Colleferro | Segni. È disputa tra i Sindaci Sanna e Moffa su “Sacriporto”. Tra “usurpazioni a scopo di marketing” e “deliri di onnipotenza”…
SEGNI | COLLEFERRO – Lo scorso Martedì 14 Ottobre – sull’onda dell’inaugurazione avvenuta il weekend precedente al Museo Archeologico della Mostra archeologica sull’Età Regia del territorio – il Sindaco di Colleferro Pierluigi Sanna ha voluto, con un post sui social, rimarcare gli eventi storici che collocherebbero la Località di “Sacriporto” in territorio comunale di Colleferro…
Così, il Sindaco di Colleferro Pierluigi Sanna il 14 Ottobre.
«SACRIPORTO
È stato un vero successo, sia in pubblico che in contenuti, quello riscosso nel fine settimana appena trascorso dalle iniziative del Museo Archeologico Comunale.
Molte famiglie, molti turisti, molti curiosi sono giunti da tutte le parti per assistere alle rievocazioni ed ascoltare le conferenze con curiosità ed attenzione. Nel pomeriggio di domenica, la folla di grandi e piccini era talmente tanta da dover io stesso mettermi a fare “la guida”, naturalmente con scarsi risultati.
A mio avviso questa riuscita va ascritta al ripristino della verità sulla battaglia Sacriporto che, da qualche tempo, è stata usurpata a scopi di marketing (in verità con scarsi risultati sia dal lato del sostegno popolare alla scelta che da quello amministrativo/scientifico, confermati anche dal mancato sostegno di Prefettura/Società Romana di Storia Patria).
Con il direttore Angelo Luttazzi abbiamo, carte alla mano, raccontato ai colleferrini e non la verità storica, senza distorsioni. I laboratori per bambini e le parti rievocative hanno registrato un alto gradimento; chissà che da questa iniziativa non possa nascere una rievocazione nostra, cittadina, da fare ogni anno.. perché no, come i cortei storici dei paesi vicini: potrebbe essere un bel modo di fare comunità senza rubare toponimi a nessuno.
La cultura come cardine dello sviluppo è il nostro mantra oramai, un motto che ci ha permesso di sviluppare la città e porla in una luce diversa.
Non so se si possa difendere la città ed i suoi interessi in modo differente da come lo facciamo noi, ma credo di si, che vi siano altri modi. Certo non si difende Coleferro tagliando i finanziamenti, votando contro le scuole, tacendo i mancati invii del personale sanitario, sostenendo la tesi che sono bravi gli altri a sgraffignarsi la nostra storia anziché impegnarsi meglio a valorizzare la loro, che vadano addirittura ringraziati. Siamo fuori contesto storico diciamo, perché i valvassini nascono dopo l’Età Regia.
La gente tutto vede e tutto approfondisce, saprà alla fine giudicare. Intanto studiamo la nostra storia, che insegna come disse Gramsci, ma sembra non avere abbastanza scolari».
Il Sindaco di Segni, Silvano Moffa, ha ritenuto di rispondere a quanto dichiarato da quello di Colleferro…
«SACRIPORTO, STORIA E INFANTILISMO
Ho l’impressione che il Sindaco di Colleferro soffra di delirio di onnipotenza.
In un post attacca il Comune di Segni sulla toponomastica relativa a Sacriporto e ci da degli ignoranti e “usurpatori a scopo di marketing”.
A parte il consueto tono da primo della classe, dimentica il suddetto che la delibera di individuazione della località Sacriporto è stata adottata una volta ottenuto il parere favorevole della Sovrintendenza Archeologica, unico Ente deputato a stabilire correttamente la localizzazione di Sacriporto sulla base dei rinvenimenti archeologici e degli studi scientifici sull’argomento.
Capiamo che la cosa può disturbare chi è alla disperata ricerca di verità storiche nel passato quando Colleferro neppure esisteva, ma questa è la Storia del nostro territorio.
Quanto alle altre elucubrazioni contenute nel post c’è poco da aggiungere: è soltanto delirio di onnipotenza. Un male che, evidentemente si accentua in vista delle scadenze elettorali.
Ovviamente nutriamo il pieno rispetto per la storia industriale di Colleferro che, certo, non viene scoperta oggi nei 90 anni dalla sua nascita. Storia che abbiamo contribuito a onorare e valorizzare.
Si rispetti, quindi, la storia millenaria di Segni e l’identità dei nostri luoghi, oltre la cultura di un popolo che ha dato i natali a illustri personaggi in ogni ambito della società civile e del mondo ecclesiastico».
