Piglio. Rapina in casa un mese fa. I Carabinieri individuano i colpevoli. Sono tre albanesi già in carcere

Nola FerramentaNola Ferramenta

PIGLIONel pomeriggio di ieri, 16 Dicembre, i militari della Stazione Carabinieri di Piglio hanno tratto in arresto per “rapina impropria e ricettazione in concorso” Ermal Gjeta, 29enne (già censito per furto e rapina in abitazione, possesso ingiustificato di chiavi e grimaldelli, ricettazione, lesioni, sequestro di persona a scopo di rapina, oltraggio e resistenza a P.U.),Nikoll Tirja, 26enne (già censito per furto in abitazione e ricettazione) e Armand Gjoka, 28enne.

Tutti di origine albanese e provenienti dalla periferia di Roma, i tre sono stati oggetto dell’esecuzione di una specifica ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Frosinone, che accoglieva integralmente le risultanze investigative prodotte a seguito di serrate indagini espletate dal Comando Stazione di Piglio, in collaborazione con il Nucleo Operativo Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Anagni.

L’attività investigativa scaturiva a seguito di una rapina in abitazione, verificatasi a Piglio il 7 Novembre 2019 in danno di un cittadino del luogo, il quale rincasando sorprendeva tre giovani a volto scoperto e con inflessione est-europea intenti a consumare un furto in casa sua.

Pubblicità su Cronachecittadine.itPubblicità su Cronachecittadine.it

I malviventi, che avevano già forzato la cassaforte, allo scopo di assicurarsi la refurtiva e l’impunità ingaggiavano una breve colluttazione con la vittima, riuscendo così a dileguarsi.

Gli operanti raccoglievano univoci e concordanti elementi di colpevolezza nei confronti dei suddetti, i quali con identico modus operandi avevano consumato altri reati nelle province di Ravenna, Perugia, Bologna, Modena e Reggio Emilia e per i quali erano stati tratti in arresto in data 08.11.2019 dal Commissariato di Roma Aurelia per associazione per delinquere finalizzata alla commissione di furti e rapine in villa.

Per tali reati, i tre si trovavano già in carcere, in particolare G.E. presso la casa circondariale di Terni, T.N. presso la casa circondariale di Perugia e G.A. presso quella di Roma Regina Coeli, dove il provvedimento restrittivo veniva loro notificato.

 

Potrebbero interessarti anche...

Top