Frosinone. Sparatoria tra albanesi in Via Aldo Moro. La ricostruzione dei fatti. Ucciso Kasen Kasmi di 27 anni. Arrestato dalla Squadra Mobile Mikea Zaka di 23

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FROSINONE – Grazie alle videocamere di sorveglianza interne al locale ed a quelle esterne del Comune di Frosinone, gli investigatori della Squadra Mobile della Questura di Frosinone sono riusciti in poche ore ad individuare il responsabile della sparatoria che si è verificata in Via Aldo Moro nel tardo pomeriggio di ieri, 9 Marzo.

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Le immagini registrate hanno consentito agli inquirenti di ricostruire quanto accaduto e di riconoscere in Mikea Zaka, albanese 23enne che abita al «Casermone», il killer che ha sparato ed ucciso il connazionale Kasen Kasmi di 27 anni.

Il Zaka si è presentato in Questura di sua iniziativa, poco dopo le 23, accompagnato dall’avvocato Marco Maietta, dopo che la Polizia lo aveva cercato a casa senza trovarlo.

Interrogato in Questura l’albanese avrebbe ammesso le proprie responsabilità affermando di aver fatto fuoco per difendersi dopo essere stato aggredito.
Ora è in stato di arresto con l’accusa di omicidio di Kasen Kasmi e di tentato omicidio degli altri tre albanesi rimasti feriti.

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I fatti
Secondo quanto reso noto finora, poco dopo le 19 di ieri alcuni albanesi, tra i quali Mikea Zaka, sedevano ad un tavolo nella veranda dello Shake Bar quando – con una Lancia Ypsilon bianca – giungevano sul posto quattro connazionali che scendevano dall’auto – parcheggiata in maniera approssimativa e lasciata col motore acceso – e si avvicinanavano minacciosi al tavolo.
I quattro sono due coppie di fratelli tra i quali Kasen.
Dopo un primo contatto fisico l’alterco ben presto degenerava: il Zaka estraeva una pistola calibro 22 ed esplodeva sei colpi con cadenza studiata.
Uno di questi colpiva al collo Kasen che si accasciava al suolo per spirare pochi minuti dopo.
Le altre pallottole ferivano gli altri tre.

Tra il fuggi fuggi generale qualcuno allertava le Forze dell’Ordine. C’erano quattro persone ferite a terra. Sul posto intervenivano gli uomini della Squadra Mobile, i Carabinieri e la Polizia Locale.
Il 118 inviava quattro ambulanze ed un’automedica.
I sanitari tentavano invano di rianimare il ferito più grave, era Kasen Kasmi. Gli altri tre venivano trasportati in ospedale in codice rosso.

L’area a ridosso del “dehors” dello Shake veniva transennata. Intervenivano gli uomini della Scientifica. Gli investigatori della Squadra Mobile provvedevano ad individuare le videocamere di sorveglianza ed a prelevarne i video.
Ben presto veniva individuato l’autore degli spari, era il 23enne Mikea Zaka. Lo cercavano al «Casermone» ma non c’era.

Più tardi, intorno alle 23, Zaka si recava autonomamente in Questura, accompagnato dal proprio avvocato.
Durante l’interrogatorio confessava di aver sparato facendo riferimento a vecchie ruggini riguardo ad una ragazza contesa…
Intorno alle 3 veniva trasferito in carcere.

La versione del movente sentimentale non convince gli inquirenti che sembrano aver indirizzato le indagini piuttosto nell’ambito della spartizione delle piazze di spaccio e di quelle della prostituzione.

Nella mattinata di oggi si è riunito il Comitato per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, convocato dal Prefetto di Frosinone, Ernesto Liguori, che ha esaminato quanto accaduto ieri sera.
Il Procuratore della Repubblica di Frosinone Antonio Guerriero, subito dopo il Comitato, ha voluto «tranquillizzare la città di Frosinone: l’assassino è stato preso. Le indagini non sono affatto concluse ma sono soltanto all’inizio per ricostruire cosa ci sia dietro a questo gravissimo fatto di sangue che ha coinvolto due gruppi criminali…».
Sulla stessa “linea” le dichiarazioni del Prefetto Ernesto Liguori: «Non siamo di fronte ad un’emergenza criminale, ma attueremo una energica azione di contrasto».
Il Sindaco Riccardo Mastrangeli ha voluto evidenziare «la tempestività d’intervento delle forze dell’ordine e l’efficacia della rete di videosorveglianza attiva sul territorio comunale».