Asl Frosinone. Forte emicrania? Pellegrinaggio sanitario: un medico di base, tre ospedali e sei giorni per essere visitati da uno specialista

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FROSINONE – Ci giunge ancora una segnalazione di malfunzionamento della Sanità, questa volta dalla Provincia di Frosinone.
Una signora per “venire a capo” del suo… mal di testa, dopo essersi rivolta al proprio medico di base, ha dovuto girare tre ospedali prima di essere visitata da uno specialista…

Ecco il suo racconto.

«Soffro di mal di testa da tempo e tale patologia è stata riconosciuta dai medici che mi hanno visitato e vado avanti con medicinali da utilizzare all’occorrenza.
L’altro giorno, Mercoledì 28 Luglio, mi sveglio con un dolore alla testa molto più forte del solito; sento dolore a tutta la parte destra del volto, ad iniziare dall’occhio, la mandibola, l’orecchio, anche con difficoltà a masticare.
Chiamo il medico di base che mi invita di andare al Pronto Soccorso.
Chiedo a mio cugino di accompagnarmi in auto. Partiamo da Arnara, dove vivo e giungo al Pronto Soccorso dell’Ospedale di Alatri.
Sono le ore 18,05.
Nel triage ad accogliermi c’è un operatore sanitario (medico o infermiere? – non ha nessun cartellino…). Inizio a raccontare i sintomi. Lui mi interrompe e non mi mi fa più parlare. Con tono scocciato – e trattandomi come una deficiente – mi dice che non era lì che dovevo andare, ma al Pronto Soccorso di Sora, dove sono specializzati per questo tipo di patologia.

Mi vengono spontanee alcune domande.

Ma se la mia situazione era grave al punto che il medico di base mi ha intimato di andare in Pronto Soccorso, avrei fatto meglio a chiamare il 118?
Magari quelli dell’ambulanza, considerata la patologia, mi avrebbero condotto direttamente al Pronto Soccorso di Sora.

Oppure avrei potuto chiedere al “gentilissimo” interlocutore del triage di chiamare lui un’ambulanza per farmi condurre al Pronto Soccorso di Sora?

Mi sono fatta riaccompagnare a casa, dove mi sono sdraiata sul letto e, dopo essermi imbottita di quei medicinali che uso normalmente per il mal di testa, mi sono addormentata.
Al risveglio la situazione era leggermente migliorata, fino a tornare “come prima” nei successivi quattro giorni.

Pur trattandosi di tre diverse “branche” del medesimo Servizio Sanitario Regionale, i medici di base, gli operatori sanitari degli ospedali, e quelli del 118, si “parlano” tra di loro?
Voglio dire: è normale che il medico di base mandi un suo paziente, che lamenta una specifica patologia, al Pronto Soccorso “sbagliato”?
Ed ancora, è normale che il Pronto Soccorso “sbagliato” tratti in questo modo un utente che evidentemente sta male e che in teoria poteva essersi presentato lì, anche spontaneamente, senza l’intimazione del medico di base?
Dov’è finita la sensibilità e l’umanità che dovrebbero caratterizzare gli operatori sanitari a contatto con gente che sta male?

O forse è meglio che, alle prime avvisaglie di malessere, si chiami il 118 per anticiparsi nell’individuazione della patologia e quindi del relativo Pronto Soccorso competente?.

La domenica successiva, 1 Agosto, di nuovo in preda a dolori lancinanti alla testa, mi reco al Pronto Soccorso dell’Ospedale di Sora.
Qui si respira tutta un’altra aria. Anche qui la carenza di personale appare subito evidente. C’è un solo dottore e pochi infermieri…
In ogni caso, dopo un lungo tempo di attesa, la dott.ssa Raffaella Prandi – che voglio qui ringraziare pubblicamente – mi accoglie con una gentilezza ed una disponibilità già di per sé incoraggianti e sufficienti per tranquillizzarsi.
La dottoressa mi spiega che non è vero che in questo ospedale esiste un reparto specializzato per la patologia, ciononostante affronta la questione ed effettua su di me tutte le indagini necessarie per potermi poi recare presso l’apposito ambulatorio dell’Ospedale di Frosinone.

Vado a Frosinone il giorno successivo dove, finalmente, nell’ambulatorio neurologico, vengo visitata da una cortese professionista.

Per avere di fronte una professionalità in grado di affrontare il mio problema è stato necessario fare il giro di un medico di base e ben tre ospedali impiegando 6 giorni!
Questa è una Sanità che funziona?».

Lettera Firmata

 

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