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Colleferro. Gara per le mense scolastiche. Annullate le misure cautelari. La ricostruzione dell’iter della gara e delle conseguenti azioni giudiziarie

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COLLEFERRO – Nella mattinata di oggi, 20 Aprile, è stata diffusa la notizia dell’annullamento da parte del Tribunale della Libertà di Roma dell’ordinanza del Gip del Tribunale di Velletri che aveva disposto la misura cautelare degli arresti domiciliari a carico di componenti della commissione giudicatrice della gara d’appalto per l’affidamento dei servizi di mensa scolastica per le scuole dell’infanzia e primarie del Comune di Colleferro.

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I FATTI
I fatti risalgono al 2022, ed in particolare l’atto formale conclusivo dell’iter di aggiudicazione della gara d’appalto – oggetto delle contestazioni – è la Determinazione dirigenziale n. 563 del 26/08/22. Con quell’atto si aggiudicava all’azienda “Innova Spa” la gara d’appalto per l’affidamento dei servizi di mensa scolastica per le scuole dell’infanzia e primarie del Comune di Colleferro.

Ad emettere tale determinazione dirigenziale fu la stazione appaltante (anche detta Centrale di Committenza) dei Comuni di Colleferro, Carpineto Romano, Gavignano, Gorga e Valmontone.
La Commissione era costituita da: Mauro Casinelli (dirigente del Comune di Colleferro), Responsabile Unico del Procedimento con diritto di voto; Antonella Pacella (dirigente del Comune di Colleferro), Presidente della commissione con diritto di voto; Fiorella Fantini (dirigente della Asl Roma 5 – unità operativa Igiene degli Alimenti e della Nutrizione), componente della commissione con diritto di voto; Laura Cannone (funzionario Apo del Comune di Colleferro), componente della commissione con diritto di voto; Marta Guglielmini (istruttore tecnico del Comune di Valmontone), segretario verbalizzante senza diritto di voto.

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Alla gara presentarono le proprie offerte 8 aziende. Ciascuna delle offerte doveva essere sottoposta a due tipi di valutazione, quella “tecnica” e quella “economica”.
Dalle risultanze dei verbali di gara che dispongono quali operatori economici possano partecipare alla fase di valutazione dell’offerta tecnica, ne fu subito escluso uno.

In fase di valutazione dell’offerta tecnica (con 7 aziende in gara) venne stilata una prima graduatoria con i relativi punteggi.
In questa graduatoria, l’azienda “BioRistoro Italia srl” (che ha poi impugnato l’esito finale al Tar del Lazio) risultava essere prima in graduatoria; quella che poi si è aggiudicata l’appalto, “Innova Spa”, quarta.

In fase di valutazione dell’offerta economica, la graduatoria vedeva al primo posto “Innova Spa” ed al secondo la “BioRistoro Italia srl”.

La graduatoria finale per l’aggiudicazione dell’appalto veniva stilata sommando i punteggi ottenuti da ciascun operatore economico nelle due fasi.
Secondo quest’ultima graduatoria risultava vincitrice l’azienda “Innova Spa”.

La “BioRistoro Italia srl” impugnava tale determinazione davanti al Tar del Lazio che – con sentenza n. 2660/23 – la annullava.
Avverso la sentenza del Tar, “Innova Spa” si appellava al Consiglio di Stato che – con sentenza n. 5963/2023 – confermava la decisione del Tar.
Da entrambe le sentenze emergeva che l’offerta economica presentata da “Innova Spa” era da considerarsi “anomala” e quindi la graduatoria finale della gara veniva aggiornata elencando 6 aziende, con in testa la “BioRistoro Italia srl”.

Sul finire del mese di Luglio dello scorso anno, la medesima commissione della stazione appaltante – con Det. Dir. n. 537 del 27/27/2023 – annullava la determinazione impugnata ed aggiudicava in via provvisoria la gara alla “BioRistoro Italia srl”.

LE INDAGINI
L’annullamento della Determinazione dirigenziale n. 563 del 26/08/22 da parte del Tar – e la conferma del Consiglio di Stato – ha aperto la strada allIndagine “Reunion” dei Carabinieri Nas di Roma agli ordini del Magg. Giancarlo Di Niso.

Le indagini sono state condotte, raccogliendo elementi dagli atti, dalle intercettazioni ambientali, dalle chat whatsapp tra gli indagati, dai loro block notes, dalle analisi dei tabulati telefonici e delle “celle di aggancio” e dalle attività registrate sui telefonini degli indagati sottoposti a sequestro.
Tra l’altro, secondo i Nas, alcuni verbali farebbero riferimento a riunioni mai avvenute, ed a presenze alle riunioni sconfessate dalle indagini…

GLI ARRESTI DOMICILIARI
Al termine di tali indagini i reati ipotizzati risultavano essere la “turbata libertà degli incanti” e la “falsità ideologica e materiale in concorso”. Nessun elemento relativamente al pur ipotizzabile reato di “corruzione”…

Alle prime luci dell’alba del 4 Aprile, i Carabinieri del Nas di Roma davano esecuzione a quattro misure cautelari personali degli arresti domiciliari, emesse dal Gip del Tribunale di Velletri, su richiesta della Procura del medesimo tribunale.

La richiesta della misura cautelare degli arresti domiciliari formulata dal Pubblico Ministero si basava sul pericolo di reiterazione del reato e sulla possibilità di inquinamento delle prove.

LA LIBERTÀ
All’esito dell’udienza che si è tenuta ieri, 19 Aprile – presso la Sezione per il Riesame dei provvedimenti restrittivi della libertà personale del Tribunale di Roma (comunemente detto Tribunale della Libertà) – i giudici hanno annullato l’ordinanza che aveva disposto la misura cautelare degli arresti domiciliari ai 4 indagati che rimangono comunque tali almeno fino all’udienza davanti al Gup (Giudice dell’Udienza Preliminare) che si esprimerà sul “rinvio a giudizio” o sul “non luogo a procedere”…

Comunicato pubblicato ai fini dell’esercizio del diritto di cronaca costituzionalmente garantito e nel rispetto dei diritti della/e persona/e indagata/e, la/le quale/i, in considerazione dell’attuale fase di indagini preliminari, è/sono da presumersi innocente/i fino alla sentenza irrevocabile che ne accerti la colpevolezza.