Colleferro. Rifiuti nella discarica di Colle Fagiolara? Stop il 15 Gennaio. Lo afferma la Regione e lo assicurano i Sindaci riuniti all’Ipia

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COLLEFERROMentre il Sindaco di Colleferro Pierluigi Sanna si era “assentato” per 48 ore – essendo impegnato a Siviglia con la Communauté des villes Ariane (Cva) per la firma della “Carta di Siviglia” – a Roma “scoppiava il bubbone” sui rifiuti della Capitale e la discarica di Colle Fagiolara.

Già a partire dal 21 Novembre dopo l’“avvertimento” del governatore del Lazio Nicola Zingaretti [qui la lettera •>], erano partite le schermaglie con la sindaca di Roma Virginia Raggi sulla crisi dei rifiuti di Roma Capitale.

A quella lettera la Raggi rispondeva con un’ordinanza che autorizzava l’Ama a scaricare 1.000 tonnellate al giorno di immondizia capitolina nella discarica sul litorale nord, a Civitavecchia. La resistenza di Civitavecchia all’invasione dei rifiuti romani inizia con la visita di Matteo Salvini a dare sostegno al sindaco leghista Ernesto Tedesco.
Nulla di fatto: Civitavecchia non è la soluzione…

Mercoledì 27 Novembre mentre l’Ass. regionale ai Rifiuti, Massimiliano Valeriani, ricorda che il governatore del Lazio Nicola Zingaretti ha già sottoscritto un’ordinanza [qui i riferimenti •>] con la quale si impone alla Capitale di individuare un sito dove conferire i rifiuti entro un termine di 5 giorni «allo scopo – si legge nell’ordinanza – di garantire la continuità del servizio di trattamento dei rifiuti in ragione dell’approssimarsi del termine di esercizio dell’impianto di smaltimento di proprietà dell’azienda Lazio Ambiente Spa presso il Comune di Colleferro».
Nella medesima ordinanza si impone «di costituire, con effetto immediato, una struttura tecnica composta da 3 rappresentanti individuati rispettivamente dalla Regione Lazio, dalla Città Metropolitana di Roma Capitale e da Roma Capitale, avente il mandato di predisporre, entro 5 giorni dalla notifica dell’ordinanza, il documento tecnico contenente gli elementi preordinati all’individuazione di uno o più siti, ovvero impianti, sul territorio di Roma Capitale, da destinare a operazione di smaltimento per i rifiuti derivanti dal trattamento dei rifiuti solidi urbani».
Ed ancora: «La ricezione della discarica di Colle Fagiolara, gestita dalla società Lazio Ambiente Spa presso il Comune di Colleferro, è prorogata al 15 Gennaio 2020 – termine non ulteriormente prorogabile – in ragione dell’interruzione dell’operatività dello stesso impianto determinatasi nel mese di novembre 2019» (sospensione attività dovuta alla morte dell’operaio Giuseppe Sinibaldi •>),

Lo stesso giorno la sindaca di Roma Virginia Raggi – che evidentemente contava proprio sulla discarica di Colle Fagiolara… – irrompe in Consiglio Regionale chiedendo che l’attività della discarica di Colleferro venga prorogata per tutto il 2020. «Roma non può essere oggetto di ricatti politici – ha detto la Raggi – sappiamo bene che la Regione ha ascoltato il territorio di Colleferro, che conta 20mila abitanti, noi diciamo che Roma ha 3 milioni di abitanti che vogliono essere ascoltati.
Sappiamo che è quasi pronto il piano regionale che sarà approvato nel 2020, chiediamo che la discarica di Colleferro venga prolungata e continueremo a sederci al tavolo per fare un ragionamento di sistema ordinario e pianificato per il 2020…»

Da Siviglia il Sindaco di Colleferro Pierluigi Sanna tuona su facebook [qui il post •>]: «Ancora insiste (con riferimento alla Raggi). Dopo averci provato con me attraverso Ama, ora sta provando con il Consiglio Regionale andando lì, durante la seduta, a chiedere la proroga. Confido nel rispetto che il Consiglio regionale ha del nostro territorio, martoriato da decenni.
Cara collega, che bella faccia tosta che hai. Troverai tutta la Valle del Sacco ad aspettare i tuoi camion; suonate pure lo vostre trombe.
Noi suoneremo le nostre campane. Sono pronto a salire sul Colosseo o sul tetto del Campidoglio e rimanerci fino a che non finiscono queste dichiarazioni della Raggi».

