Roma. I cittadini del Lazio valuteranno il grado di umanizzazione degli ospedali

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ROMA – Si è svolta ieri a Roma la giornata di formazione delle equipe miste di tecnici-cittadini chiamati a valutare il grado di umanizzazione delle strutture sanitarie del Lazio.

L’iniziativa guidata dal Direttore Generale della Asl Roma E, Angelo Tanese, quale referente regionale del progetto, è stata presentata ieri insieme al Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, al Consigliere Regionale Teresa Petrangolini, e al Direttore della Direzione Regionale Salute e Integrazione Socio Sanitaria, Flori Degrassi.

«E’ importante dare piena consapevolezza e valorizzare questa iniziativa – ha detto Zingaretti – perché non solo ha un valore di merito ma si inserisce anche in un ambizioso processo di grande innovazione del sistema sanitario regionale che abbiamo voluto avviare negli ultimi mesi. E’ bene che tutti abbiano consapevolezza per guardare con serenità al futuro di una situazione che oggi è drammatica ma da cui si può uscire. Vogliamo lasciare alle spalle la fase della destrutturazione e ci sono le condizioni per creare un nuovo modello di difesa del diritto alla salute. Non vogliamo piu’ contemplare stato delle cose ma vogliamo accettare la scommessa di dimostrare che si possono tenere i conti in equilibrio senza tagli lineari. In questo ambito il criterio di valutazione dell’umanizzazione delle cure va incontro i diritti delle persone e dei malati aiutando a migliorare l’efficienza e la qualità».

Il progetto di Agenas, finanziato dal Ministero della Salute, a cui ha aderito la Regione Lazio, utilizza una metodologia partecipata per la rilevazione dei dati, elaborata con l’Agenzia di Valutazione Civica di Cittadinanzattiva Onlus e già stata sperimentata con successo nel 2012 in 54 ospedali di 16 Regioni.

I dati raccolti in ciascun ospedale saranno pubblicate sul sito di Agenas nei primi mesi del 2014

Le equipe di valutazione utilizzeranno di una Checklist con 144 indicatori, raggruppati in 4 macro aree, riguardanti il rispetto della persona, l’accessibilità fisica e il comfort dei luoghi di cura, la semplificazione e la relazione instaurata con il paziente, ad ogni indicatore verrà attribuito un punteggio compreso tra 0 e 10. 

L’obiettivo dei direttori generali sarà quello di elaborare dei piani di miglioramento sulle aree a maggiore criticità.