Roma. Pietralata. Nascondeva la droga da spacciare in casa dello zio inconsapevole. La Squadra Mobile arresta un italiano di 28 anni e sequestra 6,5 Kg. di hashish

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ROMA – Nel corso di mirati servizi predisposti per la prevenzione ed il contrasto dei reati in genere, personale dei “Falchi” della Sesta Sezione “Contrasto al Crimine diffuso” della Squadra Mobile della Questura di Roma ha tratto in arresto un 28enne cittadino italiano, sorpreso a detenere 6.5 Kg. di hashish e 720 euro presumibilmente provento dell’attività illecita.

Nell’occasione i poliziotti della Squadra Mobile hanno attuato uno specifico servizio antidroga nel quartiere “Pietralata”.

Dopo diversi appostamenti alcuni operatori sono riusciti a verificare uno strano via vai da parte di un soggetto che, dalla propria abitazione, raggiungeva un edificio vicino per fuoriuscirne poco tempo dopo munito di uno zainetto.

Dopo aver accertato che tale condotta si è protraeva per diversi giorni gli operatori hanno deciso di fermare l’uomo e sottoporlo a controllo.

Lo stesso, da subito, ha mostrato un forte stato di agitazione ed ansia che ha indotto i poliziotti a ritenere valida la propria ipotesi: infatti indosso al soggetto è stata rinvenuta una modica quantità di stupefacente del tipo hashish e la somma di denaro pari a 700 euro.

Il 28enne, sollecitato a rispondere sul motivo per il quale raggiungesse con una certa frequenza la palazzina limitrofa alla propria abitazione e, forse consapevole che di lì a poco vi sarebbe stata una perquisizione domiciliare, ha deciso di collaborare ammettendo di occultare altro stupefacente presso l’abitazione di un proprio zio, a sua insaputa.

Di fatti, in una stanza ad uso esclusivo del ragazzo, nascosti all’interno di un borsone, vi erano 64 panetti di hashish per un peso complessivo di circa 6.5 Kg che sarebbero stati immessi sul mercato illecito nei giorni successivi.

Per quanto emerso ed accertato, visto il peso lordo complessivo dello stupefacente rinvenuto, del tutto incompatibile con un uso di tipo personale e, pertanto certamente destinato alla cessione a terzi, il soggetto è stato dichiarato in stato di arresto per rispondere dell’ipotesi di reato previsto dal Testo Unico Stupefacenti e messo a disposizione dell’Autorità Giudiziaria per il giudizio direttissimo.

 

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