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Ancora Mafia ad Ostia. 9 arresti e 26 perquisizioni per stabilimenti balneari appaltati con tangenti

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OSTIA (RM) – In un’operazione coordinata dalla locale Direzione Distrettuale Antimafia e condotta dalla Squadra Mobile della Polizia di Stato, dal Gruppo di Ostia dell’Arma dei Carabinieri e dal Comando generale della Guardia Costiera, sono finiti in manette 9 persone ritenute responsabili, a vario titolo, di abuso d’ufficio, turbata libertà degli incanti, falsità ideologica, concussione e corruzione, con l’aggravante del metodo mafioso, oltre a tutta una serie di reati finanziari.

Su disposizione della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma sono finiti in carcere l’ex direttore dell’ufficio tecnico e dell’unità operativa Ambiente dell’ex Municipio XIII (dal 2011 ad aprile del 2013), Aldo Papalini di 66 anni, il capo dell’omonimo clan Armando Spada di 47 anni e l’ex luogotenente della Capitaneria di Porto, Cosimo Appeso di 49. Le rimanenti sei persone, tutti imprenditori di aziende esecutrici di lavori pubblici, sono state ristrette agli arresti domiciliari. Si tratta della moglie di Appeso, Matilde Magni di 56 anni, del 30enne Damiano Falcioni, di Angelo Salzano di 53 anni, dell’81enne Antonio Amore, di Giovanni Recchia di 49 anni e di Ferdinando Colloca di 48.

Oltre alle ordinanze di custodia cautelare, il dispositivo prevedeva anche 26 perquisizioni domiciliari che sono state effettuate a Fiumicino, Civitavecchia e Gaeta.

Secondo quanto ricostruito dal Procuratore aggiunto Michele Prestipino e dal Sostituto Mario Palazzi, e condiviso dal Gip Alessandra Boffi, al centro della vicenda ci sarebbe l’affidamento di uno stabilimento balneare molto noto a Ostia, l’Orsa Maggiore, che per molto tempo è stato del Cral delle Poste, ente al quale fu improvvisamente revocata la gestione nel 2012. La successiva gara d’appalto per l’assegnazione dello stabilimento se l’aggiudicò una società chiamata Bluedream Srl, appositamente costituita pochi giorni prima, con il beneplacito di Aldo Papalini, al fine di favorire gli introiti del «Clan Spada, federato ai Fasciani, ed egemone nel territorio di Ostia».
La società aveva nominalmente sede a Latina, e dal suo conto uscivano tangenti di importo variabile tra 40 e 60mila euro che finivano nelle tasche di Papalini.

L’intera operazione ha rappresentato un ulteriore colpo all’articolato sistema corruttivo che, attraverso l’azione di funzionari pubblici, la forza intimidatrice di esponenti della criminalità di Ostia e l’interesse di imprenditori del posto, mirava a pilotare appalti relativi alla gestione di servizi di pubblico interesse, quali le concessioni demaniali degli stabilimenti balneari in quel tratto di litorale romano.

Non sarà un caso se mentre era in corso l’operazione, proprio stamattina, 4 Novembre, prendeva il via a Fiumicino il primo corso di formazione per la prevenzione della corruzione, organizzato dall’Amministrazione comunale per i dirigenti ed i dipendenti del Comune di Fiumicino…

 

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