Colleferro. 13 Comuni davanti al Pronto Soccorso in difesa dell’Ospedale. Sanna: «Al posto di Santonocito, mi sarei dimesso. Con lui come Dg, il dialogo è impossibile… Sarà battaglia!»

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COLLEFERRO – Erano 13 i Comuni rappresentati da sindaci, vicesindaci ed assessori “fasciati” intervenuti nella mattinata di oggi, 10 Luglio, alla manifestazione in difesa dell’Ospedale “L.P. Delfino” di Colleferro, davanti al Pronto Soccorso.

I Comuni rappresentati erano Carpineto Romano (Sindaco Stefano Cacciotti), Montelanico (Sindaco Sandro Onorati), Serrone (Sindaco Giancarlo Proietto), Paliano (Assessore Simone Marucci), Artena (Vicesindaco Loris Talone), Segni (Sindaco Piero Casioli), Piglio (Sindaco Mario Felli), Guidonia Montecelio (Sindaco Michel Barbet), Gavignano (Sindaco Ivan Ferrari), Labico (Vicesindaco Maurizio Spezzano), Zagarolo (Presidente del Consiglio comunale Giacomo Vernini), Gorga (Vicesindaco Nadia Cipriani).
Assente il Comune di Valmontone…

Grazie anche ai nostri interventi – sul sito internet e sul giornale cartaceo – relativi ad alcuni episodi emblematici verificatisi al Pronto Soccorso, raccontati dai nostri lettori [qui gli articoli •>], il 29 Giugno scorso la Direzione generale della Asl Roma 5 disponeva di effettuare un “approfondito audit sulla gestione del Presidio Ospedaliero di Colleferro, anche in riferimento alle lamentate criticità del Pronto Soccorso”.

Si consideri che il Sindaco di Colleferro – anche a nome degli altri Sindaci del comprensorio G6 della Asl Roma 5 – aveva più volte richiesto alla direzione aziendale l’“integrazione di personale medico infermieristico al Pronto Soccorso dell’Ospedale di Colleferro”, lo aveva fatto due volte nel mese di Ottobre 2020 ed ancora lo scorso 11 Giugno, naturalmente senza avere alcuna risposta…

Il 5 Luglio, a conclusone dell’audit, la commissione incaricata ha stilato una relazione nella quale si afferma che “la dotazione del personale infermieristico e Oss è risultata essere “più che adeguata alla struttura”. In ordine al personale medico, […], si è rilevata una sostanziale sufficienza della dotazione delle risorse, fermo restando la necessità di una più armonica distribuzione dei ruoli…” Salvo poi riconoscere che “Nonostante si sia registrata la riduzione degli accessi in pronto soccorso negli anni 2020/2021 si è verificato, un anomalo aumento dei tempi di attesa dei pazienti, la cui motivazione va ricercata anche nei punti seguenti:

  • Appaiono non correttamente formulate e comunicate le procedure aziendali inerenti l’intera gestione della filiera emergenza urgenza – ricovero;
  • Appare carente la funzione di bed management nel Presidio;
  • Appare necessario adottare un percorso di audit volto al miglioramento continuo”.

Nella manifestazione di questa mattina – resa possibile grazie al lavoro della Polizia Locale, della Protezione Civile,e sotto il controllo dei Carabinieri e della Polizia di Stato – quasi tutti i “fasciati” intervenuti hanno preso la parola.

A “moderare” gli interventi è stato chiamato il Sindaco di Carpineto Romano Stefano Cacciotti che è intervenuto per primo.

