Termovalorizzatori. Ugi: «Non siamo Sacrificabili, potenzieremo la lotta. La soluzione? La chiusura degli impianti di Colleferro»

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Veduta aerea dei termovalorizzatori di Colleferro

Veduta aerea dei termovalorizzatori di Colleferro

COLLEFERRO (RM) – Dopo le ipotesi sull’ormai famigerato “Piano Civita” che l’assessore regionale all’Ambiente starebbe mettendo a punto e che prevederebbero la vendita ad Ama dei due termovalorizzatori di Colleferro si “scatenano” le associazioni ambientaliste.

Qui di seguito il comunicato dell’Unione Giovani Indipendenti

«Non siamo Sacrificabili, potenzieremo la lotta perché l’unica soluzione è la chiusura degli impianti”
Apprendiamo dalla stampa di questi giorni che è stata trovata la soluzione all’emergenza rifiuti romana: gli inceneritori di Colleferro.
L’articolo di Repubblica a firma di Giovanni Vitale del 15 luglio parla chiaro e fa ben capire cosa hanno in mente i vertici capitolini e regionali:
La Regione è pronta ad offrire alla società Ama gli inceneritori gestiti da Lazio Ambiente S.P.A (società regionale) e stando a quanto riportato da Repubblica, gli impianti saranno dati successivamente in gestione alla nuova società che nascerebbe dall’intesa fra Ama e Acea.
“Pronti a potenziare gli impianti”, questa è la soluzione per il problema dei rifiuti proposta da Regione Lazio e Comune di Roma.
“Questa non è la soluzione al problema dei rifiuti ma è semplicemente la condanna di un intero territorio” Dichiara Alessandro Coltrè, Presidente dell’Unione Giovani Indipendenti- “E’ intollerabile pensare di voler ristrutturare le due linee di incenerimento e decidere inoltre di bruciare l’immondizia della capitale, per tanto ci opporremo con tutte le nostre forze”.
“Ci domandiamo se alla Pisana e in Campidoglio sia arrivato il Rapporto epidemiologico E.R.A.S.
Hanno mai letto le preoccupanti conclusioni del rapporto su Colleferro?-Continua il segretario dell’UGI, Anastasia Centonfati.
“Invece di dismettere gli impianti si ipotizza una loro ristrutturazione? Questo è intollerabile!
Regione Lazio e Comune di Roma considerano quindi cittadini di serie B gli abitanti di Colleferro e della Valle del Sacco?” Si sbagliano noi non siamo sacrificabili!
Le condizioni di salute respiratoria della popolazione si sono ulteriormente aggravate in seguito all’attivazione dei termovalorizzatori. E quindi opportuna una sorveglianza epidemiologica della popolazione residente in una delle aree a più elevata criticità ambientale del Lazio (Rapporto Eras p.139 Volume 3, www.eraslazio.it).
L’unica cosa che è da potenziare è il coinvolgimento cittadino sulle tematiche ambientali, il resto lo fermeremo perché questa volta non passerà neanche un camion».

F.to Unione Giovani Indipendenti

 

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