Il consigliere comunale di Ferentino con delega ai servizi cimiteriali si serve del braccio della camorra per incassare una tangente da 300mila euro da un imprenditore di Tivoli. 5 arresti dei Carabinieri

Nola Estate 2019Nola Estate 2019

 

FERENTINO | TIVOLI I Carabinieri della Compagnia di Tivoli dalle prime ore del mattino hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Gip del Tribunale di Roma su richiesta della locale Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di cinque soggetti, resisi responsabili, a vario titolo, di estorsione, aggravata dal metodo mafioso, ai danni di un giovane imprenditore di Tivoli.

L’attività investigativa condotta dai militari permetteva tra l’altro di acclarare l’esistenza di un clan camorristico operativo nel Lazio orientato alla penetrazione nel tessuto economico delle pubbliche amministrazioni.
L’indagine dei Carabinieri, infatti, ha fatto emergere come l’occhio del clan si fosse focalizzato su un imprenditore tiburtino, che si era aggiudicato un appalto di circa 6 milioni di euro utile alla costruzione ed alla gestione di loculi presso il cimitero del Comune di Ferentino e per il quale un pubblico amministratore locale pretendeva dall’imprenditore una ingente somma di denaro.

Volantino Marmorato Expert Colleferro – Un regalo a tutto volume - 11-24 Luglio 2019

Subito dopo l’aggiudicazione del “project financing”
arriva la richiesta della tangente…

La ditta, infatti, con sede a Tivoli, presentava nell’anno 2013 un “project financing” e si aggiudicava l’appalto nel febbraio 2018. Immediatamente dopo la firma del contratto, il consigliere comunale di maggioranza con delega ai servizi cimiteriali, reclamava dal co-titolare della ditta, a titolo di tangente, la somma di 300mila euro, pari al 5% dell’importo totale dei lavori stimati.
Richiesta alla quale l’imprenditore non soggiaceva nonostante le insistenze del consigliere comunale che ricorreva, a questo punto, ad esponenti della Camorra per costringerlo a pagare, grazie alla forza di intimidazione del clan.

Non è un caso che il consigliere comunale, infatti, si è avvalso sia di un suo congiunto, commerciante della Capitale, sia di un gruppo di soggetti, uno in particolare interfaccia di un clan camorristico di Napoli centro che sottoponevano l’imprenditore tiburtino a reiterate richieste estorsive, anche mediante l’uso di armi e perfino a mezzo di veri e propri raid nella sede dell’azienda.
L’amministratore del Comune di Ferentino, inoltre, così come riporta il giudice per le indagini preliminari nel provvedimento restrittivo «è il vero artefice ed ideatore della condotta estorsiva, sebbene incensurato, il suo ruolo appare fondamentale: grazie a lui l’organizzazione camorristica fagocita un’impresa sana e la asserve ai suoi desiderata; il suo inserimento oramai pluriennale all’interno dell’amministrazione di Ferentino ne garantisce il concreto ed attuale pericolo di reiterazione di condotte anche per reati di pubblica amministrazione».

Ben presto, con la camorra, gli iniziali 300mila euro
lievitano fino all’esorbitante cira di un milione…

La somma pretesa dal clan era inizialmente di trecentomila euro che però lievitava fino all’esorbitante cifra di un milione di euro quale “sanzione” per i supposti “ritardi” nei pagamenti dell’imprenditore, dal quale, in aggiunta, veniva addirittura “preteso” l’esborso del 10% del fatturato per i futuri lavori della sua ditta in cambio della “protezione” del “clan”, le cui mire inoltre, unitamente a quelle dell’infedele amministratore pubblico, si indirizzavano anche sul costruendo stadio di Ferentino lì dove gli interessi in gioco ed i guadagni rappresentavano una vera e propria manna per le illegittime bramosie di guadagno del clan, tant’è che il giudice scrive: “ il concreto riferimento al cosiddetta stadio dava la cifra degli interessi in gioco e della volontà dell’amministratore di trarre un profitto personale anche dalla realizzazione di quell’opera con il concorso degli stessi co-indagati”.

L’imprenditore di Tivoli prima paga
poi si decide a denunciare gli estorsori

La vittima, a questo punto, schiacciata delle pretese e terrorizzata per la sua incolumità fisica e per quella dei suoi familiari, si vedeva dapprima costretto a versare al sodalizio una prima somma di denaro pari a 44mila euro che ovviamente non placava l’“ingordigia” del sodalizio e, successivamente, poiché oggetto di uno stillicidio di incessanti minacce e violente pretese di denaro, si convinceva a denunciare la sua grave situazione di soggezione ai soggetti contigui al clan postisi addirittura al servizio del colletto bianco per il “recupero” dei supposti ed illegittimi crediti.

Ed è proprio a partire dalla denuncia che trae origine la complessa ed articolata attività d’indagine, condotta anche a mezzo di attività tecniche, servizi di osservazione e pedinamenti, dai Carabinieri della Compagnia di Tivoli sotto l’egida della Procura della Repubblica di Roma – Direzione Distrettuale Antimafia, che permetteva di acquisire gravi e inequivocabili indizi di reato a carico degli odierni indagati tutti arrestati e tradotti presso il carcere di Regina Coeli di Roma.

 

L’Amministrazione Comunale di Ferentino
prende le distanze dall’accaduto…

«Con riferimento a quanto avvenuto nella mattinata o dierna e a quanto riportato nelle testate giornalistiche online e sui social, l’Amministrazione Comunale di Ferentino intende precisare che i fatti contestati riguardano comportamenti e azioni svoltisi al di fuori dell’Ente.

Al momento, infatti, non è stato evidenziato alcun elemento, comportamento o atteggiamento che possano ricondurre ad attività illecite all’interno della compagine amministrativa comunale.

Precisa, infine, che gli eventi e i fatti ad essi connessi contestati dagli organi giudiziari, allo stato non riguardano in alcun modo i procedimenti amministrativi posti in essere dal Comune di Ferentino al fine di affidare l’appalto in project financing dell’ampliamento del locale Cimitero Comunale il cui iter andrà regolarmente avanti.

L’Amministrazione comunale pur esprimendo il proprio sconcerto per quanto accaduto, nel contempo prende le distanze da accostamenti e illazioni paventate dalla stampa circa i collegamenti dichiarati, per i quali si riserva, tra l’altro, di ricorrere nelle sedi opportune a tutela della propria immagine e della correttezza dell’operato dell’Ente».

 

Potrebbero interessarti anche...

Top