Con una serie di iniziative Artena ha ricordato il 77° Anniversario del martirio di Padre Ginepro Cocchi [Foto]
ARTENA (RM) – Quest’anno Artena ha ricordato il 77° Anniversario del martirio di Padre Ginepro Cocchi, con una serie di iniziative organizzate dall’Associazione per il Volontariato “Circolo Culturale Padre Ginepro Cocchi” e dall’Assessorato alle Politiche Culturali del Comune.
Sabato 5 Marzo, presso la Chiesa S. Maria di Gesù, i ragazzi del Catechismo hanno ricordato la figura e l’operato di Padre Ginepro, cui ha fatto seguito una S.Messa in suo onore. Lunedì 7 celebrazione solenne della Santa Messa presso la Chiesa del Rosario presieduta da S. Eminenza Mons. Vincenzo Apicella, con Padre Salvatore Donadio, Padre Osvaldo Salvi e Don Daniele Valenzi , cui hanno partecipato Autorità Civili e Militari, e tantissimi fedeli. Si è tenuta poi in Piazza P. Ginepro Cocchi un momento di ricordo e riflessione.
Il Presidente dell’Ass. del Volontariato – Arch. Augusto Dolce ha ricordato la figura e l’opera di Padre Ginepro, sottolineando soprattutto il suo coraggio ed il suo spirito di avventura in nome di una fede incrollabile.
«Padre Ginepro Cocchi, nasce ad Artena (Roma), il 14 Ottobre 1908, da Attilio e Italia Cioccali. Nell’agosto, 1918 entra nel collegio serafico di Artena e nel 1923 è novizio dell’Ordine dei Frati Minori nel convento di S. Francesco a Fontecolombo (Rieti), dove veste l’abito francescano e prende il nome di Ginepro.
Qui, nel 1924 emitte la professione dei voti semplici, nel 1929 fa professione solenne e viene ordinato sacerdote nel Luglio 1931 nella chiesa di S. Ignazio a Roma.
Nello stesso anno si imbarca sulla nave «Venezia» alla volta della Cina. È sorprendente il suo desiderio di andare missionario in quel lontano e misterioso paese, ma grande è il desiderio di portare la luce del Vangelo negli angoli più bui della Cina, così da superare ogni avversità. Studia giorno e notte il cinese per poter predicare al più presto nella lingua locale e nonostante i pericoli e le difficoltà, ha sempre un sorriso ed una parola di conforto per i bisognosi, cui spesso fa dono dell’unico suo pasto della giornata.
Le lettere che egli scrive ai suoi familiari sono la testimonianza più tangibile del suo amore per questo immenso Paese ed il suo desiderio di percorrere il faticoso sentiero della spiritualità, abbandonando le comodità della vita con spirito di sacrificio e povertà. Nel corso del riaccendersi, nel 1936, delle ostilità cino-giapponesi si prodiga nell’assistere la popolazione cristiana e pagana, senza distinzione.
Nel 1939 riprende la sua opera di evangelizzazione visitando i tanti villaggi ed il 6 Marzo giunge a Shang-Lien-Ti, e con coraggio prende le difese di una giovane catechista dai militari che le intimano di riprendere il suo posto nell’organizzazione politica locale.
Dopo qualche ora dal suo generoso gesto, un gruppo di soldati irrompono nella stanza dove è intento a predicare, viene insultato, spogliato, percosso e condotto fuori dal paese dove, sul greto del fiume, viene ucciso con colpi di pistola».
Gli studenti delle scuole hanno poi dato lettura di pensieri e poesie, frutto del percorso svolto in classe con le loro insegnanti .
Hanno poi preso la parola la Principessa Nike Arrighi Borghese, la Dirigente Scolastica d.ssa Daniela Michelangeli che ha ringraziato docenti e studenti per l’impegno con cui hanno saputo dare risalto alla figura di questo giovane frate, martire per la fede.
Nel suo intervento il Sindaco Felicetto Angelini ha messo in particolare evidenza il coraggio di Padre Ginepro nel difendere una giovane donna, anche a costo della sua vita. Ricordando come ancora oggi la donna sia sottoposta, in molti paesi del mondo, a gravi ingiustizie, ha invitato tutti, proprio in occasione della Festa della Donna, all’impegno quotidiano perché le donne di ogni Nazione vengano rispettate ed avere riconosciuti diritti e pari opportunità.
La causa di beatificazione di Padre Ginepro Cocchi, riaperta nel 1995, si è conclusa nel Maggio del 2010 e tutta Artena attende con grande trepidazione, che il Papa renda ufficiale la proclamazione a Beato di questo umile e semplice frate, animato da una fede genuina e da indomito coraggio.
Un omaggio floreale e la benedizione del Vescovo hanno concluso la commovente cerimonia.
Eledina Lorenzon