«Siamo qui per rivendicare un diritto sacrosanto – ha affermato Cacciotti – un principio che è costituzionalmente garantito come il diritto alla salute. In questi anni abbiamo assistito ad uno smantellamento progressivo di quello che rappresenta l’ospedale di eccellenza della nostra Asl. Oggi siamo qui per chiedere per l’ennesima volta alla Direzione generale della Asl di ascoltare il nostro grido di dolore. Non lo facciamo per apparire o per segnare il territorio. Siamo qui perché manifestare, far sentire la propria voce a chi oggi amministra la sanità pubblica, è un dovere al quale noi oggi sentiamo di adempiere.
Voglio ringraziare tutti i sindaci presenti, il Sindaco di Colleferro Pierluigi Sanna, che ha organizzato questa manifestazione, il Sindaco di Guidonia Michel Barbet che è anche il Presidente della Conferenza dei Sindaci…
Siamo qui riuniti per rivendicare un diritto. In quale stato versa il Pronto Soccorso, lo abbiamo anche letto anche sui media locali, di episodi che fanno accapponare la pelle. Non possiamo accettare che un cittadino che arrivi al Pronto Soccorso – che è baricentro rispetto a Comuni sia della provincia di Roma che di Frosinone – venga trattato in questo modo. Il Pronto Soccorso non può essere un luogo in cui un paziente viene abbandonato per giorni, né dove di un paziente si perdano le tracce. Siamo stanchi di sentire questo tipo di lamentele anche perché poi sono i Sindaci a metterci la faccia ed a rispondere direttamente al cittadino utente.
Sono anni che manifestiamo per questo ospedale, me lo ricordo dal 2015 quando scendevamo in piazza per i reparti di ostetricia, ginecologia, neonatologia e pediatria. Senza distinzioni di colori. Questa è una battaglia che deve essere di tutti.
Siamo pronti ad andare avanti, ad azioni forti. Lo abbiamo già detto al Direttore Generale: non ci spaventano le battaglie, in questo territorio siamo abituati farle, quindi siamo qui per chiedere il vostro sostegno…»

«Il Pronto Soccorso dell’Ospedale di Colleferro va salvaguardato – ha affermato il Sindaco di Montelanico Sandro Onorati – e su questo dobbiamo essere pronti anche ad una lotta estrema. Perché si tratta di un punto di riferimento, perché serve una vasta area del territorio e per questo la Direzione generale ci deve ascoltare e non può continuare in questo modo. Qualche giorno fa ho avuto un esperienza diretta qui in Pronto soccorso e poi in reparto. E voglio qui ringraziare il personale che lavora e si massacra per alleviare le sofferenze di tanta gente. Ma se poi siamo in carenza di medici ed infermieri e non ci sono – per averlo visto con i miei occhi – lenzuola per fare il cambio dei letti la mattina… Beh questo oggi in una società civile non è accettabile e non deve più accadere.
Spero che questa manifestazione sia l’inizio di una battaglia dura. Dobbiamo sfidare questa gente. Questa gente deve dare risposte ai cittadini prima che a noi…»

«Noi di Serrone – ha detto il Sindaco Giancarlo Proietto – abbiamo già subito l’impatto negativo della chiusura dell’Ospedale di Anagni. Non possiamo rischiare anche ridimensionamento dell’Ospedale di Colleferro.
Serrone, Piglio, Paliano pur essendo fuori dall’asp Roma 5, negli anni hanno sempre orbitato sull’Ospedale di Colleeferro. Io stesso sono nato qui cinquant’anni fa ed almeno da cinquant’anni questo ospedale è centrale per la nostra area. Ci troviamo di fronte ad una situazione nella quale da un lato abbiamo l’eccellenza professionale di chi ci lavora e dall’altro i problema di governance con un approccio di ridimensionamento verso le nostre strutture. Ho risposto volentieri all’invito del Sindaco di Colleferro per portare avanti questa battaglia insieme alla nostra comunità per un miglioramento ed un rafforzamento dell’Ospedale di Colleferro».

«Il Comune di Paliano è presente – ha detto l’Assessore Simone Marucci – e sono convinto che l’unità espressa anche oggi dal nostro territorio imprima forza ai nostri messaggi. E quello che vogliamo comunicare è un elemento di sofferenza, di disagio. Oggi più che mai siamo chiamati a manifestare per dare una sterzata importante ed avviare un percorso di cambiamento».

