Roma. Ponte di Nona. Pusher morto in ospedale dopo essere stato pestato dalla sua organizzazione di spaccio. 14 persone arrestate dai Carabinieri e 16 indagati

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ROMA – Nella mattinata di oggi, 10 Marzo, a Roma, in località Ponte di Nona, i Carabinieri della Compagnia di Tivoli, supportati nella fase esecutiva da quelli del Gruppo di Frascati, dal Nucleo Carabinieri Cinofili di “Santa Maria di Galeria” e da personale dell’8° Reggimento Carabinieri “Lazio”, hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare – emessa dal Gip presso il Tribunale di Roma, su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia, che dispone l’arresto di 14 persone (13 in carcere e 1 agli arresti domiciliari), oltre all’esecuzione di ulteriori 16 decreti di perquisizione a carico di altrettanti indagati, tutti, a vario titolo, ritenuti responsabili di “associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, sequestro di persona, lesioni personali gravi e maltrattamenti”.

Il provvedimento trae origine da un’indagine condotta, da ottobre 2019 al gennaio 2020, dai Carabinieri della Sezione Operativa della Compagnia di Tivoli, mediante attività tecniche e dinamiche, che ha consentito di:

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  • individuare l’esistenza di un sodalizio criminale organizzato in maniera verticistica operante nella “piazza di spaccio” di Via don Primo Mazzolari n. 300 di Roma (loc. Ponte di Nona);
  • documentare oltre 200 episodi giornalieri di spaccio di stupefacente, in particolare cocaina, crack, marijuana ed hashish, per un volume di affari dell’organizzazione di circa 300.000,00 euro mensili;
  • arrestare in flagranza di reato 14 persone e denunciarne 5, resisi responsabili della violazione della legge sugli stupefacenti e sulle armi;
  • rinvenire e sequestrare circa 3 kg di cocaina e crack, 58 kg di hashish, 1,2 kg. di marijuana;
  • individuare i responsabili di pestaggi e sequestri di persona in danno di pusher e vedette, costretti per violazione delle disposizioni dei capi, ovvero per ripagare presunti debiti di droga a spacciare per l’organizzazione, rinchiusi all’interno di sottoscala la cui apertura era possibile solo dall’esterno con pochissima acqua e cibo, per molti giorni e fino al presunto soddisfacimento della mancanza.

 


Tra i pusher dell’organizzazione oggetto di aggressione anche Luigi Moriconi classe 1968, che si era appropriato, senza autorizzazione, di stupefacente e aveva abbandonato il suo turno di vedetta. Per tali ragioni veniva percosso sino a essere ridotto in fin di vita.
Lo stesso, dopo un periodo di ricovero, a causa delle gravi lesioni subite decedeva il 2 Marzo 2020 presso il Policlinino di Tor Vergata.

 

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