Il Sindaco di Colleferro Pierluigi Sanna è tornato sull’argomento il giorno successivo
«APPROFONDIMENTI
Che Moffa fosse permaloso lo sapevo già. Da lui sono stato querelato ben due volte per aver espresso le mie idee, evidentemente non gradite: non è abituato al dissenso ma solo a coloro che dicono sempre di si ossequiosamente.
Naturalmente in entrambe i casi tutto è stato archiviato senza nemmeno iniziare il processo poiché, in Italia, il diritto di critica è ancora consentito ed io lo avevo criticato dicendo la verità e non diffamandolo. La verità non è reato.
Personalmente invece non l’ho mai querelato, ne lui ne i suoi cari, neanche quando i margini erano abbastanza evidenti perché credo nella forza della politica e delle idee, anche di quelle diverse. Tra gente che fa politica non ci si querela ma ci si confronta, anche scontra se occorre.
Tanto forte è la forza delle idee quanto lo è anche quella dei fatti però, degli atti soprattutto e si sa che la pubblica amministrazione parla solo attraverso gli atti.
La denominazione del Pantano col nuovo nome di Sacriporto non è stata autorizzata dalla Prefettura di Roma, come da nota ufficiale del 13 Dicembre 2023: questo atto determina un fatto.
Occorre ricordare che la Prefettura non è solo l’organo competente in materia di toponomastica ma anche la rappresentante del Governo sul territorio provinciale.
Abbastanza fuori luogo il richiamo al parere della soprintendenza competente che (in tre righe appena) da di fatto un nulla osta, senza argomentare. Parere non vincolante che infatti la Prefettura non tiene in considerazione.
Occorre precisare che si tratta comunque della “soprintendenza” e non della “sovrintendenza” che sta sempre a Roma ma ha compiti diversi. Moffa mi accusa di avere il tono da primo della classe ma io semplicemente studio, sebbene con risultati appena sufficienti.
Il parere vincolante su cui si basa la Prefettura per non autorizzare non è quello di Paperino.. bensì è quello della Società Romana di Storia Patria, ente giuridico competente per legge che il 22 Novembre del 2023 comunica la sua contrarietà poiché “riferendosi alle ipotesi ricorrenti, il sito di Sacriportus dovrebbe trovarsi in territorio di Colleferro (tra Colle Sacco ed il Castello di Piombinara) come campo di battaglia dell’82 a.C. tra Silla e Mario il Giovane e al confine tra Colleferro e Paliano come sito dell’inserimento (attuale località Colle Noce).
L’attuale comune non può attribuire arbitrariamente ad una parte del proprio territorio un nome antico senza alcun fondamento”. Difficile da contraddire. Nemmeno Sangiuliano riuscirebbe.
Chi ha quindi il delirio di onnipotenza? Io che racconto la storia attraverso gli atti o chi mette i cartelli stradali, in barba agli atti?
A questo punto, anche se non l’ho mai voluto fare prima, verificherò le condizioni per un esposto agli organi competenti, corte dei conti compresa. Fino ad oggi non ero mai voluto arrivare a questo perché credo fortemente che gli abitanti del Pantano e della piana di Segni in generale meritino ben altro che queste scaramucce ma se proprio insiste..
Conclude il collega chiedendo che si rispetti Segni e ci mancherebbe altro, vale per tutti questo, lui compreso.
Anche se non sono segnino, come lui d’altronde, Segni ha per me un posto speciale nel cuore e l’ho sempre dimostrato con atti e fatti concreti perché quella comunità, antica e fiera, mi ha dato ed insegnato tanto ed in nessun caso le ho mancato di rispetto. Sono affezionatissimo a Segni e mai l’ho considerata un ripiego.
Non oso dare consigli a nessuno ma credo che il collega possa impegnare meglio il suo tempo, non tanto per rispondere a me che tra l’altro non l’ho neanche citato nel mio post su Sacriporto, bensì per velocizzare l’iter di costruzione della nuova fermata Cotral di Via Scienza e Tecnica (opera ferma da anni al Comune di Segni benché completamente finanziata da Cotral).
La destra parla sempre di sicurezza ma gli sfugge quella stradale evidentemente; li 2000 studenti (compresi quelli di Segni) rischiano di finire ogni giorno sotto le ruote dei bus Cotral a causa dell’immobilismo del municipio lepino. È bene che studenti e genitori lo sappiano e magari protestino anche. Al Pantano i cittadini desiderano opere concrete più che operazioni di marketing e nel progetto della fermata ci sono approvati e finanziati anche due immobili da mettere al servizio degli abitanti della piana, inseriti nel progetto dall’amministrazione Cascioli. Che aspettano a far partire i lavori? Che io finisca di fare il sindaco, mi verrebbe da pensare.
