Da Latina a Sabaudia. Ad Aprilia. A Serrone. Il Col. Simone Mettini e l’Aup Lorenzo Nucheli non sono morti, volano più in alto…
«Parco Nazionale del Circeo (Sabaudia). Questa mattina (1° Ottobre-ndr) un velivolo T-260B (versione militare del SF260EA) del 70° Stormo “Giulio Cesare Graziani” di Latina, durante una missione addestrativa è precipitato al suolo, per cause al momento non note.
Sul posto sono intervenute immediatamente le squadre di soccorso che hanno individuato i corpi senza vita del Col. Simone Mettini, istruttore e Comandante di Stormo e dell’allievo pilota Lorenzo Nucheli.
Il #CapoSMA Gen. S.A. Antonio Conserva, a nome suo e di tutta l’#AeronauticaMilitare, esprime profondo cordoglio e vicinanza alle famiglie…».
È questo il post con il quale l’Aeronautica Militare Italiana diffonde sui social la bruttissima notizia.
È stato pubblicato Mercoledì 1° Ottobre, alle ore 9,30 circa…
L’aereo era decollato dall’Aeroporto di Latina alle 8,07. L’ultimo contatto radio si è avuto alle 8,37. Lo schianto nel bosco del Parco Nazionale del Circeo si è verificato prima delle 9…
Quasi contemporaneamente il Ministro della Difesa, Guido Crosetto in un altro post si esprime così: «Si dice che un pilota non muore mai, vola solo più in alto, ma non posso nascondere il profondo dolore per la notizia della tragica scomparsa del Colonnello Simone Mettini, Comandante di Stormo ed esperto pilota istruttore, e del giovane Allievo Lorenzo Nucheli, caduti in servizio questa mattina a seguito di un incidente aereo nei pressi di Sabaudia (LT).
In questo momento di immensa tristezza, a nome mio personale, come Ministro e come padre, e a nome di ogni donna e uomo della #Difesa, esprimo il più sincero e commosso cordoglio alle famiglie, ai loro cari e a tutta la comunità dell’Aeronautica Militare.
Ho manifestato la mia vicinanza al Capo di Stato Maggiore dell’Arma Azzurra, Generale di Squadra Aerea Antonio Conserva.
La grande famiglia della Difesa si stringe con affetto intorno ai familiari, condividendo il dolore e il ricordo di due vite dedicate al servizio del Paese.
Cieli blu, Simone e Lorenzo».
La notizia in redazione lascia tutti di stucco.
La sede del nostro giornale è a Colleferro.
A Colleferro è nato il padre di Lorenzo, Natale Nucheli. Vive a Serrone con la moglie Antonietta e ora … l’altro figlio Matteo.
È primo Luogotenente dell’Aeronautica Militare presso il 72° Stormo di Frosinone.
È stato Sindaco di Serrone e più volte consigliere comunale e assessore…
Lorenzo si è diplomato quest’anno al Liceo Marconi di Colleferro.
Era appena entrato in Aeronautica Militare, lo scorso mese di agosto, nel Corso “Grifo VI”, spinto dalla grande passione del volo.
Il nostro Direttore editoriale, ha avuto un passato in Aeronautica.
Ha conseguito il brevetto di pilota d’aeroplano su una versione meno moderna dello stesso velivolo.
Negli stessi cieli. Nel medesimo Aeroporto “E. Comani” di Latina.
È incredulo, sconcertato. «Quell’aeroplano ha avuto pochissimi incidenti e mai con esiti così nefasti…».
«Stava effettuando i primi voli. Era all’undicesima missione di questo percorso di addestramento per poi iniziare l’Accademia Aeronautica», ci ha spiegato il Comandante delle Scuole dell’Aeronautica Militare/3ª Regione Aerea, il Gen.le di Squadra Aerea Francesco Vestito, nel corso della conferenza stampa tenuta alle ore 17 all’Aeroporto di Latina.
