Gavignano. Inaugurato il Museo della Civiltà Contadina. Rimarrà aperto tutti i weekend fino al 30 Gennaio

GAVIGNANO (Eledina Lorenzon) – È stato inaugurato, Domenica 9 Dicembre, nel grazioso paese di Gavignano – che nell’anno 1161 diede i natali a Lotario dei Conti di Segni, eletto Sommo Pontefice con il nome di Innocenzo III – il Museo della Civiltà Contadina, dopo tre anni di inattività a causa dei lavori che hanno interessato il Palazzo Baronale.

Il Museo, che  nasce dall’eredità di un precedente allestimento, è ora ubicato nei locali a lato del Palazzo stesso, con una sua entrata indipendente. 
A tagliare il nastro il Sindaco Emanuele Datti, il Presidente della Pro loco Paola Proietti, la Vice Presidente Emanuela Gagliarducci  e Cristina Avenali – Resp. “Ufficio di Scopo per i Piccoli Comuni e Contratti di Fiume”. 

Un momento di grande soddisfazione ed emozione che ha coronato il lavoro infaticabile dei volontari della Pro Loco e dei cittadini, presenti numerosi alla manifestazione,  che hanno fortemente creduto in questo progetto, donando tutti gli oggetti esposti.
Gli strumenti e gli attrezzi, ma anche suppellettili e capi di corredo, che restaurati e catalogati testimoniano la vita che si svolgeva nel paese, talvolta in condizioni economiche ed ambientali assai difficili.

Paola Proietti nel suo breve ed emozionante intervento ha ripercorso il  grande impegno  ed aiuto dato anche dall’Amministrazione Comunale affinché il Museo potesse tornare a vivere ed essere linfa vitale all’istituzione culturale. Ha poi evidenziato come il Museo abbia soprattutto valenza didattica e laboratoriale con iniziative  che saranno appositamente studiate per rendere disponibile ai docenti e agli studenti delle scuole di diverso ordine e grado, un’offerta culturale che vada incontro alle loro esigenze formative.

Il Sindaco Emanuele Datti ha ringraziato la Pro Loco per la passione e l’entusiasmo posto in atto nella realizzazione del Museo e la straordinaria importanza che questo riveste  per  l’intero paese, un giacimento culturale per trasmettere, soprattutto ai giovani, i valori fondanti dell’identità  della comunità. Ha poi ringraziato la Ditta esecutrice dei lavori per il pregevole lavoro svolto nel restauro dei locali.

Cristina Avenali, in rappresentanza della Regione Lazio, ha sottolineato come sia fondamentale per la Regione il rilancio dei piccoli comuni e sicuramente l’apertura di questo piccolo, ma interessante museo può essere volano di rilancio ed attrattiva turistica per il paese.

Il Museo è  strutturato in diverse sezioni: il tempo dell’uomo scandito dalle stagioni e dal calendario agricolo, la pastorizia che si sviluppa  accanto alla naturale vocazione agricola del paese ben documentato attraverso i tanti attrezzi esposti e che aiutano il visitatore a comprendere le antiche tecniche e mestieri, riscoprendo in tal modo un’epoca altrimenti perduta per sempre. Fantastica la ricostruzione dell’abitazione con il focolare domestico, gli strumenti della panificazione e del desinare, la camera da letto degli sposi con il corredo di biancheria lavorata a mano, riposto in madie di legno.
Non mancano gli strumenti musicali e memorie di bande e bandisti , nonché di momenti felici della comunità fissate dalle immagini.
Una nuova sezione accoglie materiale di tipografia donato dalla Suore Pie Operaie che per molti anni svolsero a Gavignano opera di assistenza  a favore delle giovani insegnando loro l’arte della stampa.

Visitare il Museo è un tuffo nel passato, un cammino sulle orme della vita dei contadini, riscoprendo  usi e costumi di un tempo passato,  ma non troppo e ad attendere i più piccoli c’è nonna Pina, la mascotte del Museo che li accompagnerà in un viaggio nel tempo, ricco di storia e di tradizioni tutte da scoprire.

Il Museo sarà aperto fino al 30 Gennaio, tutti i fine settimana con orari 10-12 e 14-17, quindi non resta che programmare una visita che sarà anche l’occasione di scoprire o riscoprire il fascino  del  borgo di Gavignano, scelto, già in epoca romana,  come luogo di villeggiatura.

 

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