Dalla Lituania a Segni, scambi culturali-musicali del Conservatorio di Frosinone nell’ambito del Programma Erasmus

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SEGNI (Eledina Lorenzon) – Domenica 20 Gennaio presso la Bottega dei Musici di Segni (RM), nell’ambito degli scambi culturali-musicali del Programma Erasmus tra il Conservatorio L. Refice di Frosinone e la Vytautas Magnus University Academy of Music di Kauna (Lituania), si sono esibiti, in un concerto dal titolo “Dalla Lituania all’Italia”, gli artisti Evelina Sakalauskaite-Soprano, Danius Kepezinskas-Pianoforte ed Antonello Timpani-Clarinetto.

A fare gli onori di casa e presentare i prestigiosi ospiti la Prof.ssa Paola Vittori, protagonista con il maestro Antonio D’Antò, nello scorso mese di Novembre, dei Concerti tenuti sia presso l’Accademia di Kaunas che presso il Museo Nazionalie di Vilnius con l’esecuzione del Poema del Mare di Antonio D’Anto, con Voce recitante Evelina Sakalauskaite.

Il programma presentato è stato di grande impegno e capace di regalare emozioni davvero uniche al pubblico presente.

Antonello Timpani al clarinetto e Danius Kepezinskas al pianoforte, hanno eseguito la Suonata in Re di Nino Rota in tre tempi: un primo tempo molto romantico, un secondo che o ricorda la musica da film con un’atmosfera misteriosa, ed un terzo di grande virtuosismo;
a seguire “Sokis Be Klumpiu” che tradotto significa “la danza senza scarpe” del compositore lituano J. Domarkas, brano ritmicamente molto incisivo che ha all’interno citazioni che ricordano il bolero di Ravel, ed infine “Serenada I” di A. Brazinsko, brano di carattere popolare dal ritmo incisivo, tipico della musica lituana che alterna momenti di estrema distensione e forte cantabilità.

Alla splendida voce della soprano Evelina Sakalauskaite è stato affidata l’esecuzione di due brani lirici di G. Puccini , il primo tratto da Bohème: “Quando men vò” ed il secondo da Gianni Schicchi: “O mio babbino caro”. Hanno fatto poi seguito brani lituani quali “Veronikos Romansas”, canto di una donna che attende il ritorno del marito dalla guerra, per concludere con “Ruta Zalioji” di Talat-Kelpsa, l’accorata preghiera di una fanciulla che ha perso la mamma e si ispira ad una verde pianta di ruta come se la vita della mamma fosse incarnata nella natura che la circonda.

L’ultimo brano in programma, eseguito da tutti e tre gli artisti, è stato “Notti senza cometa”del M° Antonio D’Antò, ispirato ad un testo della bolognese Caterina Bonvicini, uno struggente canto dove nell’ultima frase si recita “un Dio pratico ci vuole isolati”, e proprio riallacciandosi a questa frase la Prof.ssa Vittori ha lanciato un messaggio: «non lasciamo che la razionalità ed il senso di praticità, il senso del nostro proprio comodo ci faccia gente isolata, perché poi davvero le notti saranno senza cometa».

 

Applausi calorosi e la richiesta di un bis che gli artisti hanno concesso con grande disponibilità creando un’atmosfera davvero magica eseguendo “Funiculì, funicolà” (in video), alternando frasi in Napoletano e Lituano.

La serata è stata anche l’occasione per una raccolta fondi a favore di Avita-Associazione Volontari Isola Tiberina per l’Africa , istituita nel 2003 da medici e paramedici dell’Ospedale Fatebenefratelli dell’Isola Tiberina di Roma ed opera, in ambito sanitario e sociale, nei territorio dell’Africa occidentale, specialmente in Togo.

 

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