Al Sindaco di Colleferro fanno eco 34 sindaci [qui l’elenco •>] dei Comuni della provincia di Roma, di tutti gli schieramenti politici che in un comunicato affermano [qui o firmatari •>]:
«La provincia di Roma e il Lazio non sono la pattumiera di Roma. Da Virginia Raggi abbiamo letto parole incredibili stamattina sul tema dei rifiuti.
Stando a quanto detto dalla sindaca gli impianti della provincia di Roma e del resto del Lazio dovrebbero ricevere i rifiuti di Roma perché il primo cittadino della Capitale rifiuta di indicare un sito da adibire a discarica di servizio per la sua città. Tutto ciò è inaccettabile ed episodi come quello accaduto a Civitavecchia non sono tollerabili. Chiediamo alla Regione Lazio di farsi carico del problema e di fare quanto è in suo potere per evitare questo scempio a danno dei cittadini di Roma e del Lazio».

Il giorno successivo, 28 Novembre, alcuni rappresentanti del Comitato Residenti Colleferro organizzano un sit-in a ridosso dell’area della discarica chiedendo «di inserire nel piano rifiuti la data esatta di chiusura del sito, l’ammontare del post mortem, il soggetto gestore del piano di chiusura e del post mortem, i tempi per l’adozione dei provvedimenti amministrativi, stante la vendita e/o la dismissione della partecipata regionale, e il presumibile scenario per Colleferro e per i Comuni del comprensorio dal 1 Gennaio 2020…».

Ed intanto si prende atto dell’ufficialità fornita dalla Regione Lazio alla data di chiusura della discarica: il 15 Gennaio 2020.

«Il Sindaco Sanna al riguardo dichiara che tale data «fissa la chiusura della discarica al 15 anziché l’8 come avevamo previsto come Comune. Sono molto dispiaciuto che l’incapacità della Raggi debba creare ancora danno alla provincia ed a Colleferro. È certo che 7 giorni in più non cambiano la nostra posizione, anzi: invito sin d’ora tutti i sindaci/amministratori che mi sono stati vicini in queste ore e tutti i cittadini e le associazioni che si battono da anni in difesa della nostra martoriata terra a partecipare alla grande manifestazione di chiusura che faremo il 15 Gennaio davanti ai cancelli della discarica, insieme agli studenti dell’Ipia.
La settimana è stata concessa a recupero dei giorni in cui l’impianto è stato fermo dopo l’incidente. La data è definitiva e non ulteriormente prorogabile. La nostra presenza in massa e gli atti che abbiamo prodotto e produrremmo in questi giorni la renderanno definitiva per sempre! La discarica la chiuderanno tutti gli abitanti della Valle del Sacco, come fu per gli inceneritori!!!»

Nel frattempo, a seguito delle dichiarazioni del Sindaco Sanna, fanno sentire la loro le opposizioni in Consiglio Comunale.

