Conferenza ai Musei Vaticani sulla nuova datazione per il ritrovamento del Laocoonte. La postilla rivelatrice trovata nell’Archivio Storico di Segni [FotoeVideo]

ROMA | SEGNI (RM) – È dunque stata in qualche modo ufficializzata la “nuova” data del ritrovamento del Gruppo marmoreo del “Laocoonte ed i suoi figli” che fa bella mostra di sé nel Museo Pio-Clementino dei Musei Vaticani: è il 10 Gennaio 1506.

Postilla sull’incunabolo rinvenuto a Segni

Postilla sull’incunabolo rinvenuto a Segni

Tale data – considerata anche l’avvio della raccolta di opere che oggi costituiscono i Musei Vaticani – è stata anticipata dal 13 al 10 Gennaio grazie al ritrovamento di una postilla annotata da Angelo Recchia de Barbarano (magistrato capitolino, 1486-1558) su una copia di sua proprietà del “Naturalis historia” di Gaius Plinius Secundus, oggi custodito presso l’Archivio Storico” di Segni.

Proprio questa postilla è stata al centro della conferenza che si è svolta presso una gremita sala conferenze dei Musei Vaticani il 3 Novembre scorso.

All’introduzione del Direttore dei Musei Vaticani, il dr. Antonio Paolucci, hanno fatto seguito le approfondite relazioni del dr. Alfredo Serangeli (Direttore dell’Archivio Storico diocesano “Innocenzo III” di Segni) e del dr. Luca Calenne, storico dell’arte, i quali hanno spiegato al numeroso pubblico presente – argomentando con numerose prove documentali – l’assoluta plausibilità della nuova datazione.

Tra il pubblico S.E. Mons. Vincenzo Apicella Vescovo della Diocesi Velletri-Segni, alla quale fa riferimento l’Archivio Storico di Segni, il Sindaco di Colleferro Pierluigi Sanna, il Sindaco di Segni Maria Assunta Boccardelli, il Presidente del Comitato soci di Colleferro-Segni della Banca di Credito Cooperativo di Roma Giuseppe Raviglia, la Responsabile della Biblioteca comunale di Segni Annalisa Ciccotti, e numerosissimi appassionati e non provenienti da Segni, Colleferro e Valmontone, tutte realtà territoriali direttamente od indirettamente coinvolte nella questione.
Segni: per ospitare oggi l’incunabolo con la postilla rivelatrice; Valmontone: per aver dato i natali al padre di Felice de Fredis, proprietario della vigna nella quale fu ritrovato il gruppo marmoreo, e proprietario di beni fondiari in un’area oggi riconducibile al territorio comunale di Colleferro…

Dopo la conferenza, i presenti hanno avuto la possibilità di ammirare dal vivo il meraviglioso gruppo scultureo in marmo bianco del “Laocoonte e i suoi figli” realizzato nel I sec. d.C. da Agesandro, Atanadoro e Polidoro di Rodi (vedi foto in alto).

Qui di seguito invece tutti i riferimenti di approfondimento dell’argomento ed, a seguire, il video realizzato da “La Repubblica TV” sulla conferenza.

Qui gli articoli pubblicati sull’argomento da Cronachecittadine.it •>

Il nostro articolo in cui è spiegata l’intera questione •>

Qui l’articolo firmato da Luca Calenne (Storico dell’Arte) e da Alfredo Serangeli (Direttore dell’Archivio Storico “Innocenzo III” di Segni) apparso nel 2013 sulla rivista trimestrale dell’Istituto Nazionale di Studi Romani •>

 

 

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