«Il volo era iniziato poco prima – ha proseguito – solitamente ogni mezz’ora l’equipaggio che è in volo (il volo dura un’orta, un’ora e un quarto) ogni tot tempo da una chiamata radio, per far capire che tutto va bene…
Il tutto è avvenuto prima di questa chiamata radio. Era appena iniziato l’esercizio, Abbiamo perso il contatto. Sono intervenuti degli elementi di soccorso perché si è attivato un sistema di locazione elettronico che permette di sapere di preciso dove è avvenuto il fatto. C’è stato un testimone oculare che ha visto questo velivolo venir giù dal cielo e probabilmente ha già informato quelle che erano le forze di polizia e i Vigili del Fuoco intervenuti in loco.
Subito è arrivato anche un elicottero dell’Aeronautica… E ahimè abbiamo scoperto l’episodio…».
Il Generale descrive Lorenzo come un ragazzo solare e generoso, appassionato del volo e animato da un profondo senso del dovere.
Il Colonnello Simone Mettini era nato a Piombino, 48 anni fa, dove fin da giovanissimo coltivò la passione per la scherma che lo portò ad entrare nel Gruppo Sportivo dell’Aeronautica.
Entrò in Accademia Aeronautica nel 1997, nel corso “Urano IV”.
Come tutti gli altri prese il primo brevetto, quello di pilota d’aeroplano lo prese proprio a Latina. Quello di pilota militare nella base di Sheppard negli Usa.
Felicemente sposato dal 2002 aveva due figli ancora bambini, con i quali viveva ad Aprilia.
Dopo aver svolto attività di volo all’estero, anche in Libia e Iraq, ha ricoperto ruoli di responsabile della pianificazione finanziaria presso il VI reparto dello Stato Maggiore dell’Aeronautica, e di istruttore di volo.
Al suo attivo aveva oltre 4mila ore di volo effettuate in Italia e all’estero su ogni tipo di velivolo. Un pilota esperto che dal 71° Gruppo di volo del 14esimo Stormo di Pratica di Mare, nel luglio del 2024 aveva assunto il comando del 70esimo Stormo di Latina, punto di riferimento dell’addestramento al volo per i piloti militari italiani (non solo dell’Aeronautica) e stranieri.
«Un uomo delle istituzioni con uno spiccato senso dello Stato che ci mancherà profondamente». Così lo ha ricordato la sindaca di Latina Matilde Celentano, che ha aggiunto:
«La professionalità, l’impegno e il sacrificio di questi uomini, che hanno perso la vita nell’adempimento del loro dovere, in una missione di addestramento essenziale per la sicurezza del Paese, non saranno dimenticati…».
Il 3 Ottobre i corpi dei due militari sono stati sottoposti all’esame autoptico.
Lunedì 6 Ottobre è stata allestita la camera ardente presso l’Aeroporto Militare “Enrico Comani” di Latina.
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Liceo “G. Marconi” di Colleferro.
Lo stesso giorno, alle 9,10 – per decisione del Consiglio d’Istituto e della Dirigente scolastica Patrizia Fiaschetti – il Liceo “G. Marconi” di Colleferro – dove Lorenzo aveva conseguito il diploma di maturità – ha osservato un minuto di silenzio in sua memoria.
Così lo ricorda una insegnante.
«Il nostro caro Lorenzo, ragazzo garbato e rispettoso, ha coltivato negli anni insieme all’impegno scolastico, in cui eccelleva, il suo grande sogno: volare alto nei cieli come pilota dell’Aeronautica italiana; ma lo spazio già riusciva ad occuparlo con carattere: tra i banchi di scuola, in molte altre circostanze, e nel cuore di chi come me facilmente gli si affezionava.
Era riservato Lorenzo, ma ricercava il confronto e il consiglio nei momenti di crescita per lui importanti, fino alle tappe finali: l’Esame di Stato e il Concorso da superare.
L’ultimo messaggio ricevuto da lui, che ho semplicemente aiutato per il concorso nella preparazione del tema di Italiano, è stato di ringraziamento per il tempo dedicatogli, con l’invito a risentirci, anzi “a rivederci presto a cena insieme alla classe”.
Anche questo era Lorenzo. È un dolore enorme non poterci rivedere, ma voglio credere che il destino che lui ha scelto gli sia andato incontro in volo, abbracciandolo per sempre».