Rispetto all’accusa di infantilismo lo capisco, si sa che da anziani si torna sempre un po’ bambini.
Qualcuno ha scritto che lui, ai suoi tempi, avrebbe in fondo difeso Colleferro come sto facendo io ora. Non credo invece, primo perché ai suoi tempi non sarebbe mai passato per la testa ai sindaci segnini di fare una roba del genere e secondo perché Colleferro lui non l’ha difesa mai. Potrei fare una lunga e dettagliata ricostruzione storica sull’argomento.
Attendo la terza querela con la tranquillità di chi ha solo detto la verità, cercando di impiegare il nostro prezioso tempo su questioni che possano incidere sul serio sulla qualità della vita di tutto il territorio».
E ancora Moffa…
«APPROFONDIMENTO DEGLI APPROFONDIMENTI
C’è modo e modo di interpretare il ruolo istituzionale e non è certo il Sindaco Sanna che può impartire lezioni di sorta.
Avrei evitato di ribattere punto su punto alle sue pretese di egemonia territoriale e alla sua presunzione da primo della classe, ma è da tempo che cerca di iniettare veleno, anche personale, soprattutto sui social, tramite allusioni, mezze verità e false narrazioni che hanno l’evidente scopo di denigrare il lavoro degli altri forse alla ricerca di una improbabile santificazione.
Ma questo non mi sorprende: è in linea con quei personaggi che da studenti si battono per togliere il crocifisso dalle scuole e da cattocomunisti in carriera lustrano pantofole a parroci e cardinali.
Veniamo ai punti controversi.
SACRIPORTO – La denominazione non nasce a caso ma dalla storia di un territorio descritta in decine di articoli, in riviste nazionali e internazionali (e non in un solo articolo).
Il complesso di Colle Noce che racchiude appunto detta località, riportato alla luce durante gli scavi per la linea A.V. Roma – Napoli, era situato su di un rilievo esposto a mezzogiorno, affacciato verso la città di Segni della quale era uno dei principali punti di approvvigionamento idrico.
In particolare, nell’area del complesso romano rinvenuto durante gli scavi (sottolineiamo: un complesso romano, non affatto una “villa romana” come affermato da qualche suggeritore del collega Sindaco, bensì un santuario di tipo termale, sottoposto a vincolo con Decreto Ministeriale e come tale riconosciuto) sgorgavano delle acque fredde, di particolare purezza e di notevoli proprietà diuretiche.
Da qui lo studio di Cifarelli che ben concilia dati di scavo e fonti documentarie. Comunque l’archeologia non si fa sui social, non si fa sparlando e sminuendo un professionista serio come il Professor Cifarelli. Questo è davvero di cattivo gusto.
Quanto alla lunga dissertazione in merito alla decisione assunta dal Comune di Segni di denominare Sacriporto quella località del Pantano, bisogna saper leggere quello che scrive il Ministero dell’Interno. Ne riportiamo la parte rilevante: “L’autorizzazione del Prefetto e il parere degli organi consultivi storici sono atti funzionalmente distinti…mentre al Comune spetta in via esclusiva il potere determinativo della toponomastica. Pertanto, il nulla osta del Prefetto, così come il parere della Deputazione di storia patria, sono atti necessari a completare la fattispecie, ma non esprimono una valutazione sulla opportunità o congruità di una determinata denominazione. Dunque, il Comune resta comunque l’esclusivo titolare e responsabile della funzione amministrativa di toponomastica (in tal senso, tra le altre, TAR Veneto 7 Marzo 2005 n. 824 e TAR Toscana 18 Novembre 2020 n. 1522).
Lo stesso Ministero precisa che “L’eventuale diniego dell’autorizzazione prefettizia (che peraltro non c’è stato), non può fondarsi soltanto sul contrario avviso manifestato dai richiamati organismi consultivi storici, ma deve basarsi necessariamente su motivi di ordine e sicurezza pubblica.
COTRAL – Sa benissimo il collega che i “ritardi” nella realizzazione del nuovo Hub-Cotral sono dovuti ad un iter complesso legato alla necessaria adozione di una variante urbanistica. Iter, peraltro, in via di conclusione in quanto è stata convocata la Conferenza dei Servizi il cui termine è fissato al 30 novembre. Ma è bene precisare che il progetto originario mancava di interventi strutturali di sostanziale importanza quali la sistemazione del fosso adiacente il nuovo Hub e la previsione di condutture fognarie e idriche in una zona non adeguatamente attrezzata.