Riccardo Nappo (Gruppo Misto): «Ho letto il post del Sindaco Sanna sulla questione della discarica. Il Sindaco sostiene che non sapeva nulla dell’ordinanza che sposta la chiusura della discarica al 15 Gennaio. Questa sua affermazione mi lascia perplesso, perché se così fosse, si dimostrerebbe la sua statura nei confronti della Regione e di Roma. Al di là di questo mi sorgono legittimamente alcune domande. Come mai non ha protestato prima? perché richiamare la protesta e l’attenzione dei Sindaci soltanto adesso? Sappiamo infatti che dopo aver autorizzato lo spostamento dei tralicci Terna (con delibera 44 del 7-11-2017) abbiamo assorbito 1000 tonnellate al giorno di rifiuti arrivati da Roma. Sulla base di questo perché non opporsi prima al suo amico e capo di partito Zingaretti? Perché si è permesso a Zingaretti-Raggi di trasformare Colleferro nella pattumiera del Lazio? perché non esiste nessun documento che attesti ufficialmente che il 15 di gennaio la discarica verrà chiusa? A tal riguardo chiedo che venga portata in consiglio comunale una mozione che impegni il Sindaco e l’amministrazione tutta ad impegnarsi affinché la discarica venga chiusa il 15 di Gennaio.
Ricordo che anche in passato il Sindaco giurava e spergiurava che il 31 dicembre avrebbe messo il “lucchetto” alla discarica e invece ora ci ritroviamo ad assorbire nuovamente l’immondizia romana.
A tutte queste domande gradiremmo avere risposta, ovviamente in modo serio e senza tentativi di prese in giro da parte del Primo Cittadino.
In fine, per chiarezza mi preme purtroppo specificare che la discarica se mai verrà chiusa, sarà soltanto perché portata a saturazione (attraverso le 1000 tonnellate giornaliere di cui sopra)e non per bravura del Sindaco.
Spero che questa proroga sia veramente l’ultima, Colleferro e i colleferrini hanno già dato moltissimo. Adesso basta».
Andrea Santucci (Lega) torna indietro: «Sono pronto a scendere in piazza per sostenere la chiusura della discarica: scendiamo il 31/12/2019, Le do appuntamento (al Sindaco – ndr) presso la discarica di Colle Fagiolara per mettere il lucchetto tricolore che lei ha sempre inneggiato, non si preoccupi per il lucchetto, non si preoccupi per le chiavi le compro io.
Termino questo mio invito, con un pensiero personale che spero non si avveri mai: non vorrei mai che si demandasse il tutto ad un prefetto il quale si trovasse poi a decidere di lasciare la discarica aperta per motivi igienico-sanitari, perché si sa quando la palla diventa rovente è meglio passarla a qualcun altro prima che scoppi!! Il nostro territorio paga lo scotto di avere un Sindaco troppo di parte, come quello di Paliano e di avere una Regione Lazio guidata da incapaci come anche il comune di Roma».

La riunione di stamattina

Molti di quegli stessi sindaci firmatari del comunicato (e tutti quelli che hanno presenziato all’inaugurazione della sede di Minerva poco prima [qui l’articolo •>]) si sono incontrati nella tarda mattinata di oggi, 30 Novembre, nell’aula Magna dell’Ipia di Via Palianese, di fronte la discarica di Colle Fagiolara, per “scaldare i motori” in caso di una “disfida” con la Capitale della Raggi…
Nell’assemblea di questa mattina i Sindaci intervenuti hanno ribadito che non verrà accettata alcuna ulteriore proroga alla data del 15 Gennaio, e di essere pronti a mettere in atto qualsiasi forma di protesta per scongiurare tale evento, ciascuno mettendo del suo ed evidenziando i problemi che la discarica ha causato negli anni alle rispettive comunità.
Tra di loro c’era anche il vicepresidente di Anci Lazio, Gianpaolo Nardi, (Sindaco di Castel San Pietro Romano) il quale ha proposto di indire un’assemblea regionale proprio a Colleferro, per discutere dell’emergenza rifiuti e delle questioni che interessano le aree fuori Roma.


Per le statistiche e per la cronaca si elencano i 34 sindaci, di tutti gli schieramenti politici, che hanno sottoscritto il comunicato.
Sono: Esterino Montino (Fiumicino); Orlando Pocci (Velletri); Nicola Marini (Albano Laziale); Pierluigi Sanna (Colleferro); Fausto Giuliani (Colonna); Maurizio Caliciotti (Lariano); Nicoletta Irato (Mazzano Romano); Sandro Runieri (Rocca Santo Stefano); Antonio Pasquini (Allumiere); Marco Bernardi (Roccagiovine); Fiorenzo De Simone (Vicovaro); Anna Gentili (Rocca Priora); Settimio Liberati (Camerata Nuova); Milvia Monachesi (Castel Gandolfo); Alessandro Bettarelli (Canale Monterano); Daniela Ballico (Ciampino); Lorenzo Piazzai (Zagarolo); Roberto Di Felice (Ariccia); Claudia Maciucchi (Trevignano); Luigi Galieti (Lanuvio); Patrizia Nicolini (Sacrofano); Ottorino Ferilli (Fiano Romano); Alberto Latini (Valmontone); Pietro Tidei (Santa Marinella); Felicetto Angelini (Artena); Danilo Giovannoli (Labico); Giovanni Pascazi (Moricone); Alberto Bertucci (Nemi); Pietro Colagrossi (Gallicano); Roberto Mastrosanti (Frascati); Luciano Andreotti (Grottaferrata); Alessandro Cefaro (Genazzano); Roberto Barbetti (Capena); Ivan Ferrari (Gavignano).

 

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