Il 17 Ottobre, giorno del compleanno di Lorenzo, al Liceo Marconi ci sarà un’altra iniziativa dedicata. Ciascuno studente apporrà su un post-it un proprio pensiero che verrà applicato nei tabelloni nella foto qui sopra…
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I Funerali
Martedì 7 Ottobre, alle 10,30 sempre nella chiesetta dell’Aeroporto, hanno avuto luogo le esequie officiate da Mons. Gian Franco Saba, ordinario militare per l’Italia.
Lutto cittadino ad Aprilia, Latina e Serrone.
Ai familiari sgomenti, si sono unite le autorità militari, civili e religiose intervenute tra le quali il Ministro della Difesa Guido Crosetto, il Sottosegretario di Stato alla Difesa Matteo Perego di Cremnago, il Capo di Stato Maggiore della Difesa Luciano Portolano, il Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Antonio Conserva.
Le due bare sono state portate a spalla dai colleghi in un corteo.
In contemporanea con lo svolgimento dei funerali le comunità alle quali Simone e Lorenzo appartenevano si sono strette con cordoglio alle famiglie.
«Simone e Lorenzo – ha detto il Ministro della Difesa, Guido Crosetto ai funerali – avevano trasformato un sogno in una missione: servire l’Italia.
Due vite diverse, ma unite dalla stessa passione per il volo, dallo stesso amore per il Paese.
Un Comandante esperto e un giovane Allievo pilota: uno trasmetteva sapere, coraggio, valori; l’altro li accoglieva con entusiasmo e dedizione, pronto a portarne avanti l’eredità.
Due generazioni legate dallo stesso ideale, quello di servire con onore la Nazione, guardando sempre verso il cielo.
Simone e Lorenzo! L’Aeronautica Militare, e tutta la famiglia della Difesa, vi rendono onore.
Il vostro esempio continuerà a volare alto, nei cuori di chi ogni giorno serve l’Italia con la stessa passione.
Ai familiari, ai figli del Generale Mettini e ai cari di Lorenzo va il mio pensiero più affettuoso.
So che nessuna parola può colmare un dolore così grande né restituire una presenza così preziosa, ma la grande famiglia della Difesa farà di tutto affinché questa ferita — profonda, incancellabile — possa essere lenita, almeno in parte, dal calore, dall’affetto e dalla vicinanza di chi riconosce in voi la forza e la nobiltà del sacrificio dei vostri cari.
Sono certo che ora Simone e Lorenzo stanno volando ancora più in alto. Cieli blu».
Terminata la funzione religiosa, la salma del Gen. Mettini è stata tumulata nel cimitero di Aprilia.
La bara di Lorenzo Nucheli è partita per Serrone per un secondo funerale, alle 14,30 a La Forma in Piazza Francesco Pais.
«Il Signore è morto e risorto e anche tutti coloro che sono stati battezzati e hanno creduto in Lui, anche se morti in età giovanissima, risorgeranno – ha detto durante l’omelia S.E. Mons. Mauro Parmeggiani, Vescovo di Tivoli e di Palestrina – In occasioni come queste ogni parola mi pare di troppo.
Cosa dire di una morte di un giovane bravo? Cosa dire a voi che lo avete amato? Personalmente preferisco il silenzio e la preghiera e lasciarmi consolare dal Vangelo che abbiamo ascoltato.
Gesù ci ha detto: “Non sia turbato il vostro cuore”. […] Il Signore è andato a preparare un posto in Cielo per tutti noi.
Lorenzo lo ha già occupato ed ora è in Lui. Un giorno anche noi saremo in Paradiso con i nostri cari e ritroveremo anche Lorenzo.
Un giorno anche noi grazie al Battesimo che ci ha resi figli di Dio, parteciperemo per sempre alla gloria della vita immortale ed eterna».
Per la morte di Lorenzo la fidanzatina Dafne (Daddi), che frequenta il Liceo Marconi di Colleferro, ha scritto un testo molto commovente.
