Premio Letterario “Colleferro racconta: 2020, un anno da dimenticare, un anno da ricordare”. La cerimonia di premiazione

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COLLEFERRO – Il concorso letterario “Colleferro racconta: 2020, un anno da dimenticare, un anno da ricordare” – bandito sul finire dello scorso mese di febbraio dal Comune di Colleferro – è nato «con la finalità di ricordare, attraverso le testimonianze dirette degli abitanti di ogni età del nostro territorio, questo periodo pieno di difficoltà e di cercare di ricreare un circuito di attività culturali che permetta anche una sorta di condivisione, relativamente alle diverse realtà vissute da tutta la nostra comunità».

Il concorso era rivolto solo ai cittadini residenti del comune di Colleferro e prevedeva un premio in denaro ai primi tre classificati (per il primo classificato 500 euro; per il secondo classificato 300 euro; per il terzo classificato 200 euro.

Hanno partecipato al concorso quasi un centinaio di elaborati, tra i quali la Commissione giudicante – formata da Gisa Messina, Sara Deodati e Maurizio Tardi – ha premiato:
Primo classificato: Carlo Di Rosa (2020 un anno da difendere)
Seconda classificata: Sara Boccardelli (Domani)
Terza classificata: Simonetta Bianco (Tana libera tutti).

Alla consegna dei premi, avvenuta nel pomeriggio di Sabato 8 Maggio in aula consiliare, oltre alla Commissione giudicante, ed ai premiati, hanno presenziato il Sindaco (con delega alla Cultura) Pierluigi Sanna, l’Ass. Marco Gabrielli ed i Consiglieri comunali Luigi Moratti, Barbara Lanna e Francesco Vitelli.

Tra i presenti c’era anche il Dirigente scolastico del Liceo Marconi Antonio Sapone dal momento che la seconda classificata è una studentessa frequentante quel liceo.

«Siamo particolarmente felici che si sia arrivati a questo risultato – ha affermato il Sindaco Pierluigi Sanna -. Il tutto è partito da un’idea del Consigliere Luigi Moratti che mi ha subito trovato d’accordo.
“Non di solo pane vive l’uomo” ed è per questo che anche nel bel mezzo della pandemia abbiamo istituito un concorso letterario perché anche la cultura alimenta e dà dignità alla vita di una comunità e dei singoli cittadini.
Non fosse altro che poi questo premio ha visto la partecipazione di quasi cento elaborati, risultato che non ci aspettavamo. La Commissione ha avuto un bel da fare per esaminare tutti gli elaborati.
Elaborati che parlano di noi, di questo momento particolare e di come questa comunità lo affrontato e vissuto.
Ciascuno degli autori ha generosamente consegnato una parte di se stesso a questo comune approfondimento sul tema e per questo si è pensato a creare una pubblicazione che raccoglierà tutti gli elaborati e che renderà “immortali” questi scritti …
Credo che in momenti di difficoltà la vena artistica, che è dentro ognuno di noi, si sviluppa meglio. Non è vero che c’è qualcuno che ce l’ha e qualcuno che non ce l’ha. Per alcuni versi è un “muscolo’’ che se siamo abituati ad allenare funziona meglio…
Finiamo in prima pagina sui giornali o sui telegiornali per altri motivi, ingiustamente. Non siamo una città violenta, né pericolosa, non siamo una città brutta nell’essenza delle persone. Siamo un’altra cosa e lo avete dimostrato voi, con la vostra grande partecipazione. Questo purtroppo non fa notizia, però a noi basta, perché al di là dell’ingiustizia che abbiamo subito, la realtà è un’altra: quella di una comunità intelligente, che apprezza e comprende quanto sia importante la conoscenza soprattutto in un momento come questo, un momento in cui evidentemente la vena artistica si sviluppa e si allena meglio…».

 

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