLLEFERRO (RM) – Si è svolto nella mattinata di Venerdi 7 Febbraio, presso la Sala V. L. Moffa, un interessante convegno dal titolo “Disabilità e Territorio – Ipotesi per un nuovo welfare”, promosso dall’Associazione Strada Facendo e Patrocinato dal Comune di Colleferro.

Ad aprire i lavori il Prof. Marco Fratarcangeli ed Ileana Bertucci, che hanno ringraziato le tantissime persone intervenute per condividere questo primo incontro su disabilità e territorio e sottolineare le mutate condizioni della società e le difficili problematiche che i familiari di persone disabili devono affrontare nella vita di tutti i giorni, anche se l’Italia è un paese in una posizione di leadership in Europa per quanto riguarda le politiche per le persone disabili.

L’Assessore Servizi Sociali e Piano di zona Paolo Giorgio Vitiello, ha espresso il suo pieno appoggio ad iniziative e progetti che permettano una sempre maggiore autonomia alle persone “abili diversamente” e fornire un supporto alle loro famiglie. Sicuramente si riscontrano delle assenze nel livello dei servizi prestati, ma l’Amministrazione Comunale considera la spesa sociale un investimento ed è quindi sempre disponibile ad un dialogo propositivo con le famiglie per un interscambio di conoscenze ed esperienze.

La D.ssa Giorgia Gabrielli ha illustrato la Proposta di Legge Regionale n. 88/2013, che ha come obiettivo quello di riorganizzare l’intera rete dei servizi sociali regionali rendendoli più efficienti ed efficaci sotto il profilo della gestione, della programmazione e della spesa, con una maggiore attenzione ai bisogni delle persone più deboli, sia dal punto di vista sociale che sanitario.

L’Assessore alle Politiche Sociali Annalisa Mancini del Comune di Carpineto Romano ha dedicato il suo intervento ai progetti realizzati nel Piano di Zona, di cui il suo Comune è Capofila, e le prospettive future. E’ auspicabile che la riforma del welfare sociale garantirà un raccordo più forte fra gli interventi sociali e quelli sanitari a livello di programmazione, organizzazione, erogazione e finanziamento, grazie alla concertazione con il Terzo settore, le organizzazioni sociali e le Asl, come strumento privilegiato per la programmazione delle politiche sociali, al quale dovranno adeguarsi tutti i piani di zona.

La D.ssa Antonella Romani Dirigente scolastico del 1° Circolo di Colleferro, il Prof. Alberto Rocchi Dirigente Scolastico Itis Canizzaro, la Prof.ssa Stefania Benedetti e la D.ssa Maria Rosaria Aroli hanno esposto le problematiche dell’handicap e le difficoltà relazionali nell’ambiente scolastico.
Sicuramente la scuola è oggi consapevole ed attenta alle difficoltà che incontrano i bambini con disabilità ritenendo indispensabile la loro completa integrazione, attuando piani educativi individualizzati che prevedano la collaborazione di tutti i soggetti coinvolti: genitori, operatori socio-sanitari, Enti locali, insegnanti curricolari ed insegnanti di sostegno. Questi ultimi rivestono un’importanza strategica, ma si avverte anche la necessità di una preparazione sempre più mirata.
Come ha sottolineato il Prof. Rocchi, le problematiche aumentano con l’aumentare dei gradi di istruzione ed è quindi fondamentale la socializzazione soprattutto attraverso la creazione di laboratori, siano essi di pittura, musica, teatro, rivolti a tutti i ragazzi, quale forma alternativa di apprendimento. Importante è prevedere piani educativi, calibrati in base al grado di deficit, che facilitino il passaggio dal mondo della scuola a quello del lavoro e mettere questi percorsi a sistema.

Infine la D.ssa Sabrina Bellizia, dell’Azienda Speciale Serv. Comuni, ha affrontato il problema dell’assistenza domiciliare e delle attività extra scolastiche, mentre la D.ssa Florinda Fiore, della Coop Arcobaleno, e la D.ssa Rosaria Pompa, della Coop. Sociale Il Cerchio Magico, hanno trattato argomenti relativi alla quotidianità, l’assistenza e le prospettive per i disabili nell’età adulta, dove gli interventi e le attività devono essere svolte tenendo conto delle condizioni oggettive dei soggetti. Importante, se non indispensabile creare, prima della definitiva uscita dei ragazzi dalla scuola, un raccordo anche tra l’ambiente scolastico ed i centri diurni così da evitare l’inevitabile disagio.

Il Prof. Fratarcangeli ha espresso la sua piena soddisfazione per il successo del Convegno, che rappresenta un primo passo per sollecitare l’accoglienza, la condivisione, la solidarietà non solo per favorire l’integrazione del “diverso”, ma l’ inclusione piena nella società di un cittadino che ne è parte integrante.

Eledina Lorenzon