«Ciao amore, ci sono momenti in cui le parole sembrano troppo piccole per contenere il dolore. Eppure oggi voglio provarci, perché tu meriti ogni parola, ogni respiro, ogni lacrima. Mi sembra impossibile pensare che tu non possa più leggere le mie parole, che non ci sia più quella voce che mi chiamava ogni sera e mi diceva “Daddi, ci sei?”, quel sorriso che riusciva a illuminare tutto anche nei giorni più bui. Continuo a guardare le nostre foto, e come ti scrivevo qualche giorno prima, mi dispiace di non averne di più. Ti avevo promesso che al tuo ritorno ne avremmo fatte tante, tantissime: per tenerci vicini anche quando la distanza si faceva pesante. Eri un ragazzo straordinario: determinato, gentile, pieno di sogni e di luce. Avevi quegli occhi che parlavano senza bisogno di voce, un sorriso che sapeva accendere le giornate di chiunque ti incontrasse, e quelle fossette che bastava vedere per sentirsi meglio.
Anche quando la vita ci teneva lontani, riuscivi a farmi sentire amata, vicina, protetta. Mi bastava pensarti per sentirmi a casa. Con te ho imparato che l’amore vero non ha bisogno di presenza costante, perché si sente. Si sente nel cuore, nei ricordi, in ogni piccola cosa che porta il tuo nome. Non è sempre stato facile, perché eravamo due anime forti, due persone che stavano imparando ad amare davvero, ma non siamo mai riusciti a stare lontani. L’uno era la presenza dell’altra, un punto fermo, un richiamo costante.
E negli ultimi tempi avevamo trovato il nostro equilibrio, quello che cercavamo da sempre. Eravamo diventati casa, rifugio, certezza. Ti cercherò nei ricordi, in tutti quei meravigliosi momenti passati insieme.
Verrò a trovarti lì, e saremo di nuovo noi.
Supplicherò il tempo di fermarsi per un istante, e in quell’istante ti stringerò forte a me.
Perché te ne sei andato?
Perché mi hai lasciata qui da sola?
Se avessi saputo che quella sera sarebbe stata l’ultima volta in cui avrei sentito la tua voce, ti avrei parlato un po’ di più, ti avrei detto ancora una volta quanto ti amavo, e anche da lontano ti avrei stretto forte a me.
Ora guardo il cielo e cerco la stella più luminosa, perché so che da qualche parte ci sei tu, che continui a brillare come hai sempre fatto nella vita di tutti noi.
Ti cerco nel mattino che sa di vuoto, nelle notti che inghiottono i miei pensieri, nelle foto che improvvisamente bruciano gli occhi. E mentre il mondo continua a girare, dentro di me tutto è rimasto fermo, sospeso in quell’ultimo abbraccio che non ho fatto in tempo a darti. Eppure dentro questo dolore ci sono anche i ricordi più belli, quelli che nessuno potrà portarmi via.
Le nostre estati a Orbetello, il mare, le risate, la leggerezza dei giorni in cui tutto sembrava possibile.
Le nostre chiacchierate infinite nei corridoi di scuola, quando restavamo fuori dalle nostre classi per minuti e minuti solo perché avevamo bisogno di stare vicini e parlare.
Le prime uscite in macchina, quando avevi appena preso la patente, e poi i tuoi consigli pazienti quando l’ho presa io.
Te ne sei andato il primo ottobre, proprio nel nostro giorno speciale.
Hai scelto, o forse il destino ha scelto per te, un giorno che parlava di noi.
Un giorno che per sempre resterà inciso nel mio cuore, come se anche in quell’ultimo volo tu avessi voluto portarmi con te, in qualche modo.
Ripenso anche alle cose che mi hai detto con quella voce calma e dolce che mi manca da morire.
Mi avevi detto: “Domani mattina sono il primo che vola… spero che vada tutto bene, ci sentiamo domani amore.”
E invece il domani è arrivato, ma senza di te.
Quelle parole continuano a suonarmi nella testa, come un’eco che non si spegne.
Eppure, in qualche modo, so che sei qui.
Amavi i miei nonni come fossero tuoi, e loro ti volevano un bene immenso. Amavi la tua famiglia con tutto te stesso: la voglia di rendere orgoglioso tuo papà Natale, la dolce preoccupazione per tua mamma Antonietta, e quella premura speciale per tuo fratello Matteo, che guardavi con l’orgoglio e la responsabilità di un fratello maggiore che sa di essere un esempio.
