Roma. Jago incanta Piazza del Popolo. Nella Basilica di Santa Maria in Montesanto, svelata l’ultima opera del poliedrico scultore dal titolo “Pietà”

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ROMA – Lo scorso Venerdì 1 Ottobre, nella splendida e suggestiva cornice della Basilica di Santa Maria in Montesanto a Roma, famosa per essere chiamata la “Chiesa degli Artisti” in Piazza de Popolo si è tenuta l’inaugurazione dell’ultima opera contemporanea dello scultore Jago dal titolo “Pietà”.

Jago, classe ’87, è un’artista indipendente e poliedrico che è riuscito a coniugare il talento artistico e le doti comunicative, guadagnandosi ben presto l’appellativo di “social artist”.
La sua ricerca artistica affonda le radici nelle tecniche ereditate dai maestri del Rinascimento: Jago infatti utilizza un materiale della tradizione, il marmo, per raccontare le storie della nostra contemporaneità.
A muoverlo è la volontà di innovare, prendendo esempio proprio dalle lezioni del passato.

Così, nasce anche “Pietà”.
Un’opera imponente, in ricercato e prestigioso marmo di Carrara che ha preso vita e corpo da un lungo e attento lavoro durato ben sedici mesi.
Un lavoro faticoso che ha impegnato l’artista e scultore Jacopo Cardillo in questo viaggio verso la realizzazione e la plasmazione di un’altra opera dalle molteplici e significative forme.

La straordinaria opera “Pietà” è nata a Napoli, città che da qualche tempo ha accolto Jago, più precisamente ha iniziato a materializzarsi nello studio di Sant’Aspreno ai Crociferi nel quartiere Sanità.
Sedici lunghi mesi che lo stesso artista ha voluto imprigionare in alcuni scatti e originali video postati sul suo seguitissimo profilo Instagram e che hanno indubbiamente catturato da subito, l’interesse e la curiosità di piccoli e grandi estimatori, collezionisti, critici e ammiratori di tutto il mondo.

L’installazione, che resterà esposta nella Chiesa degli Artisti fino al prossimo 28 Febbraio 2022, è stata curata nei minimi dettagli dallo storico d’arte e project manager Tommaso Zijno e organizzata assieme ad alcuni importanti partner come Studio Arte 15, Fercam Fine Art e P.L. Ferrari, e rientra nel progetto “Una porta verso l’infinito”, l’uomo e l’Assoluto nell’arte, all’interno del ciclo Arte e Liturgia, promosso dal Rettore Monsignor Walter Insero, il quale ha affermato di vedere proprio nella Chiesa degli Artisti uno spazio di dialogo fra l’arte contemporanea e la spiritualità.

Questa splendida opera in marmo, svelata nei giorni scorsi nella Capitale, non è assolutamente la riproposizione del celebre e conosciuto episodio biblico, ma è una vera e propria originale e accurata rielaborazione, in chiave moderna, di un momento di raccoglimento e di profondo dolore in cui l’umanità si è riconosciuta e identificata per secoli.
La sofferenza, il peso del dolore, i corpi che si fondono, un uomo stravolto dal dolore che sorregge un corpo esanime, un uomo somigliante forse a Jago, una figura maschile immersa nella sua più profonda drammaticità che a tratti potrebbe essere propria dell’artista, ma al contempo essere propria dell’intera umanità.

La gravità dei particolari è raccontata attraverso il nobile marmo, questo e non solo è la contemporaneità dell’opera di Jago “Pietà” che sarà visibile al pubblico, nella Basilica di Santa Maria in Montesanto a Piazza del Popolo tutti i giorni fino a fine Febbraio, dalle ore 13 alle 19 con ingresso gratuito.

 

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