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Priverno. Chiude la Sapa di Fossanova. 136 lavoratori in odore di licenziamento. Ma il sindaco non ci sta…

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Lo stabilimento Sapa Fossanova

Lo stabilimento Sapa Fossanova

PRIVERNO | FOSSANOVA (LT) – E’ di ieri l’annuncio che lo stabilimento della Sapa Spa, che ha sede in via Marittima al Km. 5,600 nella frazione di Fossanova, chiuderà i battenti.
Sapa Spa è leader mondiale della produzione di estrusi in alluminio ed è presente in Italia con diversi stabilimenti a Feltre (Bl), Ornago (Mb), Atessa (Ch), Bolzano e Fossanova.

Qui sono impiegati 136 operai la cui sorte occupazionale sembra ormai segnata.

Ma il Sindaco di Priverno non sembra volersi arrendere…

«La decisione del gruppo Sapa di chiudere il sito di Fossanova non solo è prematura, frutto di un ragionamento troppo semplicistico e sbrigativo, ma è anche sbagliata e pericolosa, perché apre una ferita insanabile su un territorio come il nostro, già gravemente colpito dalla crisi. Pertanto, esprimo la mia più ferma e decisa contrarietà alla decisione dell’azienda: prima di adottare misure così drastiche potevano e dovevano essere intraprese altre strade, che avrebbero permesso di scongiurare la chiusura e il licenziamento dei dipendenti.
Ora si apre la fase di trattativa sindacale e istituzionale e ci sono 75 giorni per scongiurare il pericolo e trovare una soluzione alla crisi», ha affermato il sindaco Angelo Delogu.
«Lo stabilimento di Fossanova – ha sostenuto il primo cittadino – rappresenta uno degli ultimi baluardi industriali del comprensorio e, con gli altri Sindaci interessati, vogliamo adottare tutte le azioni possibili per far tornare immediatamente l’azienda sui suoi passi».

Anejo - Agostino BalziAnejo - Agostino Balzi

«Siamo già in contatto con i nostri rappresentati in Parlamento – ha aggiunto Delogu – per fare in modo che richiedano, anche attraverso delle interrogazioni urgenti, un intervento diretto del Governo. I posti di lavoro in ballo non sono solo 136: considerando anche l’indotto la cifra si avvicina pericolosamente a 200 unità lavorative ed è chiaro che la decisione del gruppo Sapa apre un dramma occupazionale che si va ad aggiungere alla già insostenibile situazione di crisi economica del nostro territorio. Per questo chiederemo che venga aperto urgentemente un tavolo di crisi governativo, dove istituzioni, azienda, associazioni datoriali e sindacati possano in breve tempo trovare strade alternative alla chiusura, compresa eventualmente la vendita o la riconversione dello stabilimento».

Nei prossimi giorni si svolgerà il primo incontro nella sede di Unindustria Latina riguardo la procedura di mobilità nel quale anche le organizzazioni sindacali chiederanno l’attivazione di un tavolo ministeriale.

 

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