Avevi sempre una parola gentile, un gesto buono, un modo semplice di rendere le cose più leggere. Oggi siamo qui tutti insieme, increduli, con un vuoto enorme nel cuore.
Ma dentro questo vuoto c’è anche tanta gratitudine: per averti conosciuto, per averti amato, per averti avuto nella nostra vita, anche se per troppo poco tempo.
Hai lasciato un segno in ognuno di noi.
Un segno che non se ne andrà mai.
Io continuerò ad amarti ogni giorno, con la stessa certezza di sempre.
Volerai ancora, amore.
Solo in un cielo diverso, più grande, più silenzioso.
E da lassù continuerai a guardarci, con il tuo sorriso bello, con le tue fossette, con il cuore grande che ti ha sempre contraddistinto.
Ti amerò per sempre.
E ogni volta che alzerò gli occhi al cielo, saprò che da qualche parte, anche tu mi stai guardando. Non è un addio. È un ci rivedremo, perché chi porta così tanta luce non smetterà mai di brillare. Forse un giorno riuscirò a parlare di te senza che la voce si spezzi e senza che gli occhi si riempiano di lacrime ma per ora mi lascio andare a questa tristezza che è ancora così intensa.
Poi sorriderò alla vita perché so che tu da lassù vorresti vedermi vincere in ogni cosa. lo vincerò per te, te lo prometto.
Vola sereno, continua a proteggermi da lassù amore.
Per sempre tua, Daddi»
Mercoledì 8 Ottobre sono iniziate le delicate operazioni di rimozione dei resti dell’aereo T260B sul quale hanno perso la vita i due militari.
Giovedì 9 Ottobre con apposito decreto il Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare Generale di Squadra Aerea Antonio Conserva ha conferito all’Allievo Lorenzo Nucheli il Brevetto di Pilota Militare.
Lo ha reso noto, commossa, la famiglia di Lorenzo con un post sui social.
«Con il cuore colmo di dolore, ma anche di immensa gratitudine desideriamo ringraziare di vero cuore tutti coloro che hanno condiviso con noi il profondo lutto per la perdita del nostro caro Lorenzo allievo pilota.
Oggi Lorenzo è stato insignito del Brevetto di Pilota Militare con decreto conferitoci dal Capo di Stato Maggiore, Gen. Antonio Conserva.
In questi giorni difficili abbiamo sentito attorno a noi un abbraccio grande e sincero, pieno di affetto, vicinanza e rispetto.
Ogni parola, ogni gesto, ogni segno di solidarietà ci hanno aiutato a trovare la forza in un dolore troppo grande da affrontare da soli.
Un ringraziamento speciale ai volontari della Protezione Civile, della Croce Rossa, alla banda musicale e ai tanti volontari che sono accorsi con generosità ed alla polizia municipale.
Grazie al Prefetto e al Questore di Frosinone, alla Provincia di Frosinone, al Sindaco e al Consiglio comunale di Serrone, ai numerosi sindaci e rappresentanti dei comuni limitrofi, ai rappresentanti di tutte le Forze Armate e dei Corpi dello Stato, ai colleghi del 72 Stormo di Frosinone, del 70 Stormo di Latina ed ai tantissimi colleghi giunti da tutta Italia, agli amici di scuola, ai parroci, al personale dell’istituto comprensivo di Piglio e Colleferro, agli amici di Malaga, alle numerosissime persone presenti per la sensibilità l’affetto e la partecipazione con cui hanno onorato la memoria di Lorenzo.
Un sentito grazie al Col. Alessandro Fiorini, che ha accompagnato Lorenzo e la nostra famiglia con grande rispetto, dignità e profonda umanità.
Grazie di cuore anche a tutti i ragazzi del Primo Corso Grifo VI, che hanno condiviso con noi i meravigliosi ricordi vissuti con Lorenzo durante i suoi due mesi di Accademia.
Lorenzo aveva scelto di dedicare la sua vita a un sogno più grande di sé: volare, servire il suo Paese, guardare il mondo dall’alto con occhi pieni di speranza e di coraggio.
La sua luce continua a brillare in chi lo ha amato, nei suoi compagni di volo e in tutti coloro che crederanno, come lui, nella forza dei sogni e del dovere.
