Colleferro. Un anno dal tragico omicidio di Willy Monteiro Duarte. Riflettiamo. Per dare almeno un senso ad una morte che senso non ha…

Nola FerramentaNola Ferramenta

COLLEFERRO – Un paio di ore fa, un anno fa, ancora increduli, davamo – tra i primi – la notizia del massacro di Willy Monteiro Duarte, giovane 21enne di Paliano di origini capoverdiane.

Scegliemmo la foto tra quelle da lui pubblicate sul suo profilo facebook, qualche ritocco e poi via, online: è la foto che poi ha fatto il giro del mondo e che ha ispirato tutte le iniziative iconografiche successive.

A quest’ora l’Audi Q7 nera, con la quale gli aggressori sono giunti sul luogo della mattanza, era ancora parcheggiata davanti la caserma dei Carabinieri.
Ed anche la Grande Punto di Willy, parcheggiata a pochissimi metri da dove è stato pestato a morte, era ancora lì.

Sono stati bravi, i Carabinieri: poco dopo le 3 è stato aggredito Willy; non erano ancora le 4 quando tutti i responsabili erano già in stato di fermo.

Iniziarono gli interrogatori, le indagini, le ricostruzioni. La prima accusa per i fratelli Bianchi, Belleggia e Pincarelli (tutti di Artena) è stata quella di omicidio preterintenzionale in concorso.
Lo scrivemmo già allora: «l’accusa sembra a tutti leggera, ma se la capacità investigativa non avesse raggiunto l’altissimo livello evidenziato nella circostanza, i quattro oggi sarebbero “indiziati di delitto” e denunciati a piede libero…».
Successivamente le indagini hanno portato all’aggravamento dell’accusa: l’omicidio diventa volontario.

Il tritacarne mediatico fece balzare Colleferro alla ribalta della cronaca nazionale, ed anche internazionale, etichettandola come città pericolosa.
Ancora oggi, nell’immaginario di qualcuno che non la conosce, è rimasta questa convinzione.

Nei giorni successivi le comunità – ancora stordite, di Colleferro, Paliano ed Artena – iniziarono a ribellarsi.
I sit-in, le fiaccolate, i funerali…
Mai queste tre comunità, pur da sempre interconnesse, si sono mostrate unite come nello stringersi attorno alla famiglia di Willy, condannando, senza se e senza ma, l’inaudita, ingiustificata, assurda ed inumana violenza che ha strappato la vita a Willy, giovane innocente, “reo” di essersi trovato al momento sbagliato, nel posto sbagliato.

Mentre va avanti la vicenda giudiziaria, oggi è giorno di riflessione.
Per ciascuno di noi, e per noi tutti come comunità – oltre i campanili – come società, e lontano dalle strumentalizzazioni politiche.

Riflettiamo.
Per dare almeno un senso alla tragica morte di Willy, che senso non ha…

Qui tutti gli articoli pubblicati da Cronache Cittadine su Willy Monteiro Duarte •>

•••••••••••••••••••••••••••••••••••

Ci piace pubblicare di seguito il testo che il Sindaco di Colleferro Pierluigi Sanna ha pubblicato al riguardo, nella mattinata di oggi, sulla sua pagina social.

Un anno.

Un anno può essere considerato poco davanti alla storia, allo stesso tempo può sembrare molto nella vita di una persona.

Quanto vale un anno per una comunità? Per varie comunità nel nostro caso? È difficile stabilirlo; personalmente mi sembrò più lunga la giornata del 6 settembre 2020 che questo intero anno trascorso eppure sono trascorsi 365 giorni dall’uccisione barbara di Willy.

Il tempo appare velocissimo questa volta perché il ricordo è ancora nitido, indelebile direi. Il ricordo di un fatto inumano che ha lasciato a terra una giovane e nobile vita, che ha colpito duramente una famiglia perbene, un fatto col quale le nostre comunità mai avrebbero pensato di doversi confrontare.

Siamo convinti che la giustizia farà il suo corso seguendo la verità ed assegnando ai colpevoli la giusta pena; a noi spetta un compito diverso, simile a quello degli educatori e degli insegnati che spesso continuano ad esercitare da soli il mestiere prezioso dell’accompagnamento dei giovani alla vita. La diffusione della conoscenza, del rispetto, del dialogo e la lotta culturale contro ogni forma di violenza e di discriminazione sono il nostro compito (come istituzioni e come comunità), lo abbiamo riaffermato anche ieri durante la preziosa iniziativa “In Cammino Verso” organizzata dalle associazioni.

Siamo vicini, come ogni giorno dell’anno, alla famiglia Monteiro Duarte.

Siamo all’opera assieme agli enti locali ed alla Regione, come ogni giorno dell’anno, affinché la memoria collettiva custodisca il sacrificio di Willy attraverso tutti gli strumenti a disposizione: dalla costruzione della piazza bianca, al monumento contro ogni forma di violenza, all’arte muraria, ai premi e concorsi letterari.

Siamo certi che le parole giuste per descrivere il nostro stato d’animo non le troveremo mai; le azioni, più che le parole, saranno la nostra testimonianza.

“Alle fronde dei salici, per voto,
anche le nostre cetre erano appese,
oscillavano lievi al triste vento”

 

Potrebbero interessarti anche...

Top