Roma. Nuovamente arrestata la stalker 30enne che fece sfigurare con l’acido l’ex fidanzato

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La stalker Simona Cristiano
La stalker Simona Cristiano

ROMA – Gli agenti della Squadra Mobile della Questura di Roma hanno eseguito questa mattina un’ordinanza di custodia cautelare in carcere richiesta dalla Procura di Roma nei confronti di Simona Cristiano, la 30enne mandante del gravissimo episodio avvenuto nel mese di aprile dell’anno scorso all’interno della metropolitana quando un ragazzo era stato gravemente sfigurato al volto con dell’acido.

L’episodio – balzato agli onori delle cronache – avvenne nell’aprile del 2013; il 1 giugno la donna era stata individuata e arrestata dagli investigatori, quando, al termine di una lunga indagine, era stato emesso nei suoi confronti un altro ordine di cattura.
Nel successivo mese di agosto la donna aveva visto aprirsi le porte del carcere, con il divieto però di dimora nella Capitale.

L’incessante ed attento lavoro degli investigatori – coordinati dal dr. Renato Cortese – aveva però permesso di dimostrare come la stessa , ossessionata dalla vecchia relazione oramai finita, non aveva assolutamente cambiato la sua “strategia” persecutoria nei confronti del suo ex compagno.
Le azioni erano sempre le stesse: appostamenti sotto casa dell’uomo, telefonate a qualsiasi ora della notte, incontri solo apparentemente casuali per rimarcare la sua presenza ed il possesso nei suoi confronti, sino ad arrivare ad incendiare la sua autovettura.
L’indagine condotta all’epoca, aveva permesso di identificare la donna e raccogliere elementi di prova circa la sua colpevolezza; in particolare, era stato accertato che la Cristiano da anni perseguitava il suo ex fidanzato non accettando la fine della loro relazione sentimentale.
In una escalation di violenza, dopo aver cercato di minare la sua serenità andando a intaccare la sua sfera sociale e relazionale, è arrivata al punto di volerlo punire, commissionando la sua vendetta ad un altro uomo.

I due ex-fidanzati si erano conosciuti sul posto di lavoro in quanto entrambi svolgono la professione di infermiere presso un ospedale di Roma; dal momento della fine della loro relazione, la donna ha maturato l’insano proposito di rivincita nei confronti del ragazzo quasi a non voler permettere ad altra donna di poterlo avere.
Avendo addirittura deciso di sfigurarlo, aveva “affidato” il compito ad un suo conoscente; l’uomo – Lo Piccolo Salvatore, avvezzo alla commissione di reati di sangue, avendo in passato, come in un gioco di inversione dei ruoli, ucciso la moglie con la quale non voleva più avere una relazione, era stato individuato ed arrestato dalla Squadra Mobile pochi giorni dopo.