«Se un solo Sindaco alza la voce – ha affermato il Vicesindaco di Artena Loris Talone – non viene ascoltato. Ma quando in piazza scendono dieci, quindici sindaci vuol dire che si alza un “rumore” importante che fino ad oggi è stato sottovalutato. Questa manifestazione di oggi non è un punto di arrivo, ma una partenza. Da oggi parte una protesta contro quello che la Sanità ha fatto in questi anni in questo territorio. Se non ci sentono da qui, andremo a Tivoli ed anche alla Pisana. Oggi parte un segnale chiaro: i nostri concittadini lamentano le carenze di questo ospedale, un ospedale che da eccellenza che era è oggi oggetto di baratto. Dovranno passare sui nostri corpi prima di continuare ad impoverire questo ospedale. Non ce l’abbiamo con gli operatori sanitari che ringraziamo uno ad uno. Persone che hanno dato cuore ed anima in questo anno di pandemia. Ce l’abbiamo con la Direzione generale che non può lasciare allo sbaraglio un bacino di 100mila persone che talvolta sono costretti ad andare altrove per curarsi, a Roma, a Velletri, ad Anzio…
Questo non è più consentito. Non arretreremo neanche di un centimetro…».

«Aggiungo soltanto che il polo ospedaliero di Colleferro è vitale per tutto il territorio – ha asserito il Sindaco di Segni Piero Cascioli – e dopo la chiusura dell’Ospedale di Anagni questo ospedale è stato gravato di un ulteriore bacino di utenza e questo si ripercuote su due versanti: sui cittadini che non hanno un servizio adeguato, e sullo stesso personale medico e sanitario che viene stressato oltre misura. Quindi è necessario prevedere risorse umane, strumentali e strutturali affinché si possa dare un servizio dignitoso a questo territorio…».

«Quando diversi Sindaci manifestano per far valere i diritti dei propri cittadini – ha detto il Sindaco di Piglio Mario Felli – è lì che si raggiungono dei risultati. Non possiamo parlare nel 2021 di Sanità che “latita”. Ol nostro è un territorio che è stato martoriato dal punto di vista dell’inquinamento della Valle del Sacco, la chiusura dell’Ospedale di Anagni, e adesso tocca a Colleferro che viene svuotato progressivamente sia ad arrivare al collasso. Noi Sindaci dobbiamo avere gli strumenti per poter garantire quanto affermato dai nostri padri costituenti, Non possiamo e non dobbiamo assolutamente indietreggiare nei confronti di chi non rispetta la salute dei cittadini. Questo è il diritto da tutelare e questo faremo tutti insieme altrimenti sarebbe il fallimento dei Sindaci e del territorio…».

«Non ho esitato un attimo ad aderire a questa manifestazione – ha esordito il Sindaco di Guidonia Montecelio Michel Barbet Presidente della Conferenza dei Sindaci della Asl Roma 5 – perché non è da oggi che i Sindaci sono costretti a scendere in strada per rivendicare il diritto dei loro cittadini ad avere un ospedale funzionante. La Asl Roma 5 territorialmente comprende 70 Comuni ma credo che il problema della Sanità non riguarda solo la nostra Asl, ma sia un problema che riguarda l’intera Regione. C’è stato un abbandono totale sul settore della Sanità. E così abbiamo gli operatori sanitari che sono allo stremo, anche a causa della pandemia. Sono loro che suppliscono dove è mancata la politica. Oggi qui ci sono i Sindaci. Non c’è la politica. Non credo che siamo tutti dello stesso partito… Oggi siamo qui a rappresentare un problema di primaria importanza che riguarda anche tutta la Asl Roma 5. Sono disponibile a continuare da chiedere di essere ascoltati, anche in Regione se necessario. Dobbiamo essere uniti. Abbiamo dimostrato di essere forti solo quando siamo uniti».

«Gavignano è presente – ha assicurato il Sindaco Ivan Ferrari -. Oggi è importante per noi essere qui. Non conta l’appartenenza politica. La salute è più importante. Abbiamo vissuto un periodo molto complesso e non siamo disposti a continuare a farci prendere in giro. A volte bisogna alzare la voce, scendere in piazza, essere uniti perché siamo una grande comunità e tutti abbiamo bisogno di questo ospedale. È fondamentale per tutti noi cittadini. Dobbiamo continuare a farci sentire. Lo dobbiamo fare per chi lavora dentro l’ospedale e per tutti i cittadini…».

