Colleferro. I Consiglieri Girardi, Santucci, Cacciotti, Pizzuti e Nappo chiedono l’annullamento della “doppia convocazione” della seduta consiliare

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COLLEFERRODando seguito al comunicato stampa pubblicato qui •> nel quale i Consiglieri comunali Aldo Girardi, Andrea Santucci, Mario Cacciotti, Chiara Pizzuti e Riccardo Nappo lamentavano l’“inedita” doppia convocazione della seduta consiliare ci giunge notizia che nella mattinata di oggi, 6 Maggio, i medesimi consiglieri hanno protocollato – con destinatari il Segretario Generale Mauro Andreone ed il Presidente del Consiglio comunale Vincenzo Stendardo – la richiesta di annullamento di quella convocazione per mancato rispetto dei termini di avviso.
Di seguito il testo della richiesta.

«Al Segretario Generale Dott. Andreone
Il Presidente del Consiglio Comunale Dott. Stendardo

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Oggetto: Richiesta annullamento convocazione Consiglio Comunale del 6 maggio 2019 (1 convocazione) e dell’8 maggio 2019 (2 convocazione) per mancato rispetto dei termini di avviso.

Il Testo unico degli enti locali 267/2000, all’articolo 38 comma 2, dispone che le modalità di convocazione del Consiglio Comunale vengano disciplinate dal Regolamento sul funzionamento del consiglio comunale nel quadro dei principi stabiliti dallo statuto, che nel caso del nostro comune è stato adottato ed approvato con delibera di C.C. n. 90 del 30.10.1991 e s.s.m.

Il Regolamento di cui sopra all’art 24 comma 1, stabilisce che “Il Consiglio comunale si riunisce in sessione ordinaria nei mesi di marzo , aprile, ottobre, novembre.” e, all’art 25 comma 3, che “ L’avviso per le sessioni ordinarie, con l’elenco degli argomenti da trattarsi, deve essere consegnato ai Consiglieri almeno cinque giorni prima della data fissata per la prima riunione; per le altre sessioni va consegnato almeno tre giorni prima di quello fissato per la prima adunanza.”
Alla luce dei suddetti articoli ne consegue senza alcun dubbio interpretativo che la convocazione di questo ultimo Consiglio andava notificata, o più semplicemente comunicata, “almeno tre giorni prima della data fissata per la prima adunanza”.
Semmai ad una interpretazione soggettiva potrebbe prestarsi il modo in cui vanno calcolati gli “…almeno tre giorni prima della data dell’adunanza”, visto che nel regolamento non viene specificato.
Ai fini della corretta interpretazione però, la giurisprudenza amministrativa formatasi in materia per quanto concerne il computo dei summenzionati termini, è costante nel ritenere (in analogia a quanto previsto dall’art. 416 del codice di procedura civile) che i giorni debbano considerarsi “liberi ed interi”. Vale a dire: non si possono contare né il giorno iniziale della consegna dell’avviso di convocazione ( dies a quo ) né quello finale dell’adunanza ( dies ad quem ) in quanto, ex lege, debbono decorrere prima e fuori della data della seduta consiliare (T.A.R. Puglia, Bari, 19 agosto 1991, n. 346) disponendo che l’avviso di convocazione debba essere consegnato, a seconda che si tratti di seduta ordinaria o straordinaria, rispettivamente almeno cinque o tre giorni liberi prima del giorno fissato per l’adunanza del consiglio.

Per le suddette motivazioni non riteniamo valida la comunicazione ricevuta tramite mail nella mattinata di Venerdì 3 maggio u.s. e per questo motivo diffidiamo allo svolgimento del Consiglio Comunale così come convocato, pena il nostro ricorso all’Autorita’ Amministrativa e al Sig.Prefetto».

F.to I Consiglieri Comunali Aldo Girardi, Andrea Santucci, Mario Cacciotti, Chiara Pizzuti, Riccardo Nappo

 

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