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Civitavecchia. Calci e pugni alla compagna incinta che finisce in ospedale e che dopo due anni si decide a denunciarlo

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Violenza sulle donne

CIVITAVECCHIA (RM) – Per quasi due anni ha sopportato le violenze gratuite del suo convivente, fino a quando una segnalazione giunta al Commissariato di Polizia di Civitavecchia, non ha allertato gli agenti. Dopo i primi riscontri, i poliziotti, sono intervenuti in aiuto della vittima, raccolto prove sufficienti per incastrare l’uomo e richiesto, ottenendolo, un mandato di carcerazione per P.C., 50enne di Civitavecchia.

La vittima – una donna di 45 anni madre di tre figli in tenera età, due dei quali avuti da un precedente matrimonio – anche dopo l’intervento degli investigatori che l’ hanno ascoltata durante la fase preliminare delle indagini, ha tentato di scagionare il suo compagno, minimizzando sugli episodi accaduti e riferendo che si era trattato solo di litigi verbali.
Ma gli agenti, intuendo che la donna stava proteggendo l’uomo per paura di ulteriori ritorsioni, vessazioni e percosse, hanno deciso di approfondire l’accertamento. Da un controllo effettuato presso le strutture ospedaliere della zona infatti, hanno scoperto che dal 2012 ad oggi, la donna era stata soccorsa per ben 4 volte presso il pronto soccorso di Tarquinia a seguito delle percosse ricevute.

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Proprio mentre gli agenti erano in procinto di comunicare alla donna quanto avevano scoperto, questa è tornata in Commissariato, spontaneamente, decisa a sporgere una regolare querela nei confronti del suo compagno, specificando, nel contempo, che i suoi figli di 8 e 10, avuti da un precedente matrimonio, erano spesso oggetto di umiliazioni verbali e che questo accadeva specialmente quando il compagno rientrava ubriaco.

La donna ha riferito inoltre di un episodio di quando era ancora incinta e che le aveva fatto temere per la salute della vita che aveva in grembo. Episodio che la costrinse a recarsi in ospedale con alcune costole fratturate e il volto tumefatto. Anche in quella occasione, però, non ebbe il coraggio di denunciare la verità ai sanitari in quanto le visite, effettuate sotto la supervisione del convivente che per timore che la donna potesse parlare era sempre presente, non le consentì tale gesto.

Dopo la denuncia della donna e a fronte di tutte le testimonianze raccolte, gli investigatori agli ordini del dr. Giovanni Lucchesi, hanno chiesto e ottenuto dall’Autorità Giudiziaria, un ordinanza di custodia cautelare in carcere per il 50enne di Civitavecchia, eseguita nella giornata di sabato scorso quando l’uomo è stato prelevato dalla sua abitazione e condotto in carcere.

 

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