«Se siamo qui è perché la situazione è particolarmente delicata – ha esordito il Sindaco di Colleferro Pierluigi Sanna – altrimenti il nostro dialogo sarebbe continuato.
Se arriviamo allo scontro, se arriviamo alla piazza, è perché ad un certo punto siamo arrivati a ritenere che non sia più possibile il dialogo con la Direzione generale dell’Asl Roma 5, con il Dg Giorgio G. Santonocito.
La manifestazione si fa qui, davanti al Pronto Soccorso e non in piazza perché questo è un luogo simbolo. Vogliamo rimarcare che il problema dell’ospedale parte da qui.
Ci chiediamo innanzitutto dove sono i fondi che il vecchio Dg Quintavalle aveva stanziato prima di andare via per l’ammodernamento del Pronto Soccorso. Sono svaniti da un anno. Nessuno sa più dove siano stati accantonati.
Perché a Dicembre il primario di questo Pronto Soccorso, vincitore di concorso, il dr. Paolo Daniele, si è dimesso? Se n’è andato dicendo che non riusciva più a garantire una normale attività lavorativa del Pronto Soccorso.
Un primario di ruolo che si dimette e nessuno che da dicembre ad oggi decida di bandire un concorso per una guida autorevole del Pronto Soccorso.
Il dr. Santonocito lo ha bandito ieri, dopo che noi Sindaci abbiamo annunciato che saremmo scesi in piazza. Dopo otto mesi, davanti i Sindaci che annunciano la piazza, viene pubblicato il bando…
E la Medicina d’urgenza, annunciata come la panacea di tutti i mali, insieme all’Osservazione breve ed al Pronto soccorso, quali benefici ha portato?
È servita solo per diluire ulteriormente il personale…
Le soluzioni proposte da noi Sindaci non andavano bene, sono arrivate quelle del Direttore generale, ma che frutti hanno dato?
Doveva esserci una stanza. L’ufficio del Dg all’Ospedale di Colleferro dal quale avrebbe vigilato sull’andamento dell’ospedale. Quella stanza è chiusa. Lo è tutti i giorni. Come sono chiuse purtroppo tante stanze di questo ospedale che appartiene alle comunità. Questo ospedale prima che della Asl è delle comunità che l’hanno costruito mattone su mattone e che lo hanno sempre difeso. Non appartiene ad un’azienda, appartiene ad un territorio.
Quando viene detto a noi Sindaci, sotto banco, che dobbiamo stare calmi, non si ricorda che la prima autorità sanitaria in un Comune è proprio il Sindaco.
Il nostro è probabilmente l’ospedale più bello, più organizzato e più funzionale di tutta la Asl.
Il tema vero è che manca la “truppa”, manca chi deve essere messo in condizione di lavorare serenamente all’interno dell’ospedale.
Manca il personale, e solo il personale.

Se scendiamo in piazza – lo sappia la Regione Lazio – è perché il dialogo con il Direttore generale è impossibile.
La carenza d’organico non la scopriamo oggi. È materia antica. L’abbiamo scritto, più di una volta. L’ultima l’11 Giugno, con una lettera avente ad oggetto “Richiesta integrazione personale medico infermieristico Pronto Soccorso dell’Ospedale di Colleferro”. Ma avevamo già scritto in precedenza, ad ottobre del 2020. Non abbiamo mai ricevuto risposta.
Dall’ultima lettera (a lato – click per ingrandire) è scaturito il “commissariamento”. Anche perché dopo sono usciti gli articoli dei giornali e la lettera dell’11 Giugno è stata inviata per conoscenza anche alla Regione Lazio…
Dopo gli articoli pubblicati dalla stampa (citando, tra l’altro gli articoli da noi pubblicati – ndr), al posto di Santonocito io avrei scelto di dimettermi.
Siamo finiti nuovamente sui giornali, come se questo territorio non ne avesse avuto abbastanza…
È stato necessario finire sui giornali affinché qualcuno a Tivoli prendesse una qualche decisione per intervenire sull’ospedale di Colleferro…
Per un anno abbiamo chiesto dati relativi agli accessi all’ospedale. Appena uscito l’articolo che annunciava la manifestazione, è arrivata la lettera dalla Direzione generale. Ci aspettavamo di leggere che sarebbero arrivati altri medici, infermieri, oss, i soldi di Quintavalle… invece ci viene data la notizia che siamo “commissariati”…
Evidentemente non siamo in grado di gestire la situazione e quindi si procede con un commissariamento “de facto”.
Non c’è scritto “commissariamento” ma vengono due medici di Palestrina (guarda caso) per fare un “audit” sull’andamento dell’Ospedale di Colleferro.
Poi – diceva qualcuno – che a pensar male magari si fa peccato ma spesso ci si indovina.
Un mese fa, dopo il pensionamento della direzione infermieristica di Colleferro, questa viene commissariata direttamente da Tivoli e adesso da Palestrina viene commissariata la parte medica…
Prima o poi commissarieranno anche gli uscieri e le guardie giurate… Perché evidentemente a Colleferro, il secondo ospedale della Asl non è in grad di gestire il tutto con le risorse interne. Noi ringraziamo il personale dell’ospedale di Colleferro, ma secondo la Direzione generale evidentemente il personale non è all’altezza, se è necessario che per capire cosa succede è necessario che vengano da fuori…
Si tratta di una forza di occupazione straniera, come i tedeschi nel ’42…
Chi viene da fuori con l’intento di “cannibalizzare” l’Ospedale di Colleferro sarà trattato da me come una forza di occupazione».

