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Gavignano. Presentato il libro di Chiara Ingrao dal titolo “Habiba la Magica”, una bambina afro-italiana che vive a Torpignattara [Foto]

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GAVIGNANO (RM) – È stato presentato presso l’ex Falegnameria Cipriani a Gavignano, il bel libro di Chiara Ingrao dal titolo “Habiba la Magica” edito da Coccolebooks, 2014.

L’incontro è stato organizzato dall’Associazione Culturale Gruppo Logos in collaborazione con il Comitato del Rione Jo’ Campo, relatrice dell’evento la d. ssa Loretta Pistilli. Tanto il pubblico presente, tra cui il Sindaco Emiliano Datti, in questo inusuale spazio di 200 mq, raro esempio di archeologia industriale, frutto di una attenta ristrutturazione curata dallo “Studio Nunnari”, arricchito dalla presenza dei vecchi strumenti e macchinari da lavoro, ripuliti e lasciati nelle loro postazioni originarie.

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Chiara Ingrao, impegnata, fin dai tempi del movimento studentesco del ’68, ha sempre fatto politica: è stata femminista, sindacalista e parlamentare. Scrittrice e pacifista, attualmente è impegnata a tempo pieno come scrittrice e animatrice culturale, svolgendo attività nelle scuole; attualmente è impegnata a tempo pieno come scrittrice e animatrice culturale e lavorando intensamente nelle scuole a contatto con le “ giovani generazioni”. Il suo libro è una fiaba per ragazzi che possono crescere senza rinunciare alla fantasia ed un invito agli adulti a riflettere sull’integrazione.

Habiba la Magica è la storia di una bambina afro-italiana che esplora il mondo e le sue verità nascoste, lontane e vicine. Vive a Torpignattara, quartiere di periferia di Roma, in un condominio popolato da altri immigrati, e sogna di andare a vedere la mitica squadra della Roma allo stadio.

La favola è narrata attraverso lo sguardo incantato e a tratti triste di una bambina che aspetta il ritorno di suo padre, scomparso negli abissi del mediterraneo durante la traversata verso l’Italia. Habiba vive con la mamma un po’ distratta e una zia parrucchiera che le fa le treccine, e cerca di tenerla legata alle sue origini africane. Una scopetta magica, dono di una “gattara”, le regalerà le ali della fantasia e senza accorgersene si ritroverà a sorvolare i tetti di Roma, a liberare dalle catene l’angelo di Castel S. Angelo, a volare con il celebre Pasquino fin su la statua dell’imperatore Marco Aurelio e a cenare con i gatti di Largo Torre Argentina.

La Ingrao attraverso il personaggio della piccola Habiba introduce a contenuti importanti quali possono essere le sue paure, il suo doversi sentire legata per sangue ad una cultura che per nascita ormai non le appartiene più, ma soprattutto ci invita a riflettere sulla diversità che non dobbiamo temere, ma interagire con essa affinché diventi ricchezza. Non possiamo negare ad un bambino nato in Italia, ma di origine extracomunitarie, che parla italiano, che studia e che gioca come i suoi compagni, la cittadinanza italiana.

Grazie all’attenta ed attiva partecipazione del folto pubblico, sono state poste delle domande che hanno reso molto interessante e vivace il dibattito che è seguito alla presentazione.

Eledina Lorenzon

 

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