Mettere in evidenza, in ogni occasione pubblica, presunti ritardi e inefficienze del Comune di Segni arrivando addirittura ad ipotizzare una sorta di ostruzionismo da parte nostra in assemblee studentesche oltre che sui post la dice lunga sul rispetto delle Istituzioni e della verità da parte del collega.
DIFESA DI COLLEFERRO – È un tema che il collega farebbe ben a non toccare, visto e considerato che, da quando è Sindaco, ha cercato unicamente di cancellare le opere del passato, pur vivendo di rendita proprio sulle opere fatte dalle precedenti Amministrazioni.
E quando ha voluto imprimere il marchio delle sue idee ha procurato danni incalcolabili sia economici che produttivi.
Basti pensare allo smantellamento del termovalorizzatore perseguito sulla base di una falsa narrazione di inquinamento (a tutt’oggi le polveri sottili continuano ad aumentare a causa di altri fattori).
I costi che stanno pagando le comunità e l’intero territorio sono enormi in termini di aumento delle tariffe, di occupazione e di mancata chiusura del ciclo dei rifiuti.
Per non parlare della costituzione di Minerva, un soggetto aziendale fragile e vacillante in quanto privo di consistenza industriale e di visione strategica.
Quanto al resto potrei citare opere che certo non sono attribuibili a chi ha amministrato in questi ultimi dieci anni come la realizzazione di un nuovo quartiere lungo Via Fontana dell’Oste, la cui progettazione rispondeva a canoni urbanistici moderni con una qualità architettonica ben definita; qualità sconvolte dalla imponente cubatura concessa dalla attuale Amministrazione concentrata in un mega palazzo e dalla discutibile idea di spostare l’Istituto di Via Palianese nella nuova zona residenziale, con la conseguenza di congestionare e alterare la vivibilità della zona, oltre a costringere gli stessi studenti in spazi futuri angusti e scarsamente attrezzati.
Aggiungerei, solo per ricordare alcune opere di valorizzazione di Colleferro, lo SLIM dove oggi insistono aziende logistiche di valenza internazionale, realizzato quando il collega era ancora in fasce, lo Stadio “Caslini”, la Club House del “Maurizio Natali”, i nuovi Piani Produttivi per l’Artigianato, il Parco lungo il Fiume Sacco, le circonvallazioni, la rete fognaria e idrica della città, la realizzazione del Museo Marconiano, il Palazzetto dello Sport, l’Auditorium, i piani di recupero e di riqualificazione delle aree dismesse della grande industria, senza i quali non sarebbe stato possibile riaprire Via Romana, e tanti altri interventi di arredo urbano e di nuove piantumazioni per abbellire le arterie di ingresso di Colleferro, oltre che la realizzazione di marciapiedi, piazze e nuovi parcheggi in varie zone della città.
Potrei ancora aggiungere: la costituzione dell’Università di Meccatronica e la fondazione della CVA (Comunità dei Comuni dell’Ariane) oppure l’impegno profuso a tutti i livelli (locali, nazionali ed europei) per imporre la produzione del Vega, oppure ricordare la difesa dell’ospedale, sia in passato sia più recentemente quando, con la complicità di Zingaretti, il collega ha lasciato che chiudessero reparti importanti come quelli di pediatria e ginecologia.
Mi fermo qui e termino non prima di assicurare il collega che di Sacriporto e di tutto il Pantano ce ne stiamo occupando con grande cura e qualche idea innovativa.
Certo, se gli ex Amministratori di Segni avessero aderito alla proposta di un piano intercomunale per aumentare la dotazione di servizi in quell’area, idea avanzata dal sottoscritto quando era Sindaco di Colleferro, collegata al Piano Integrato elaborato per Via Fontana dell’Oste, oggi questi nostri cittadini avrebbero già potuto ricavarne giovamento.
Comunque, non è nostra abitudine arrenderci di fronte alle difficoltà. Né siamo adusi a farci impressionare o intimidire da chiunque, soprattutto se è affetto da delirio di onnipotenza».
Siamo convinti che la “disputa” interessi relativamente poco dal punto di vista strettamente archeologico/toponomastico. Infatti l’argomento si è “vagamente” allargato da Sacriporto a praticamente tutti gli altri ambiti della vita di comunità di Colleferro.
Non ci sembra quindi si tratti di semplici “punti di vista discordanti” tra i due… ce ne sarebbero infiniti…
Semplicemente è stato il via anticipato alla campagna elettorale.
L’immagine qui sotto si riferisce alla disputa elettorale diretta del 2015, stravinta da Pierluigi Sanna.