Cara Dafne, per te non troviamo le parole: vedere il tuo sguardo sempre rivolto al cielo ci riempie di affetto e amore. Per te ci saremo sempre.
Abbiamo scoperto in questi giorni che Lorenzo per te nutriva un amore incondizionato.
Grazie, di cuore, a chi ha saputo starci accanto, in silenzio o con una parola, con una carezza o con un semplice pensiero.
Il vostro affetto è il vento che continuerà a sostenere il volo del nostro Lorenzo nel cielo dell’eternità.
Con affetto e riconoscenza… [Famiglia Nucheli]».
Nel ringraziare tutti coloro che hanno partecipato all’ultimo saluto a Lorenzo, nella frazione de La Forma, il Sindaco di Serrone Giancarlo Proietto ha pubblicato un post nel quale tra l’altro afferma:
«…Alla famiglia Nucheli, il Comune di Serrone si stringe con rispetto, affetto e gratitudine.
Lorenzo ha lasciato un segno indelebile nella nostra comunità: con il suo sorriso, la sua generosità, la sua voglia di servire il Paese e di volare alto. Il brevetto conferito postumo è il simbolo di una vocazione che non si è interrotta, ma che continuerà a vivere nel cuore di chi lo ha conosciuto, stimato e amato.
Come Amministrazione Comunale, ci impegniamo affinché il nome di Lorenzo Nucheli diventi un riferimento e un’ispirazione per le nuove generazioni.
Il suo esempio di dedizione, coraggio e impegno civico sarà custodito e tramandato. Lorenzo sarà per Serrone un faro.
Un giovane che ha creduto nella forza dei sogni e nel dovere verso gli altri. E noi, con voi, continueremo a farlo volare».
Si è soliti dire, con una vena di rassegnazione: «Sono sempre i migliori che se ne vanno…».
Istintivamente ci verrebbe di affermare – o di pensare – che, mai come in questo caso, il modo di dire ha colto nel segno…
Quello che ci riesce proprio difficile, è abbandonarci alla rassegnazione.
Non perché si abbia scelta, e non per contraddire il religioso principio di accettare il volere divino…
Ma sopravvivere al proprio figlio, morto inseguendo una passione (il volo) nobile (militare), è un prezzo da pagare immane.
Non pensiamo solo ai genitori dell’Allievo Lorenzo Nucheli – Natale e Antonietta – ma anche alla comunità, alla società che aveva prodotto un figlio dai così alti valori, già alla sua giovane età.
Gli stessi medesimi valori che aveva, spiccati, cresciuti, coltivati, il Col. Simone Mettini.
In Ciociaria genitori piangono il figlio. In Pianura Pontina, una moglie e i figli piangono il papà.
Un grande papà.
La sua grandezza la capiremo, forse ancora meglio, quando saranno chiarite le cause dell’incidente e soprattutto la sua dinamica.
Per un pilota (ancor più se militare) non più in grado di governare un aeroplano come quello, la prima cosa da fare è dirigerlo ad impattare lontano dalle abitazioni.
Cosa è bene fare – in quei pochi secondi – lo decide il comandante del velivolo.
Quei pochi secondi che forse non sono stati sufficienti a Simone e Lorenzo per tentare di salvarsi.
Ma necessari affinché il velivolo si abbattesse in mezzo al bosco, un luogo certamente lontano dalle abitazioni… e con bassissima possibilità di presenza di persone…
Cieli blu, Simone! Cieli blu, Lorenzo!
A seguito del tragico incidente il Pm Marco Giancristofaro del Tribunale di Latina ha affidato l’incarico al medico legale, dr. Gian Luca Marella, di eseguire l’autopsia sui corpi dei due militari.
Anche i familiari di Lorenzo Nucheli hanno nominato un consulente di parte, il medico Saverio Potenza.
Parallelamente agli accertamenti della Procura di Latina, condotti dai Carabinieri, prosegue il lavoro della Commissione interna dell’Aeronautica Militare per risalire alle cause dell’incidente aereo.
Ne attendiamo, impazienti, gli esiti.



















