Valmontone. Mostra “Microcosmo. Visioni contemporanee di paesaggio dal mondo”: incontro con gli artisti e “finissage” dedicato ai bambini

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VALMONTONE (Eledina Lorenzon) – La Stanza dell’Aria è stata sede del secondo Artists Talk in programma – nell’ambito della Mostra “Microcosmo. Visioni contemporanee di paesaggio dal mondo”, inaugurata il 16 Febbraio nelle prestigiose sale di Palazzo Doria Pamphili a Valmontone [qui l’articolo •>] – che si è svolto Venerdì 29 Marzo alla presenza e di un folto pubblico.

Ad introdurre e presentare gli artisti ospiti, sono stati il curatore della Mostra Antonio Trimani e Monica di Gregorio i quali hanno evidenziato come la mostra abbia ricevuto un’accoglienza quanto mai favorevole sia dal punto di vista della critica che per la presenza di visitatori, un risultato non scontato per una mostra d’arte contemporanea.
I protagonisti dell’incontro erano Massimo Scaringella, Mat Toan, Mimmo Rubino e Francesco Bancheri che hanno dato vita ad un’interessante presentazione delle loro opere, soffermandosi sui meccanismi che le generano e come questa mostra, pur costituita da personalità diverse, sia riuscita a suggerire un’idea esaustiva dell’arte del nostro tempo, che non rinuncia però ad un dialogo con il passato.

Massimo Scaringella, curatore indipendente di arte contemporanea, riconosciuto per il suo intenso interscambio con paesi extraeuropei, ed organizzatore di eventi culturali, sarà infatti curatore del padiglione della Costa d’Avorio dal titolo The Open Shadows of  Memory alla 58^ Edizione della Biennale d’arte 2019 di Venezia che aprirà i battenti il prossimo mese di Maggio, ha illustrato le molteplici lingue della contemporaneità creativa di un paese che da sempre è tra gli artefici della cultura del Continente africano. Gli artisti presenti alla mostra Ananis Léki Dago, Ernest Dükü, Mohamed Keita, Joachim K. Silué e Quattara Watts, pur operando al di fuori del loro paese d’origine e quindi assorbendo le culture dei Paesi che li hanno accolti, restano fortemente ancorati alla memoria del loro passato e alle suggestioni tipiche della loro terra.

Mimmo Rubino, artista eclettico, passa facilmente dalla fotografia alla street art e video-installazione, ama fortemente gli spazi pubblici che diventano luogo di ispirazione. Molte delle sue opere sono infatti concentrate su ambienti periferici o abbandonati che per l’artista hanno un fascino ipnotico e dove ritiene che maggiormente l’opera d’arte divenga protagonista assoluta. La sua arte non ignora la realtà e le sue opere diventano, molto spesso, specchio di un disagio sociale portando l’osservatore alla riflessione. I suoi messaggi non sono mai negativi, ma opportunità per trasferire oggetti e luoghi sulla tela. Bellissima la sua foto di una roulotte di un campo rom dipinta, in tre diversi momenti, in rosso, bianco e verde per ribadire il loro essere italiani.

Francesco Bancheri si è presentato con una carrellata di sue opere dipinte, come ha affermato, con la carta: manifesti, giornali, riviste, vengono ridotti in frammenti, diventano messaggi per testimoniare ciò che l’artista detesta e contesta perché capaci di condizionare, sedurre, ingannare e trasformarci in gregge. Nel suo prato verde, esposto in mostra, sono immerse le ossa bianche a ricordarci la bellezza e l’energia dell’animale!

Mat Toan ha alle spalle una formazione di carattere tecnico-scientifica, specializzato in Arti Multimediali e tecnologiche di Belle Arti di Roma.
Le sue opere sono un mix di arte e tecnologia. Le sue opere riscuotono sempre grande successo, nel 2017 è finalista al Combat Prize e finalista, con l’opera Non ti scordar di me realizzata assieme all’artista Pamela Pintus, al premio Cramum. Si tratta di una scatola floroimprimente dove l’osservatore inserisce il suo viso all’interno e fissando un fiore premerà un pulsante che azionerà un flash, che imprime per alcuni minuti l’immagine del fiore nella sua memoria visiva. L’opera ha quale intento quello di farci riflettere su quanto cose apparentemente innocue e insignificanti, come un piccolissimo fiore di campo, possano fissarsi nella nostra memoria anche contro la nostra volontà.

La mostra, che ha chiuso i battenti Domenica 31 Marzo, ha voluto dedicare il suo penultimo giorno di apertura ai bambini con una visita curata dall’Associazione Cornelia ed un intenso laboratorio, adatto a tutte le età, che ha portato alla realizzazione di un grande ed unico paesaggio creato con diversi materiali, dai colori di ogni genere a materiali di scarto, stoffe, ecc. e non c’era davvero modo migliore per un “finissage” di una mostra che resterà nella mente e nel cuore di quanti hanno avuto il piacere di visitarla e ci auguriamo possa essere riproposta, come annunciato dal curatore Antonio Trimani, anche fuori dai confini nazionali.

 

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