I Sindaci di Colleferro, Genazzano, Carpineto, Gorga, Gavignano, Segni, San Vito Romano e Labico: «Su Lazio Ambiente c’è chi parla e chi risolve problemi…»

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QUALCHE Sindaco sembra riuscire a capire che magari è il caso di fare comunicati stampa, piuttosto che dire la propria sul profilo facebook.
Sulla questione sollevata dai delegati sindacali di Lazio Ambiente Cgil, Cisl, Uil, Ugl e Fiadel •> e non solo, rispondono i Sindaci (alcuni dei quali in foto in occasione della manifestazione dell’8 Luglio) di Colleferro, Genazzano, Carpineto, Gorga, Gavignano, Segni, San Vito Romano e Labico.

Di seguito il loro comunicato.

«Ancora una volta la difesa di Lazio Ambiente, società pubblica, passa per i Sindaci del territorio. Ancora una volta ci si trova di fronte a problemi causati da un modo insolito di gestire una società pubblica. Ancora una volta il mancato pagamento di fornitori e lavoratori ha scatenato disagi per i cittadini. Ancora una volta occorre esprimere solidarietà ai lavoratori.

I fatti di questi giorni rappresentano la situazione di criticità che vive Lazio Ambiente tenuta ormai in piedi solo ed esclusivamente dallo sforzo dei sindaci di Colleferro, Genazzano, Carpineto, Gorga, Gavignano, Segni, San Vito Romano e Labico che stanno facendo pagamenti alla società ben oltre i flussi di cassa che da sempre sono stati garantiti alla società. I nostri comuni una volta incassata la Tari la usano non appena disponibile nelle casse comunali per pagare il gestore e tante volte hanno anticipato anche senza incassare.

Come se non bastasse, alcuni politici locali (fautori storici della nascita dell’ennesima società portata allo sfascio ma che all’epoca gridavano ai quattro venti di aver salvato i posti di lavoro) ed alcuni rappresentanti sindacali di Lazio Ambiente, hanno il coraggio di mettere tutti i comuni sullo stesso piano. Chi oggi afferma che i Comuni sono morosi e fa di tutta l’erba un fascio non ha la benché minima idea di come funziona la riscossione di un tributo ed il successivo pagamento dei fornitori. Sembra che queste dinamiche siano sconosciute ad ex-amministratori che hanno lasciato debiti con Lazio Ambiente milionari e ad alcuni rappresentanti sindacali che operano nel settore. Ci sembra doveroso precisare che nel nuovo consorzio, che stiamo costruendo per non lasciare a spasso i lavoratori e non mettere i servizi in mano ai privati, la riscossione della tari la farà direttamente il consorzio così finirà anche questa tarantella.

Come sempre c’è chi parla e chi risolve i problemi e grazie all’intervento dei sindaci il problema dei mezzi di questi giorni si è risolto. Se così non fosse siamo pronti ad intervenire con i poteri di emergenza in modo da evitare ogni ulteriore disagio alle nostre città ed ai cittadini che pagano la Tari.

I Comuni firmatari di questo comunicato sono quelli che, oltre a pagare, stanno coraggiosamente lavorando per la costituzione di un nuovo Consorzio, nell’interesse del territorio e della salvaguardia di centinaia di posti di lavoro, che solo così potrà avvenire visto il futuro prossimo di Lazio Ambiente. Per questo ci appare ancora più incomprensibile l’atteggiamento di un sindacato che, invece di essere alleato dei nostri comuni in questa sfida, sembra non voler comprendere quella che è la reale situazione della Società e del destino dei suoi lavoratori.

In tutto questo frangente si è palesata la grande difficoltà nel gestire la società da parte del gruppo dirigente. Un gruppo dirigente inadeguato, lo stesso dai tempi di gaia a parte rarissime eccezioni. Un gruppo dirigente che per la seconda volta porta la società al collasso quasi perseverando diabolicamente. Un gruppo dirigente che anche nella recente fis ha dimostrato la sua parzialità ed il suo rifiuto del principio di eguaglianza tra i lavoratori. Un gruppo dirigente che ci domandiamo se prenda ancora regolarmente il suo stipendio da capogiro mentre le maestranze sono poste in fis. Una società del genere non può essere lasciata senza un direttore generale all’altezza in mano a chi l’ha gestita in questa maniera fino a questo momento. Nel nuovo gestore sarà ancora più marcata la discontinuità col passato.
Di certo questa esperienza ha delineato bene la strada che dovrà seguire il costituendo nuovo gestore il quale dovrà essere immune dagli errori del passato, dalle cui responsabilità amministrative non possono certo tirarsi fuori amministratori di un tempo e alcune rappresentanze sindacali che hanno preferito le scorciatoie anche a discapito dell’ambiente. Parli chi ha l’autorevolezza per farlo.

F.to I Sindaci di Colleferro, Genazzano, Carpineto, Gorga, Gavignano, Segni, San Vito Romano e Labico

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