Frosinone. Petizione contro il declassamento degli interventi di bonifica nella Valle del Sacco

Nola FerramentaNola Ferramenta

area interdetta all’uso agricolo

FROSINONEProcede a tambur battente la raccolta firme contro il declassamento dei Siti di Interesse Nazionale (Sin) “Valle del Sacco” e “Frosinone”, operazione ingiustificata voluta dall’ex Ministro dell’Ambiente Corrado Clini (qui la petizione •>).

Pubblichiamo il comunicato stampa dell’Associazione “Frosinone, Bella e Brutta”.

«Non si può tacere infatti contro il decreto di declassamento dell’11 Gennaio 2013, che da allora impedisce, di fatto, l’accesso a risorse nazionali per bonificare le aree del bacino e le 122 discariche dismesse, presenti in 89 comuni della provincia di Frosinone.

Vale la pena ricordare che sul Bacino del Sacco ci sono ancora 8 scarichi industriali autorizzati, la concentrazione più alta di tutto il territorio laziale, che sversano nella valle ben 17 milioni di metri cubi di reflui industriali.

Si è trattato palesemente di un provvedimento di declassamento immotivato e ingiusto, quello riferito al sito “Bacino Valle del Sacco”, sia per la gravità dell’inquinamento ambientale, sia per la piena rispondenza ai criteri di individuazione di un Sin.
I due nuovi criteri introdotti dal decreto-legge n. 83 del 2012 infatti risultano soddisfatti, poiché rispetto al primo criterio, l’area della Valle è sede di moltissime e importanti industrie chimiche, tanto da essere ricompresa nel Sistema produttivo locale chimico farmaceutico; rispetto al secondo criterio, nel territorio in questione (Comune di Ferentino) ha operato per molti anni l’ex Cemamit, industria di manufatti in cemento amianto per il settore edilizio.

Alta deve essere l’attenzione sul fiume Sacco, uno dei corsi d’acqua più inquinati d’Italia, al centro di una valle che da Colleferro si spinge verso sud per circa ottanta chilometri, all’interno della provincia di Frosinone, offrendo un paesaggio costituito da fabbriche, distese di capannoni e discariche di rifiuti.

La situazione del degrado ambientale lungo il fiume, con il trascorrere del tempo, non lascia molti margini di ottimismo. Fin dal 2005 era stato accertato lo stato di emergenza per la Valle del Sacco per la presenza di alti livelli fuori norma del beta-esaclorocicloesano nel latte e, quindi, trasferiti anche nell’uomo. Ci sono stati casi di morie di bestiame per il solo fatto di essersi abbeverati o aver respirato esalazioni venefiche provenienti dal fiume (il caso delle mucche che morirono per sversamento occasionale di cianuro).

A tutt’oggi la situazione non va nella direzione di un progressivo miglioramento. Risultano ancora attivi oltre 100 punti di sversamenti inquinanti provenienti da cementifici, aziende chimiche, inceneritori e poli industriali della difesa. Dal punto di vista delle problematiche di carattere sanitario nell’area interessata l’Istituto Superiore di Sanità ha raccomandato un follow-up relativo alle malattie tumorali, neurologiche, endocrinologiche, metaboliche e agli effetti avversi sulla riproduzione, per la presenza di elevati livelli di beta-esaclorocicloesano nel sangue in una parte della popolazione della valle del Sacco. A questo proposito, sono una istruttiva lettura anche alcuni studi epidemiologici, tra cui quelli seguiti al provvedimento del 26 Settembre 2005, con cui è stato approvato e finanziato il progetto di monitoraggio sulla “salute della popolazione nell’area della Valle del Sacco” e successivamente lo Studio Sentieri nel 2011, che ha evidenziato più recentemente dati preoccupanti per la salute, che vanno analizzati e approfonditi.

Un provvedimento urgente, in questa direzione, deve essere l’istituzione di un registro tumori a livello regionale, per raccogliere tutti i dati essenziali per la ricerca sulle cause del cancro in questa area così fortemente colpita.

Il grave stato di emergenza in atto in tutto il territorio della Valle del Sacco è dunque la motivazione di fondo della petizione popolare, per sensibilizzare le cittadinanze sulla condizione ambientale, l’urgenza e la necessità degli interventi di bonifica, facendo pressione al Tribunale Amministrativo Regionale in merito ai ricorsi presentati dalla Regione Lazio, adiuvandum di Retuvasa, e di Legambiente.

Mancano ormai due settimane al termine di questa importante raccolta firme promossa da Antonella D’Emilia e Luca Ascani, e la petizione ha determinato una estesa adesione sia nella provincia di Frosinone che in quella di Roma, entrambe interessate dalla problematica del risanamento e tutela della Valle del Sacco. Un attivismo che vuole portare verso una consapevolezza diffusa, sui guasti ambientali in essere e sui possibili rimedi.

«Riteniamo che occorra favorire la conoscenza reale del problema ed adempiere al diritto delle persone di conoscere, offrendo a tutta la popolazione dei luoghi della Valle, l’opportunità di attivarsi e cooperare in ogni modo, per ottenere l’obiettivo del risanamento di tutta l’area in questione» dichiarano i due decisi promotori della raccolta. «Aderiscono, e si sono fatti a loro volta disseminatori della petizione popolare, oltre a tanti privati cittadini che provvedono quotidianamente alla sua disseminazione e diffusione, e a medici della nostra provincia, anche diversi Circoli del Partito Democratico della provincia di Frosinone e fuori Frosinone; svariati Circoli di Legambiente, tra cui quello della città di Frosinone; la Rete di tutela per la Valle del Sacco Retuvasa di Colleferro, diversi Circoli del Cai, tra cui quello del capoluogo; la Società Operaia di Frosinone; l’Associazione di Volontariato Frosinone Bella e Brutta; il Gasp (Gruppo Acquisto Solidale di Frosinone); il Gruppo Cittadini Reattivi; gruppo di attivisti in seno al sindacato Cgil locale, gruppo di iscritti in seno al sindacato Cisl Frosinone; altri soggetti del mondo dell’associazionismo.

Sede di raccolta firme fino al 4 aprile è anche l’Ufficio anagrafe del Comune di Sgurgola. E’ una rete collaborativa che si estende ogni giorno e che ha già ottenuto un vasto sostegno trasversale, partendo dal basso, attraversando tutte le categorie sociali, trovando il consenso di importanti esponenti locali e nazionali del mondo politico, associazionistico e culturale».

Domani, Domenica 30 marzo, a Frosinone, dalle ore 10,00 alle ore 19,30, sarà allestito presso Largo Turriziani un banchetto per la raccolta firme di tutti i cittadini interessati a conoscere lo stato ambientale del nostro territorio, e a collaborare attivamente per la sua salvaguardia.

Si chiede a tutti il supporto e il contributo per sostenere l’iniziativa, compilando e facendo compilare il modulo di petizione a quante più persone possibili».

 

Potrebbero interessarti anche...

Top