Colleferro. Toponomastica. Intitolata all’elettrauto Antonio Archilletti una traversa di Corso Garibaldi, storica sede di artigiani del settore motoristico
COLLEFERRO – Nella mattinata di oggi, 17 Settembre, il Sindaco di Colleferro Pierluigi Sanna ha intitolato tra nuove strade della città, a personaggi che in qualche modo, anche simbolicamente, fanno parte della storia della città.
Questo era il programma delle intitolazioni: Via Silvano Tummolo (strada che collega Via Casilina con Via della Melazza) ore 9; Via Antonio Archilletti (tratto strada senza uscita che origina da Corso Garibaldi) ore 9.20; Largo Alcide De Gasperi (parcheggio pubblico prospiciente la scuola Carlo Urbani) ore 9.40; Piazzale Rita Levi Montalcini (parcheggio pubblico che collega Via Carpinetana Sud con Viale America) ore 10; Via Stamura Ubaldi Pugnaloni (parcheggio pubblico comunale sito nella traversa di Via dei Pioppi in direzione loc. Fontana Cercia) ore 10.20.
Tra queste intitolazioni abbiamo seguito quella dedicata all’elettrauto Antonio Archilletti.
“Via A. Archilletti” è una strada chiusa, traversa di Corso Garibaldi, nella quale hanno sede numerosi artigiani operanti nel settore delle automobili, e tra questi anche l’elettrauto David Archilletti che ha portato avanti l’attività aperta nel lontano 1966 dal papà Antonio – al quale è stata intitolata la strada – Cavaliere del Lavoro, venuto a mancare il 13 Gennaio del 2004.
All’intitolazione erano presenti il Sindaco di Colleferro Pierluigi Sanna, , il Consigliere regionale e Presidente della Commissione Sanità del Lazio Rodolfo Lena, l’Assessore comunale all’Artigianato e Commercio Marco Gabrielli e Mons. Luciano Lepore, che ha officiato la benedizione, oltre ad altre autorità, amici e parenti.
«Questa mattina – ha affermato il Sindaco Sanna – non dedichiamo soltanto una strada ad Archilletti, ma cambiamo l’approccio che la nostra storia ha avuto con la toponomastica, dando per la prima volta un segnale.
La richiesta è venuta dalla famiglia, come spesso accade in questi casi, una famiglia che conosco da tantissimi anni, non fosse altro per il motivo che Monica la chiamo ancora professoressa…
Quella richiesta l’abbiamo messa in un cassetto. La legge per la toponomastica in Italia è ancora il Regio Decreto del 1911, ogni volta che si dedica una strada a qualcuno, l’iter burocratico è una sorta di travaglio.
Quindi abbiamo atteso che ci fossero due o tre strade da dedicare affinché ci fosse un unico iter: la Giunta approva, invia alla Prefettura, la Prefettura accetta… etc. In questa nostra Repubblica un Sindaco non è libero di dedicare una strada a chi vuole. Bisogna essere defunti da almeno 10 anni…
Infatti avremo il problema con l’intitolazione della piazza a Willy, per cui dovremo chiedere le deroghe all’Istituto Historiae Patriae, documentare… come i tempi del Re.
Quando abbiamo fatto la delibera, alla delibera andavano allegate le biografie. Nel caso specifico, per una volta non si andava a dedicare una strada ad un politico o ad un “capitano d’industria”, ma ad un “operaio”, ad un artigiano, simbolo di tutti gli operai e gli artigiani che laboriosamente, in silenzio, senza essere mai ricordati, hanno tirato su tutto ciò che ci circonda.
Questa intitolazione è la “prima pietra” di un intendimento dell’Amministrazione comunale che vuole ricordare anche chi, silenziosamente, è stato artefice di ciò che noi oggi possediamo…
Colleferro ormai è importante. Una città che le maestranze hanno tirato su dal niente e oggi rappresenta un cuore pulsante della Valle del Sacco e dei Monti Lepini.
Il merito è tutti gli uomini e le donne che, come Archilletti, hanno lavorato in silenzio, hanno tirato su i figli onestamente, gli hanno insegnato i valori veri della vita…».
Dopo i discorsi del Sindaco Sanna, dell’on. Rodolfo Lena, di Mons. Luciano Lepore e dei figli, Serena, Monica e David, che hanno ricordato la figura del padre soprattutto dal punto di vista umano, e dopo aver scoperto la targa indicante la denominazione della nuova via, i presenti hanno festeggiato l’evento con un frugale rinfresco, occasione di incontro per tanti vecchi amici.
Ci piace pubblicare un breve testo redatto dai figli.
«La cerimonia di intitolazione è stata caratterizzata da un enorme affetto da parte di molti cittadini che lo conoscevano, dalle autorità civili, ma, soprattutto, dalla gente comune che ha conosciuto il nostro papà, Antonio, detto Tonino da tutti coloro che venivano a portargli le auto.
Un uomo onesto che rappresenta la cittadina tutta, tutti i lavoratori di questa città, un uomo apparentemente rude, come ha ricordato Mons. Lepore, ma con un cuore grande, generoso, sorridente.
Questa intitolazione, come ha ricordato il nostro sindaco, Pierluigi Sanna, rappresenta i cittadini tutti che con la loro vita hanno contribuito a costruire la nostra Colleferro.
Noi figli abbiamo imparato da lui, l’onestà, l’abnegazione, l’amore per il lavoro, la parola data che vale più di un contratto, la serietà e la disponibilità.
Ci piace ricordare che ogni vita è una storia, come un’opera epica ed ogni epos inizia con un “patronimico”, “il Pelide Achille” … essere figli di Archilletti significa portare un nome, un’appartenenza, essere orgogliosi di questo cognome… non sono solo necessarie le cose materiali, ma essere cittadini che cooperano per il bene comune. E lui lo è stato…».




























