Roma Ostia. “Operazione Azzorre 2011”, sequestrati 22kg di coca pura ed emessi 22 ordini di custodia cautelare (VIDEO)

Nola FerramentaNola Ferramenta
Il Maggiore Dino Incarbone ed il Capitano Antonio Di Florio
Il Maggiore Dino Incarbone ed il Capitano Antonio Di Florio

 

ROMA – E’ stata chiamata “Operazione Azzorre 2011”, l’indagine che ha consentito alla Direzione Distrettuale Antimafia (DDA) della Procura della Repubblica di Roma, di emettere 22 ordini di custodia cautelare e di giungere al sequestro di altrettanti chilogrammi di cocaina che, se immessa sul mercato avrebbe fruttato intorno ai 2mln di euro.

Ad illustrarlo alla stampa, stamane presso il Comando Provinciale dei Carabinieri di Roma, sono stati il Cap. Antonio Di Florio ed il maggiore Dino Incarbone del Nucleo Investigativo del Gruppo dei Carabinieri Roma – Ostia.

L’indagine, avviata nel 2011 e coordinata dalla DDA della Procura della Repubblica di Roma, ha consentito di far luce su due organizzazioni, entrambe operanti sul litorale lidense.

Il primo gruppo era costituito da sette persone, quattro stranieri e tre italiani, che si occupavano direttamente sia dell’import della cocaina da Cile e Perù, sia della distribuzione all’ingrosso sul mercato locale. Tra gli arrestati di questo primo gruppo, avevano ruoli di vertice il 46enne G.S. ed il 45enne E.F.B.G..
Questo gruppo importava la coca con voli in partenza dal Venezuela – essendo particolarmente serrati i controlli in Cile e Perù – e giungeva in Italia non direttamente via aereo a Fiumicino, ma via terra attraverso l’Olanda e la Spagna. La droga in partenza veniva inserita in pacchi di caffè e in mezzo alle maglie dei tessuti contenuti nelle valigie, sulla droga in arrivo veniva applicato il procedimento inverso al fine di recuperare la polvere bianca che risultava essere purissima.

Il secondo gruppo criminale, ben più numeroso e di età media intorno ai 30 anni, oltreché dello spaccio al dettaglio si occupava anche di furti, rapine, traffico di armi e ricettazione, prevalentemente lungo il litorale romano e nella zona Eur della Capitale.
Membri di questo secondo gruppo hanno partecipato: al tentativo di furto in un’armeria di Palestrina (RM); alla rapina in Via Torrino a Roma, che fruttò 130mila euro in valore equivalente (una parte fu successivamente recuperata); ad una rapina presso la Cassa di Risparmio di Pomezia (bottino 3mila 500 euro); ad una serie di furti di automobili…
Singolare ed originale il sistema adottato in questo ultimo caso: entravano nei ristoranti, portavano via le chiavi dalle tasche o dalle borse dei clienti e li aspettavano nel parcheggio al fine di individuare le automobili delle persone che tornavano nel locale alla ricerca delle chiavi… a quel punto non restava che salire a bordo, mettere in moto e scappare via…
Per lo spaccio, gli appartenenti a questo gruppo, avevano suddiviso il territorio in aree di competenza (la pineta di Ostia, Ostia nuova, piazzale Gasparri, via Vasco de Gama,…) entrando talvolta in “conflitto”, senza conseguenze rilevanti, con i “distributori” locali.
Anche qui singolare ed originale il sistema adottato: l’avventore chiamava lo spacciatore e pronunciava il nome di una persona con una determinata iniziale che individuava il numero delle dosi richieste (es. Alberta, la lettera A corrisponde ad una dose, la B a due, la C a tre, e così via…)
A dirigere questo secondo gruppo era il 33enne S.Z.

Tra i colpi messi a segno dai criminali, anche con la disponibilità di armi da fuoco, si è registrata una rapina in banca a Pomezia, un’altra in una gioielleria di Roma, un tentato furto in un’armeria di Palestrina, dove solo la resistenza della vetrina blindata che conservava numerose pistole e un “kalashnikov” e l’attivazione dell’allarme collegato con la caserma dei Carabinieri ha fatto desistere i criminali (vedi il video qui sotto •>).

 

Il G.I.P. del Tribunale di Roma, concordando con le risultanze emerse dalle indagini del Nucleo Investigativo Carabinieri di Ostia, ha emesso 22 ordinanze di custodia cautelare, per reati di “associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti, nonché per furto aggravato, rapina in concorso, ricettazione e detenzione illegale di armi”.

Gli arrestati, a conclusione delle operazioni di rito, sono stati tradotti presso il carcere di Roma “Regina Coeli e Rebibbia”, a disposizione dell’Autorità giudiziaria.