Il Sindaco Sanna entra poi nel merito (l’intervento è completo in video).

 

«L’audit – ha proseguito Sanna – per prima cosa afferma che il numero degli accessi è diminuito. 21700 nel 2019 e 16800 nel 2020. Oltre la pandemia, qualcuno dovrebbe capire che “probabilmente” è scaduta la fiducia in questo ospedale e gli utenti decidono di farsi curare altrove.
È fazioso esordire affermando la diminuzione del numero di accessi, se poi l’Ospedale di Colleferro è il secondo dell’intera Asl (dopo Tivoli) per numero di accessi…
Il tempo medio di attesa per gli interventi in Pronto soccorso è di 7h 35’. Tra i dati si rileva che nell’anno 2020 365 pazienti hanno atteso tra le 12 e le 24 ore per il ricovero; 265 pazienti hanno atteso tra le 24 e le 36 ore; 723 pazienti hanno atteso oltre le 36 ore per quasi 48! Quest’ultimo dato è mediamente 7 volte quello registrato negli altri ospedali della Asl.
Molto alto poi il numero di chi non risponde ha chiamata, cioè chi aspetta, aspetta e poi se ne va…».

Il resto dell’intervento non lascia scampo ad un Direttore generale che si ostina a mal governare. Si va dai radiologi assunti, ma allocati a Tivoli. Alla Radiologia di Colleferro in perenne attesa del servizio h24. Alla “particolarmente alta” affluenza concentrata tra le ore 8 e le ore 12 del mattino. All’Ambulatorio pediatrico aperto solo al mattino in ospedale ma per accedervi bisogna fare la ricetta al Cup di Via degli Esplosivi. Alla perenne assenza di anestesisti: ne hanno nominato uno per Colleferro, ma ancora non arriva. Per mancanza di anestesisti il reparto di oculistica costringe i propri pazienti ad operarsi di cataratta ad umano di distanza tra un occhio e l’altro… Alla nuova Tac inaugurata in tutti gli altri ospedali ma che a Colleferro ancora non arriva….

«Ma come si fa a dialogare con la Direzione generale, ma come si fa a costruire un rapporto leale tra istituzioni pubbliche se l’interlocutore è questo?
Il nostro è un grido molto carico di amarezza – ha concluso il Sindaco di Colleferro – ma è l’unica cosa che possiamo fare.
Siamo stati i locomotori di una grande battaglia ambientale che nella Valle del Sacco ha ribaltato il tavolo. Se serve che facciamo perla Sanità la stessa battaglia decennale che abbiamo fatto sulla discarica e sugli inceneritori, tutti ai nostri posti ci troverete!!!
Pensavamo che a Roma e soprattutto a Tivoli avessero capito di che pasta siamo fatti, ma dal momento che non lo hanno capito, oggi inizia una lunga marcia fatta di piazza, fatta di proteste che si sostituiscono ad un dialogo che a noi sembrava la cosa migliore, la cosa più intelligente, ma che evidentemente è impossibile!»

 

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