Frosinone | Sora. Associazione a delinquere, falso, truffa, riciclaggio. 9 persone arrestate (2 in carcere e 7 ai domiciliari), un immobile ed oltre 10mln di euro sequestrati. Coinvolti la Bpf, imprenditori e notai…
FROSINONE | SORA – All’alba di ieri, 6 Febbraio, agenti della Squadra Mobile della Polizia di Stato e militari del Nucleo di polizia economico finanziaria della Gdf di Frosinone hanno eseguito 11 misure cautelari ai danni di altrettante persone per numerosi reati tra i quali associazione a delinquere, falso, truffa, riciclaggio e autoriciclaggio.
Delle 11 persone coinvolte, 2 sono finite in carcere, 7 sono agli arresti domiciliari e 2 sono stati sottoposti all’interdizione dall’esercizio della professione e dall’esercizio di imprese ed uffici.
Nel corso dell’operazione – alla quale hanno preso parte 163 uomini delle Forze dell’Ordine con 63 mezzi – sono stati anche sequestrati più di 10 milioni di euro ed un immobile.
Il blitz è scattato all’alba contemporaneamente a Frosinone ed a Sora con l’esecuzione delle misure cautelari e le perquisizioni indicate nell’ordinanza emessa dal Già del Tribunale di Frosinone Ida Logoluso su richiesta del Pm Adolfo Coletta.
LA PARTENZA DELL’INDAGINE
L’indagine è partita nel 2019 quando – nel corso di un’operazione antidroga condotta dalla Squadra Mobile di Frosinone, allora diretta da Flavio Genovesi – un imprenditore ciociaro, in una intercettazione telefonica disposta perché coinvolto in traffico di stupefacenti, faceva riferimento ad un suo amico che «faceva soldi operando nel settore delle aste giudiziarie e godendo della piena fiducia e dell’appoggio del direttore generale della Banca Popolare del Frusinate».
A quel punto è nata una nuova inchiesta in collaborazione con il Nucleo di polizia economico finanziaria che ha permesso di scoprire come sul territorio del frusinate operassero tre diverse associazioni per delinquere collegate tra di loro, ognuna specializzata in un ramo: quello delle truffe per il superbonus, quello delle aste giudiziarie, quello del riciclaggio e dell’autoriciclaggio.
Le loro azioni criminali sarebbero state agevolate dalla collaborazione di due notai, del direttore generale e di funzionari del corporate banking della Banca Popolare del Frusinate.
L’ORDINANZA
Secondo le accuse contenute nell’ordinanza di applicazione delle misure cautelari, gli arrestati «si associavano fra di loro per commettere un numero indeterminato di delitti contro il patrimonio, contro il corretto esercizio del credito e delle attività di intermediazione finanziaria».
Lo scopo era quello di favorire «l’illecito profitto» degli indagati e delle società di capitali «fittiziamente intestate a terzi, ma, di fatto, riconducibili alla piena e libera disponibilità dei principali indagati», due imprenditori ed il Direttore generale della banca.
Uno dei due imprenditori dedito tra l’altro alle aste giudiziarie immobiliari «promuoveva ed organizzava l’associazione col principale apporto costitutivo ed organizzativo del direttore generale della banca» e di un notaio.
All’associazione a delinquere «partecipavano e fornivano apporto operativo, dando consapevole attuazione alle direttive dei tre organizzatori» società fittizie – intestate a parenti – delle quali sarebbero «soci occulti» il direttore generale della Bpf, il notaio coinvolto ed un altro imprenditore titolare di una società messa a disposizione per intestare i beni acquisiti nelle aste giudiziarie.
I funzionari della Bpf coinvolti nell’indagine, secondo l’accusa, avevano il compito di fornire supporto tecnico e materiale a quelle iniziative illecite agevolando «pratiche di finanziamento viziate da irregolarità».
LA NOTA DELLA BANCA
Dopo il terremoto che ha sconvolto l’immaginario collettivo dell’intera Ciociaria, nel pomeriggio di ieri il Consiglio di Amministrazione della Banca Popolare del Frusinate ha diffuso una nota che pubblichiamo di seguito.

«In data odierna su disposizione della Procura della Repubblica di Frosinone, nella persona del Dott. Adolfo Coletta, è stata eseguita una “richiesta di consegna ordine di esibizione” di documentazione afferente l’organizzazione della Banca, la sua attività di gestione e in particolare documenti relativi agli atti di concessione e utilizzo del credito da parte di società facenti capo a due distinti gruppi di imprenditori operanti nel settore immobiliare.
La Banca ha messo a disposizione degli Organi inquirenti le proprie strutture per assicurare la pronta esibizione e consegna dei documenti richiesti.
Il procedimento per il quale la Procura della Repubblica indaga investe l’Amministratore Delegato della Banca nonché, due funzionari della stessa – di cui uno non più dipendente dell’azienda da circa un anno per dimissioni volontarie – in ipotesi di conflitto di interesse nella valutazione e nella erogazione di crediti a favore di società dei due gruppi di imprenditori edili individuati dalla Procura.
L’esposizione globale dell’azienda nei confronti delle società interessate non supera il 5% dell’intero ammontare dei crediti erogati dalla Banca e risulta assistita da garanzie reali ipotecarie e/o da garanzie fornite da soggetti Istituzionali terzi rispetto ai beneficiari per un importo pari al 200% del credito erogato.
Per una corretta valutazione degli impatti patrimoniali sulla solvibilità della Banca si rammenta che la stessa usufruisce di un patrimonio pari ad € 111 Milioni con un Cet 1 pari al 18,19%, rapporto che rappresenta i fondi propri aziendali rispetto alle attività ponderate per il rischio.
Il Consiglio di amministrazione della Banca esprime piena fiducia nel comportamento della struttura dell’azienda e del suo Amministratore delegato, sulla base delle informazioni in proprio possesso e delle valutazioni condotte per la concessione dei crediti alle società interessate; ci si rimette peraltro alle indagini che saranno condotte dalla Magistratura corroborate dal diritto di difesa di coloro che sono indagati.
In sostituzione dell’Amministratore delegato le funzioni di responsabile dell’esecutivo aziendale restano affidate al Vice Direttore generale.
Le diverse attività inerenti lo svolgimento delle funzioni bancarie sono regolarmente assolte dalla Banca Popolare del Frusinate».
Comunicato pubblicato ai fini dell’esercizio del diritto di cronaca costituzionalmente garantito e nel rispetto dei diritti della/e persona/e indagata/e, la/le quale/i, in considerazione dell’attuale fase di indagini preliminari, è/sono da presumersi innocente/i fino alla sentenza irrevocabile che ne accerti la colpevolezza.












